marcello viola michele prestipino francesco lo voi

IL RISIKO DELLE NOMINE IN PROCURA - A ROMA DIFFICILE INSISTERE SU PRESTIPINO DOPO CHE TAR E CONSIGLIO DI STATO HANNO DEMOLITO LA NOMINA CON QUATTRO SENTENZE SULLA SCIA DEL CASO PALAMARA: O SI PUNTA A UN NUOVO PROCURATORE TRA MARCELLO VIOLA E FRANCO LO VOI O SI INSISTE NEL BRACCIO DI FERRO CON IL CONSIGLIO DI STATO – LA PROSSIMA SETTIMA LA NOMINA DEL PROCURATORE DI BARI: FAVORITO ROBERTO ROSSI - GRATTERI E MELILLO HANNO RINUNCIATO A MILANO E PUNTANO A PALERMO – NELLA PROCURA MENEGHINA SI ALIMENTA LA SUGGESTIONE DEL “PAPA STRANIERO”…

Giuseppe Salvaggiulo per “La Stampa”

 

marcello viola

Prima che interista sfegatato, Marcello Viola è un siciliano paziente. Nel suo ufficio di procuratore generale di Firenze, prima della vista panoramica mostra la collezione di maglie di idoli nerazzurri. Due anni fa, quando la sua corsa per diventare procuratore di Roma sembrava inarrestabile, sul muro troneggiava quella di Icardi. Qualche mese dopo, quando il Consiglio superiore della magistratura lo depennò perché sponsorizzato da Ferri e Palamara, dipinti dal trojan come il gatto e la volpe della magistratura, era comparsa la casacca di Lukaku. Ora che il Consiglio di Stato l'ha riabilitato, «dovrò rimetterci mano perché non mi resta che la maglia di Lautaro». Con la stessa perseveranza con cui ripone e appende le maglie, Viola ha sempre rivendicato di essere ignaro di trame a suo beneficio.

 

michele prestipino 1

E ora si ripresenta da protagonista al gigantesco risiko che nei prossimi mesi vedrà il Csm nominare i capi delle Procure di Roma, Milano, Genova, Firenze, Bari e a cascata forse Palermo, Napoli e Bologna. Dunque otto delle dieci città più popolose; e l'anno prossimo procuratore nazionale antimafia e procuratore generale della Cassazione. Mai una simile tornata di nomine era avvenuta in un contesto così sdrucciolevole: scandali giudiziari che dilaniano Procure un tempo monolitiche come Roma e Milano, Csm con 7 membri dimissionari in due anni, correnti spappolate, l'onda d'urto del best seller di Palamara (in attesa del bis), agrodolci riforme del processo penale e del Csm in cottura politica, dirompenti referendum radical-leghisti, elezione del presidente della Repubblica (nonché del Csm), indagini incrociate tra magistrati come quella sulla loggia Ungheria.

 

franco lo voi

Insomma il Csm è come la canzone di Orietta Berti: risolto un problema, ne restano mille. L'ultimo è un virulento conflitto tra poteri. Tar e Consiglio di Stato hanno demolito con quattro sentenze la nomina di Michele Prestipino a procuratore di Roma, decisa un anno e mezzo fa sull'onda del caso Palamara. Nei prossimi giorni, al rientro dalle ferie, il  Csm dovrà riesaminare il dossier. Difficile insistere su Prestipino, anche per chi l'aveva sostenuto: più titolati i competitori, labile ratout della «specificità territoriale». Ma la soluzione non è univoca.

ROBERTO ROSSI

 

Il bivio è accettare le sentenze, nominando un nuovo procuratore tra lo stesso Viola e l'altro ricorrente vittorioso, il palermitano Franco Lo Voi; oppure insistere nel braccio di ferro con il Consiglio di Stato. Il che significherebbe aspettare (quattro mesi) la pronuncia della Cassazione sul conflitto tra poteri che lamenta una clamorosa «invasione» della magistratura amministrativa nel campo di quello che, benché ammaccato, resta pur sempre un organo costituzionale.

roberto sabelli mario bellini rosario alessandrello

 

Finora il Csm ha praticato una tattica attendista. Ma gli avvocati di Viola, che nei mesi scorsi avevano già inviato un formale invito ad adempiere alle sentenze, studiano la prossima contromossa. In ogni caso, il risiko sta per partire. La prossima settimana, prima nomina. Procuratore di Bari.

 

Favorito Roberto Rossi, storico pm barese, nonché ex membro del Csm per la corrente di sinistra Area. Il contendente nel ballottaggio Rodolfo Sabelli, aggiunto a Roma ed ex presidente dell'Anm, potrebbe rifarsi a Genova, dov'è tra gli undici candidati ma la partita è apertissima: un interno forte (Pinto), diversi procurtori di piccole città in lizza. Per la procura generale di Palermo, andato in pensione Roberto Scarpinato, corrono Luigi Patronaggio (procuratore di Agrigento, primo a indagare Salvini sui migranti), il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava (a lungo a Palermo come pm anti-mafia) e Giuseppe Fici, che ha appena sostenuto l'accusa in appello nel processo Stato-mafia.

nicola gratteri 4

 

Oltre allo stesso Lo Voi, che però potrebbe accasarsi prima a Roma e, l'anno prossimo, puntare come Vi-la alla Procura nazionale anti-mafia. Posto ambito anche da Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro e massimo esperto di `ndrangheta, e che potrebbe far gola anche a Giovanni Melillo, procuratore di Napoli ed ex capogabinetto del ministro Orlando.

 

Sia Gratteri che Melillo, a proposito di tattica, hanno rinunciato a correre per Milano. Dove a questo punto i papabili sono quattro: in altri tempi lo stimato aggiunto milanese Maurizio Romanelli (moderatamente progressi-sta) sarebbe stato favorito sui conservatori Giuseppe Jimmy Amato (procuratore di Bologna), Antonio Patrono (procuratore di La Spezia, due volte al Csm) e lo stesso Viola.

FRANCESCO GRECO

 

Ma alla sua posizione non giovano le recenti sentenze che depotenziano il criteri() della «continuità territoriale». E soprattutto i veleni sgorgati in Procura dal caso Storari-Greco. Che non lo tocca in alcun modo, ma alimenta la suggestione del «papa straniero» in una Procura che ha sempre vantato una linea di suc-cessione interna.

nicola gratteri 1FRANCESCO GRECOnicola gratteri

MICHELE PRESTIPINOmarcello viola 2marcello viola procuratore generale firenze 2

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?