adolf hitler lettere

"QUI LE COSE SONO FOTTUTE" - RITROVATE DOPO 75 ANNI LE ULTIME LETTERE E I TELEGRAMMI CHE HITLER E IL SUO ENTOURAGE SPEDIRONO DAL BUNKER IN CUI SI ERANO RIFUGIATI - TRA QUESTI L'ULTIMO, INUTILE ORDINE ALLE TRUPPE: RIENTRARE A BERLINO PER UNA "VITTORIA NELLA BATTAGLIA" - I DOCUMENTI ERANO STATI TROVATI DA UN SOLDATO FRANCESE 75 ANNI FA E CONSERVATI PER SOUVENIR - QUANDO L'UOMO E' MORTO...

Dagotraduzione dal Daily Mail

 

Telegrammi di Martin Bormann

Dopo più di 70 anni, sono venuti alla luce documenti inediti degli ultimi giorni vissuti da Adolf Hitler nel suo bunker sotterraneo. Li aveva conservati un soldato francese come souvenir.

 

Ad analizzare i documenti sono stati gli storici Xavier Aiolfi e Paul Villatoux: si tratta di lettere, telegrammi ed effetti personali, tra cui l’ultimo, inutile ordine alle truppe e l’annuncio della sua decisione di uccidersi.

 

Ultimo ordine militare di Hitler

I documenti, segnati dalle bruciature, sono stati consegnati dal figlio del capito Michel Leroy, soldato francese che fece irruzione nel bunker durante la seconda guerra mondiale e conservò i documenti fino alla sua morte. Leroy trovò le 70 carte tra un mucchio di mobili e oggetti nell’ufficio di Bormann nel novembre del 1945.

 

In un telegramma, il segretario privato di Hitler, Martin Bormann, ammette: «Qui le cose sono fottute», mentre in un altro, il capo della Gestapo e delle forze armate naziste Herman Goring tenta di approfittare del caos e assumere il controllo del Terzo Reich – mossa per la quale fu stato bollato come "traditore" e posto agli arresti domiciliari.

 

Fino a poco tempo fa gli storici dovevano fare affidamento sulle testimonianze e sui documenti del dopoguerra provenienti da altre parti della Germania per far luce sugli ultimi giorni del Terzo Reich. Ora invece i due storici, Aiolfi e Villatoux, hanno presentato i documenti per la prima volta nel loro libro The Final Archives of the Fuhrerbunker.

 

The Final Archives of the Fuhrerbunker

Nei giorni in cui la sconfitta della Germania è imminente, le comunicazioni ufficiali ritrovate dai due storici rivelano la disperazione e la paranoia dell’entourage. Un telegramma, inviato da Bormann dopo che Hitler si è infuriato e ha annunciato che avrebbe preferito uccidersi piuttosto che fuggire dalla città, è particolarmente agghiacciante. Vi si legge: «Le cose sono complicate qui. Il capo rimarrà qui, qualunque cosa accada. L'umore è chiaro».

 

A questo telegramma fa seguito l'ordine militare finale del Führer dato a Bormann il 25 aprile, appena cinque giorni prima della sua morte. Ordinò a quel che restava dell'esercito tedesco in Norvegia, Danimarca e Lettonia di tornare indietro e consegnargli una «vittoria nella battaglia di Berlino». Un piano impossibile da realizzare, visto che le unità militari venivano distrutte o tagliate fuori dalle forze nemiche. Come successo in Lettonia, dove l’esercito tedesco, impotente, fu circondato dalle truppe sovietiche fino alla fine della guerra.

 

Adolf Hitler morto

Aiolfi ha descritto i documenti come «veri testimoni della storia». Ha detto: «Sono eccezionali perché quasi tutto nel bunker è stato bruciato in modo che non cadesse nelle mani delle truppe sovietiche. «Più di 75 anni dopo gli eventi, odorano ancora di umidità e hanno tracce di ustioni. Sono veri testimoni».

 

«Hanno un notevole significato politico perché appartenevano a Martin Bormann, che era un indispensabile esecutore dei piani di Hitler. Era un personaggio servile, brutale, assetato di potere personale e determinato a stare vicino al Führer».

 

Bunker di Hitler 2

«Il documento più emblematico resta il telegramma con cui Hitler impartisce i suoi ultimi ordini per la difesa di Berlino. Ha manovrato unità che non esistevano più o non erano più in grado di raggiungere la città, eppure era convinto che la Provvidenza avrebbe salvato il suo esercito. È chiaro da questi ordini che credeva ancora di poter vincere la battaglia di Berlino e sconfiggere i sovietici. Pensava che questo lo avrebbe messo in una posizione di forza per negoziare un trattato di pace e mettere gli alleati contro la Russia».

Bunker di Hitler

 

Conosciuto come "il toro di Hitler", Bormann rimase nel rifugio sotto l'edificio della cancelleria a Berlino fino a quando il Fuhrer si sparò. Bormann si suicidò il 2 maggio 1945, mentre stava per essere catturato durante la sua fuga da Berlino. Sua moglie e i suoi dieci figli, tutti sopravvissuti alla guerra, si rifugiarono a Obersalzberg, in Baviera.

Adolf HitlerDisegni della figlia di BormannMartin BormannXavier Aiolfi

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