hyperloop

DA ROMA A MILANO IN MEZZ’ORA? NEL 2030 SI POTRÀ – SARÀ TUTTO MERITO DI HYPERLOOP, IL PROGETTO NATO DALLA SOLITA STRAMBA IDEA DI ELON MUSK SU CUI POI HA PUNTATO RICHARD BRANSON: TRENI A LEVITAZIONE MAGNETICA SPARATI A 1200 CHILOMETRI ORARI DENTRO UN TUBO SOTTOVUOTO. SEMBRA FANTASCIENZA, MA È PIÙ VICINO DI QUELLO CHE SEMBRA – VIDEO

 

 

Federico Cella per www.corriere.it

 

virgin hyperloop 3

Viaggiare veloci come una pallottola, anzi: a bordo di una pallottola. A levitazione magnetica e sparata a 1.200 chilometri all’ora all’interno di un tubo sotto vuoto. Fantascienza? Così è stato detto a Elon Musk, quando l’imprenditore sudafricano ha ipotizzato la tecnologia Hyperloop nel 2014 prendendo spunto dai treni Maglev che viaggiano in Cina e Giappone. Tecnicamente possibile ma folle. Da quando al comando di Virgin Hyperloop è arrivato Jay Walder, il trasporto su terra del domani ha messo un piede nell’oggi. E l’ha fatto anche attraverso un importante contributo italiano.

 

HYPERLOOP

«Velocità certo, ma anche sicurezza e basso impatto ecologico: abbiamo dimostrato che Hyperloop non è un film o un romanzo». L’amministratore delegato scelto da Richard Branson, altro imprenditore visionario, per raccogliere la sfida del futuro dei trasporti di merci e persone è un veterano. Jay Walder negli anni ha diretto compagnie cittadine di trasporto pubblico da New York a Hong Kong passando per Londra. Lo scorso novembre, a due passi da Las Vegas, ha invece dato il via al primo test di una capsula Hyperloop con passeggeri a bordo: 500 metri percorsi a «soli» 400 km/h (a causa della brevità del tragitto). «Abbiamo dimostrato non solo che è possibile ma che è anche sicuro, tema centrale quando parli di traporti di massa». Walder spiega al Corriere cosa accadrà ora: «Proseguiremo i test con passeggeri in una nuova area dedicata in West Virginia. Sarà un lavoro intenso, di anni, e ci fornirà i riscontri per essere operativi sul territorio americano entro la fine della decade».

jay walder virgin hyperloop

 

Vagoni sospesi, ma i piedi sono per terra. Alcune tratte sono pronte, almeno sulla carta. Da Chicago a Pittsburgh, per esempio: 742 chilometri in 30 minuti contro le due ore in aereo. L’ottimismo è poi rafforzato dal documento del Dipartimento dei Trasporti della scorsa estate che include il progetto Hyperloop tra le tecnologie di trasporto su cui si muoverà l’America di domani.

 

Gli Usa non sono poi l’unica prospettiva a medio termine. Il progetto ha raccolto centinaia di milioni di euro in tutto il mondo: si stanno progettando tratte Hyperloop in India, negli Emirati Arabi gli ingegneri sono al lavoro per collegare Abu Dhabi a Dubai in 12 minuti. «Vedo poi sviluppi importanti in Europa, stiamo lavorando a stretto contatto con i responsabili dei Trasporti della Commissione europea», spiega ancora il manager 58enne. «Il piano della Ue per la riduzione delle emissioni inquinanti entro il 2030 deve passare da cambiamenti radicali nel sistema di trasporto».

virgin hyperloop

 

Chi è certo del futuro europeo della nuova tecnologia è Paolo Barletta, investitore italiano (quello della app salta-code uFirst e del marchio di Chiara Ferragni) che con Alchimia è l’unico socio nel Continente di Virgin Hyperloop. «Il progetto è così complesso da necessitare dei migliori partner tecnologici», spiega l’imprenditore romano di 34 anni. Tra questi anche grandi gruppi italiani. «Abbiamo aperto un tavolo per una discussione preliminare con Leonardo su ingegnerizzazione delle capsule per l’utilizzo della loro tecnologia in fibra di Carbonio in quanto riteniamo che le tecnologie italiane possano essere di suppporto al progetto Hyperloop».

paolo barletta

 

Servono competenze d’eccellenza, ma anche tanti soldi: è stato calcolato che per costruire un chilometro di infrastruttura Hyperloop ci vogliono intorno ai 60 milioni di euro. Ma in Italia arriverà, e il nostro sarà tra i primi Paesi al mondo. «Da noi inizieremo, e parlo del 2030 o giù di lì, con tratte brevi: Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino da percorrere in meno di 2 minuti. Poi il progetto è costruire una grande metropolitana del Nord, un sistema di tubi che vada da Torino a Venezia con fermate intermedie». Infine il collegamento italiano per eccellenza, Milano-Roma. Non parliamo certo di domani, ma la suggestione è forte. «A regime ci vorranno meno di 30 minuti», conclude Barletta. «Con costi per il passeggero a metà tra i 70 euro del treno e i 140 dell’aereo».

chiara ferragni paolo barlettaHYPERLOOP IL SISTEMA DI TRASPORTO DEL FUTURO BY ELON MUSK virgin hyperloop test HYPERLOOP IL SISTEMA DI TRASPORTO DEL FUTURO BY ELON MUSK jay walder virgin hyperloop hyperloop one 5binario hyperloopprogetto di tubo hyperloopcabina hyperloophyperloop test track hyperloopotra nation hyperloophyperloop dubai progettohyperloop ipotesi di retehyperloop ipotesihyperloop onehyperloop one 3hyperloop one 2hyperloop one 4hyperloop one 6hyperloop onevirgin hyperloop 1test di hyperloop virgin hyperloop in india virgin hyperloop come funziona i tubi su cui viaggera' hyperloop virgin hyperloop 2hyperloopinterno di hyperloop

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…