LA "TOLLERANZA ZERO" DELLA CINA PER I CONTAGI DA COVID FA PIÙ STRAGI DEL VIRUS - UN BUS CARICO DI PERSONE INVIATE VERSO UN CENTRO DI QUARANTENA NELLA PROVINCIA DI GHUIZHOU SI È RIBALTATO, PROVOCANDO 27 MORTI E 20 FERITI - SUL WEB È SCOPPIATA LA POLEMICA, TRA CHI DENUNCIA L'ECCESSIVO ALLARMISMO DEL DRAGONE (I DECESSI PER COVID NELLA PROVINCIA DELLA CINA SUD OCCIDENTALE SONO STATI SOLO DUE) E CHI ACCUSA LE CONDIZIONI IN CUI I PAZIENTI VENGONO TRASPORTATI: IN UNA FOTO SCATTATA AL VEICOLO PRIMA CHE SI RIBALTASSE, SI VEDONO…

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Guido Santevecchi per www.corriere.it

 

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La pandemia e la «Tolleranza Zero» della Cina per i contagi da Covid-19 hanno le loro vittime collaterali: 27 persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite su un autobus utilizzato per portare in un centro di quarantena sanitaria un gruppo di abitanti della provincia del Guizhou.

 

Il mezzo si è rovesciato poco dopo le due di notte, domenica, in una zona isolata tra le montagne della prefettura di Qiannan. Le autorità locali hanno riferito che era carico di persone inviate verso «un luogo dove sarebbero state poste in quarantena a causa dell’epidemia».

 

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Non è stato comunicato se fossero positivi al coronavirus, o contatti di casi accertati, o semplici abitanti di un comprensorio dove era stato individuato un caso: sono queste le ragioni che portano all’isolamento, senza appello e senza tampone, in ossequio alla linea «Zero dinamico» alla quale il governo centrale non vuole rinunciare, nonostante le polemiche per i lockdown imposti a milioni di cinesi anche adesso che il resto del mondo convive con gli strascichi della pandemia e li affronta soprattutto con i vaccini.

 

Sul web è scoppiata la polemica: tra i sei milioni di abitanti della provincia sudoccidentale del Guizhou sono stati rilevati negli ultimi tre giorni circa 900 casi, un terzo di quelli dell’intera Cina, comunque pochi. I post sui social media ribollono di rabbia e amarezza perché nei tre anni di pandemia, i decessi ufficiali per Covid nel Guizhou sono stati solo due: il disastro stradale di domenica ha ucciso 27 persone.

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«Siamo tutti su quel bus», «La prossima potrebbe toccare a noi» hanno scritto su Weibo dei contestatori della linea del Partito-Stato. Una donna che sostiene di essere la figlia di una delle vittime del bus ha scritto: «Mia madre era restata a casa dall’inizio di settembre, non era andata da nessuna parte se non per farsi fare il tampone prescritto dalle autorità, ma all’improvviso sono venuta a prenderla e l’hanno caricata su quel bus per la quarantena».

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Un altro cittadino ha ricordato la sua esperienza di evacuato verso un centro di quarantena: «dodici ore di trasporto, pressati uno vicino all’altro, senza poter scendere per andare al bagno, senza aprire i finestrini né l’aria condizionata fino all’arrivo». È diventata virale una foto scattata al veicolo prima che si ribaltasse, nella quale si vedono persone sigillate in tute bianche sanitarie.

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«Sì, tutti noi rischiamo di finire su un autobus così triste e terrificante», si è letto in un altro post. La censura è intervenuta cancellando ogni riferimento all’hashtag #BusGuizhou. Dopo alcune ore, il governo della provincia ha ammesso che «ci sono delle lezioni da apprendere da quanto è successo nella notte, bisogna esaminare le condizioni della quarantena e il trasporto delle persone, oltre a quelli della sicurezza stradale».

Gabbie a Shangai Gabbie a Shangai Code a Pechino per i tamponi 3 Code a Pechino per i tamponi 3 Campi di quarantena Covid in Cina 5 Campi di quarantena Covid in Cina 5 Code a Pechino per i tamponi 4 Code a Pechino per i tamponi 4 Code a Pechino per i tamponi 2 Code a Pechino per i tamponi 2 Code a Pechino per i tamponi Code a Pechino per i tamponi incidente autobus cina incidente autobus cina

 

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