turista mendicante asia elemosina

RIPRENDETEVI ‘STI PULCIARI - DALLA THAILANDIA ALLA CAMBOGIA, AUMENTANO LE ESPULSIONI DEI TURISTI OCCIDENTALI CHE CHIEDONO L'ELEMOSINA PER VIAGGIARE GRATIS: “SE LO FACESSIMO NOI NEI VOSTRI PAESI SAREMMO SUBITO DEPORTATI COME CLANDESTINI” - SI TRATTA DI UN ESERCITO DI HIPSTER DELLA FINTA POVERTÀ VISSUTA COME STATUS SYMBOL, COME ESPERIENZA COOL, SCELTA IDEOLOGICA, SFIDA AL SISTEMA MA…

Carlo Pizzati per “la Stampa”

 

TURISTI OCCIDENTALI CHE CHIEDONO L ELEMOSINA IN ASIA

Il cartello scritto con pennarello su un cartone ammicca: «Ciao, sono Sergey, sto viaggiando in Asia da 5 mesi. Hong Kong è stupenda ma così costosa. Purtroppo, ho finito i soldi. Ti prego, aiutami». Lo vedi lì, il russo, con quel sorrisetto furbo e simpatico, capello corto, barbetta lanuginosa sotto al mento, un po' hipster, guance e naso lucidati dal sole.

Magari ci pensi anche. Ad aiutarlo.

 

Poi lo trovi due mesi dopo in short, canottiera e sandali. Cartello identico, ora anche in cinese. Dice che sta viaggiando nel continente, ma per 10 mesi. Si vede che il business del mendicante funziona. E va di moda. In Asia, l' epidemia di falsi turisti nei guai sta diventando un affare serio. Li hanno definiti «begpackers», unendo «begging» (chiedere l' elemosina) e «backpacking» (fare i saccopelisti). Saccopelisti-mendicanti.

TURISTI OCCIDENTALI CHE CHIEDONO L ELEMOSINA IN ASIA

 

Le strade di molte capitali asiatiche, da Bangkok a Seoul, sono sempre più ingombre di ragazzotti biondi, castani, rossicci, dagli occhi azzurri o verdi, a volte un po' straccioni, ma spesso con vestiti freschi d' acquisto. Chiedono aiuto. E che c' è di male? In realtà molto, perché in Paesi come Cambogia, Laos, Vietnam, Malesia, India, Indonesia e Tailandia il livello di fastidio per questi finti mendicanti è un problema a volte sanzionabile, se recidivo, con un mese di prigione.

 

BAMBINI SFRUTTATI

Una coppia di giovani mendicanti russi è stata arrestata in Malesia perché, elemosinando, tirava in aria un bebè col pannolino, stringendolo per i piedi. Il video fa rizzare i capelli. E ha fatto scattare la polizia. Poi c' è Party Big Ben, il tedesco Benjamin Holst che per impietosire mostrava una gamba gonfiata dalla macro-distrofia lipomatosa. Racimolava così 1500 euro, che spendeva in prostitute e alcol. La stampa tailandese l' ha soprannominato «il tedesco più odiato in Tailandia».

TURISTI OCCIDENTALI CHE CHIEDONO L ELEMOSINA IN ASIA

 

Deportato. Un' altra tedesca è stata espulsa perché mendicava con una bimba nel passeggino, giurando: «Mi hanno rubato la carta del bancomat». Per due anni di fila.

Questi sono i casi più noti, ma, in media, si tratta di un esercito di turisti della finta povertà vissuta come status symbol, come esperienza cool, scelta ideologica, sfida al sistema.

Frotte di ragazzi bianchi che riempiono le strade di implorazioni: «Aiutaci a viaggiare attorno al mondo», «Giro del mondo senza soldi! Aiutateci».

 

«Sostieni il nostro viaggio attorno al mondo». Come se il giro del mondo fosse un diritto inalienabile. C' è la coppietta carina che vende abbracci, chi le foto delle vacanze. Alcuni chiedono spicci, ma hanno smartphone e macchine fotografiche da centinaia di euro. Vengono da Paesi occidentali ricchi, chiedono l' elemosina nei Paesi poveri.

 

turisti mendicanti a bangkok

Esternano quell' entusiastica, positiva e simpatica complicità globalista da millennial della società liquida e precaria. Allegramente liberi di vivere la loro fantasia da orientalisti, approfittando di un retaggio del colonialismo: il complesso d' inferiorità, inconscio, verso i bianchi.

I nuovi figli dei fiori La moda persiste da anni, ma ha raggiunto lo zenith, irritando sempre più asiatici. E ha responsabili specifici. Primi fra tutti, i begpackers che nei blog insegnano le loro tecniche e invitano ad imitarli. C' è chi ci prova con le collette su GoFund o Kickstarter. Chi la butta sulla beneficenza, come l' osannata Laura Bingham, che nel 2016 ha girato in bicicletta tra i poveri per 7000 km, senza mai pagare un euro.

 

Il «Guardian» l' ha intervistata acriticamente come pioniera di tendenza. Rob Greenfield ne ha tirato fuori un reality per «Discovery Channel» che si chiama «Free Ride» (La scroccata): un avventuriero di professione per 72 giorni twitta i suoi viaggi gratis rubando lavoretti a poveri che ne hanno realmente bisogno. Il tutto sulla scia di un moderno Grand Tour, di una Wanderung sentimentale, di quei percorsi, dal romanticismo al decadentismo, che portano all' evasione e alla fuga. «On The Road» per ipocriti mendicanti: ribellione al comfort borghese, ma sulla pelle dei Paesi ancora in via di sviluppo.

 

La rabbia dei residenti Se ancora non afferrate il problema, è per una questione di prospettiva culturale. Chi vive in Asia, e vede quotidianamente esempi di vero bisogno, non riesce a capacitarsi del livello di cattivo gusto e scarsa etica di questo glamour del viaggio a scrocco. Chi vive in questo modo, nella maggior parte dei casi, non è un vero turista in difficoltà. Per questi ci sono i consolati. Sono giovani che «fanno i poveri» su Instagram per rendersi interessanti, provenienti spesso da contesti familiari abbienti o benestanti.

turista mendicante in asia

 

Vengono spesso da Paesi nordeuropei o dalla Germania, dove la disoccupazione giovanile è al 7,7%, la più bassa in Europa. Insomma, è una posa. Sui social tailandesi li odiano: «Pigri», «disgustosi», «imbarazzanti», «patetici». Un commentatore riassume il tema: «Ci sono così tanti poveri in Tailandia che hanno davvero bisogno di elemosina. E non per farsi un viaggetto. Odio questo genere di turisti». Un australiano si vergogna: «Se puoi permetterti un volo, puoi permetterti di stare a casa e risparmiare finché puoi pagarti andata e ritorno e albergo».

 

Il problema scatena le ire di Raphael Rashid, bengalese trapiantato da anni in Corea del Sud. Professione: «begpacker buster», acchiappa saccopelisti-mendicanti.

Rashid perlustra Seoul postando video di begpackers, che denuncia alla polizia. «È un imbroglio, è illegale, è un insulto ai poveri e ai turisti veri. Il viaggio è un lusso, non una necessità. La povertà non è un' esperienza cool. Fanno leva sul complesso d' inferiorità che alcuni asiatici hanno verso i bianchi, trovando incomprensibile che il "potente occidentale" sia in una posizione inferiore di povertà o disperazione. Appare come una situazione sbagliata cui rimediare aiutandolo. Ma è tutta una recita».

 

Pure Nandini Balakrishnan, commentatrice indiana, sul gruppo Facebook di denuncia «Begpackers in Asia», in un video, grida: «Se vengo a fare la begpacker nel vostro Paese, mi deportate subito come clandestina! È disgustoso. Smettetela di approfittare della nostra gentilezza fingendo d' essere poveri qui da noi dove la povertà c' è davvero. Tornatevene a lavorare!». O, come dice l' opinionista Majda Saidi: «Il dibattito esiste perché si tratta di bianchi. Un mendicante occidentale, ma dalla pelle scura, in Asia non verrebbe proprio considerato, mentre i begpeckers di pelle scura in Europa si chiamano profughi».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”