di maio conte card reddito

LE "TESSERE INVISIBILI" DEL REDDITO DI CITTADINANZA - SU 60 MILA CARD, LA SPESA NON SARA' TRACCIABILE - I BENEFICIARI DI IMPORTI FINO A 100 EURO POTRANNO PRELEVARE TUTTO IN CONTANTI - ALLA FINE DEL 2019 SARANNO SFUGGITI AI CONTROLLI ACQUISTI PER 400 MILIONI...

Francesco Bisozzi per “il Messaggero”

 

di maio conte card reddito

A causa dei bassi importi erogati per il reddito di cittadinanza non sarà possibile tracciare i movimenti di oltre sessantamila card gialle. Si potrà infatti prelevare al bancomat l' intera somma accreditata sulle prepagate con un plafond di spesa compreso tra 40 e 100 euro: la legge prevede la possibilità di ritirare 100 euro in contanti ogni mese se si è single (per i nuclei più numerosi l' asticella sale invece a 210 euro). Oggi le card invisibili su cui è stata caricata una somma pari o inferiore a 100 euro sono in tutto 61.670, stando agli ultimi dati diramati dall' Ipns.

 

Una volta prelevati, i soldi del sussidio spariranno dai radar dello Stato e a quel punto non sarà più possibile monitorare gli acquisti effettuati dai beneficiari del sostegno. Si riapre così la questione delle cosiddette spese immorali.

 

di maio card reddito

LA DISTRIBUZIONE Al momento sono in fase di distribuzione negli uffici postali 490 mila card con una dotazione media di 520 euro. Nel complesso questo mese il reddito di cittadinanza costerà 250 milioni di euro: si stima che verranno prelevati almeno 50 milioni in contanti. Il 20 per cento delle risorse erogate perciò non sarà tracciabile. Di questo passo, alla fine dell' anno sarà sfuggita ai controlli una somma pari ad almeno 400 milioni di euro. Le card invisibili, nel frattempo, continueranno a crescere: l' Inps calcola che entro la fine di maggio vi saranno in circolazione 675.000 tessere (ammontano a 900 mila le domande per il sussidio atterrate finora sulla piattaforma dell' istituto di previdenza) di cui circa 80 mila avranno meno di 100 euro mensili a disposizione.

 

IL TETTO È stato posto un tetto ai prelievi proprio per tenere il più possibile sotto controllo le spese dei beneficiari del sostegno, affinché le risorse stanziate per la misura non venissero disperse. Gli acquisti tramite Pos nei supermercati e nei negozi abilitati verranno memorizzati in forma anonima e catalogati sulla base della tipologia di merce acquistata, anche al fine di misurare l' effettivo impatto sui consumi della misura chiave dei Cinquestelle. Nel paniere dei prodotti acquistabili rientrano al momento farmaci e altri beni di prima necessità.

 

reddito di cittadinanza

I soldi del sostegno non potranno essere utilizzati invece per partecipare a giochi che prevedono vincite in denaro. Considerato però che le spese in contanti non potranno essere tracciate, una parte delle risorse stanziate dal governo gialloverde finirà inevitabilmente con l' alimentare gli acquisti non idonei. Con le card del reddito di cittadinanza sarà anche possibile saldare le bollette della luce e del gas, oltre a pagare tramite bonifico l' affitto o la rata del mutuo della casa di abitazione. Ma l' impatto sulla crescita del reddito di cittadinanza si prospetta sempre più extra-light, come testimoniano anche i numeri sulla crescita contenuti del Documento di economia e finanza recentemente approvato dai gialloverdi. Le mancate adesioni indeboliscono notevolmente la misura pentastellata: il numero dei nuclei accolti viaggia verso quota 650 mila, la metà di quelli previsti in entrata. Le cifre esigue caricate sulle card (circa il 30 per cento delle tessere approvate fin qui dall' Inps ha un plafond di spesa inferiore a 300 euro) non aiutano.

 

reddito di cittadinanza

A questi due fattori ora si somma l' impossibilità di monitorare circa un quinto delle risorse che verranno erogate per il reddito di cittadinanza così da garantirne il corretto utilizzo. Il dibattito sulle spese immorali si era aperto lo scorso autunno, quando a ottobre l' attuale viceministra dell' Economia Laura Castelli annunciò il divieto (poi mai introdotto) di acquistare elettrodomestici con le card per il reddito di cittadinanza. Oggi gli unici paletti in vigore riguardano il gioco d' azzardo e gli acquisti online. Il via libera ai prelievi in contanti, seppure di entità modica, ha creato però una pericolosa falla nei controlli.

reddito di cittadinanza alle poste 3il sito per il reddito di cittadinanza 4giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 3 il sito per il reddito di cittadinanza 3luigi di maio con la postepay in manoDI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOgiuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 1il sito per il reddito di cittadinanza 1reddito di cittadinanza alle poste 1

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...