kim jong un-9

A RIPETIZIONE DALLO ZAR (PUTIN) – CICCIO KIM AVREBBE SCALATO SU UN CAVALLO IL PAEKTU, LA MONTAGNA SACRA PIÙ ALTA DEL NORD COREA, DOVE SI È FATTO FOTOGRAFARE TRA LE CIME INNEVATE – A PARTE CHE L’ASCESA IPPICA APPARE ASSAI IMPROBABILE, DIETRO L’OPERAZIONE PROPAGANDISTA POTREBBE CELARSI UN IMPORTANTE ANNUNCIO: L’ULTIMA VOLTA CHE IL DITTATORE ERA STATO SUL MONTE AVEVA…

Guido Santevecchi per “www.corriere.it”

 

kim jong un 1

Al galoppo su un cavallo bianco nella neve della montagna più alta della Corea. La propaganda nordcoreana, diretta dalla sorella di Kim Jong-un, ha diffuso foto dell’ultima impresa del Rispettato Maresciallo. Kim è salito a cavallo sulla vetta del Monte Paektu, la cima più alta della Nord Corea e dell’intera penisola. Una montagna sacra da secoli per tutti i coreani.

 

vladimir putin

Ma in particolare quelli del Nord credono che sia ancora più importante perché ci sarebbe nato Kim Jong-il, il padre dell’attuale dittatore. Per il regime il Paektu è una vetta politica. In realtà Kim padre nacque in Russia durante la seconda guerra mondiale, dove Kim nonno (Kim Il Sung, fondatore della Repubblica democratica popolare di Corea) era capitano dell’Armata Rossa sovietica.

 

Ma questa è la storia. Il presente è diverso e non è solo propaganda, anche se sembra improbabile che davvero Kim sia arrivato in cima ai 2.750 metri del monte già coperto di neve proprio solo in sella (magari lo hanno un po’ aiutato).

 

kim jong un 4

Presentando l’ascesa ippica di Kim, l’agenzia di regime Kcna proclama: «La sua marcia sul Monte Paektu è un grande evento di pesante importanza nella storia della rivoluzione coreana».

 

Si potrebbe sorridere di fronte all’immaginifica retorica nordista, ma il regime si nutre di epica e culto della personalità. Il regime è la dinastia Kim.

kim jong un 3

 

Non è solo propaganda

Guardando oltre l’ascesa in groppa al cavallo bianco gli esperti ricordano che potrebbe essere il preludio a un grande annuncio politico. L’ultima volta che era salito sul Paektu a fine 2017, a piedi, poi Kim aveva avviato la distensione con la Sud Corea e il dialogo con Trump. E questa volta? Sta decidendo di dare nuovo slancio al negoziato sulla riduzione delle armi o sta meditando la ripresa (già minacciata) dei test di missili intercontinentali e armi nucleari? Tra poco forse sapremo.

kim jong un 2

 

Nel resoconto della Kcna, Kim giunto in vetta ha detto: «La situazione del Paese è difficile a causa delle incessanti sanzioni e della pressione delle forze ostili, ci sono molte avversità e prove di fronte a noi». Poi un monito agli americani che non vogliono ridurre le sanzioni: «La sofferenza che le forze ostili alla Repubblica democratica popolare di Corea, guidate dagli Stati Uniti, hanno inflitto al popolo coreano non è più sofferenza, ma si è trasformata in rabbia».

kim jong un 8

 

Annuncio in vista?

Il regime ha anche mandato in video per dare la notizia alla nazione l’annunciatrice in abito tradizionale color rosa, quella Ri Chung-hee che a 75 anni viene richiamata dalla pensione per declamare le storiche decisioni del Rispettato Maresciallo. Per anni ha scandito i lanci di missili e i test atomici.

 

kim jong un 7

Questa volta ha letto: «Dopo aver assistito al grande momento delle sue riflessioni in cima al Monte Paektu, tutti i funzionari che accompagnavano il supremo leader si sono convinti che ci sarà una grande operazione per colpire nuovamente il mondo di meraviglia e fare un passo avanti nella rivoluzione coreana». Altre foto diffuse da Pyongyang mostrano in effetti Kim seguito a cavallo dalla sorella e da diversi consiglieri. Ora si aspetta la «grande operazione».

kim jong un 5kim jong un 6

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)