richard williams will smith

"RICHARD WILLIAMS ERA UN GENIO, AVEVA PROFETIZZATO TUTTO" - WILL SMITH IN LODE DEL PAPÀ DI VENUS E SERENA, DI CUI VESTE I PANNI NEL FILM "UNA FAMIGLIA VINCENTE - KING RICHARD": "DOPO AVER VISTO UNA PARTITA DI TENNIS IN CUI VIRGINIA RUZICI AVEVA VINTO UN PREMIO DA 40 MILA DOLLARI, AVEVA SCRITTO I PIANI PER LE CARRIERE DELLE FIGLIE. PER INTERPRETARLO HO PRESO SPUNTO DA MIO RAPPORTO CON..."

 

Fulvia Caprara per La Stampa

 

will smith king richard 2

Nel viaggio di un padre e delle sue due figlie divenute stelle mondiali del tennis, il divo Will Smith, tra i più potenti e pagati del globo, ha intravisto qualcosa che gli appartiene nel profondo.

 

In quel genitore, Richard Williams, deciso a far entrare Serena e Venus nell’Olimpo dei tennisti, l’attore, rapper, produttore cinematografico, vincitore di quattro Grammy Award, due volte candidato all’Oscar, ha ritrovato i segni di una paternità controversa e discutibile, simile a quella sperimentata in prima persona, nel suo ruolo di figlio.

Una famiglia vincente

 

In questi ultimi mesi Will Smith è protagonista di Una famiglia vincente - King Richard (nei cinema il 13 gennaio con Warner Bros) e di Will (Longanesi), il volume autobiografico, scritto con il blogger Mark Manson, in cui ricostruisce la storia della sua vita e della sua affermazione partendo proprio dal rapporto difficile con il padre, «Papo», come lo chiama nelle 422 pagine del libro.

 

Nel film, diretto da Reinaldo Marcus Green, interpretato da Saniyya Sidney (Venus), Demi Singleton (Serena), Aunjanue Ellis (la madre Oracene), si legge, oltre la ricostruzione del fenomeno sportivo, oltre la favola bella di una famiglia semplice che tocca il miraggio del successo, il desiderio marcato di guardarsi allo specchio, di fare i conti con l’eredità di un’infanzia tormentata: «Mio padre - ha detto Will Smith durante la presentazione della biografia a Filadelfia, la città natale, con Queen Latifah in veste di spalla e intervistatrice - è stato, allo stesso tempo, la massima fonte di dolore e la massima fonte di gioia».

 

Una famiglia vincente 2

Da dove è nato il desiderio di raccontare la storia della famiglia Williams?

«Circa vent’anni fa ho visto in tv un’intervista a Venus che, allora, aveva circa 14 anni. Mi aveva colpito il suo sguardo, nei suoi occhi si leggeva la certezza che, con suo padre accanto, una specie di leone pronto ad azzannare chiunque provasse a farle del male, non avrebbe mai avuto nulla da temere. Quando il giornalista della Abc le fa notare, con una nota cinica, che sarebbe stato molto difficile battere l’avversaria, Richard Williams entra in campo, interrompe l’intervista, e ricorda al cronista l’età di Venus. In quel momento ho desiderato che mia figlia potesse sentirsi allo stesso modo. Se accetto una parte è sempre per imparare qualcosa di nuovo, per esplorare un territorio sconosciuto, stavolta il personaggio di Richard mi ha fatto capire che c’è un altro modo per essere genitori».

 

Richard Williams con Serena e Venus

Qual è, secondo lei, il fulcro del film?

«Non è un film sul tennis, ma sulla fede, sulla famiglia, sull’amore e sul trionfo. Nel racconto c’è una strana combinazione di temi, si parla di tennis e delle tenniste più famose del mondo, ma il tennis non è l’argomento centrale della narrazione. Mi è capitato altre volte di raccontare storie di persone divenute celebri, ma mi sono sempre reso conto che il fulcro, più che nei traguardi raggiunti, è nelle famiglie e nelle individualità che le compongono».

 

Richard Williams

Qual è l’aspetto più importante che emerge dalla vicenda di Venus e Serena Williams?

«La storia di Richard e dei suoi parla del sogno americano, ci sono pochissimi Paesi sulla terra in cui Venus e Serena avrebbero potuto sfondare, il film mette in luce la tensione nel superare i nostri limiti, dicendoci che la possibilità di oltrepassarli sta tutta nella nostra forza d’animo».

 

Richard Williams 2

Quella di Richard Williams è una figura molto discussa, piena di ombre. Come ha affrontato questi aspetti del personaggio?

«Penso che Richard sia stato frainteso in modo selvaggio, mi è piaciuto poter restituire umanità a un personaggio che è stato demonizzato. Secondo me era un genio, Richard aveva profetizzato tutto. Dopo aver visto, due anni prima della nascita delle figlie, una partita di tennis in cui Virginia Ruzici aveva vinto un premio di 40 mila dollari, aveva scritto i piani per la carriera di Venus e Serena».

 

Le due sorelle avrebbero potuto sentirsi in gabbia, con il loro futuro già determinato dal padre. Che cosa ne pensa?

«Non credo che in quella famiglia nessuno si sia mai sentito intrappolato, le menti erano libere, non c’è mai stata la sensazione di essere ingabbiati da qualcosa che non fosse la capacità di impegnarsi, lavorare sodo, amarsi. Un sistema di principi che si è rivelato potente e incredibilmente produttivo».

 

Richard Williams 3

Come si è preparato per interpretare Richard Williams?

«Ho cercato di seguire il suo percorso, Richard non sapeva nulla di tennis, lui e la moglie hanno appreso le regole del gioco da autodidatti. Per interpretare qualcuno, l’attore ha sempre bisogno di coglierne le caratteristiche principali. Per diventare Richard ho preso spunto dal rapporto con mia figlia Willow, cercando di dedicarle lo stesso spazio che lui ha dedicato a Venus e a Serena, senza esagerare, ma usando la sua stessa determinazione».

 

richard williams e le figlie venus e serena

Che cosa significa per lei essere padre?

«È l’impegno in cui ho concentrato il massimo della passione, ho fatto di tutto per essere all’altezza del compito, per cercare di modellare persone capaci di sentire la responsabilità della comunità di cui fanno parte. Ho avvertito il desiderio di essere capofamiglia fin da bambino e, quando è nato il mio primo figlio, ho sentito subito l’immensa responsabilità di quella giovanissima vita, ho pregato per riuscire ad essere un buon padre».

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…