joseph mifsud

ROTOLONDO MIFSUD – "NON SAPPIAMO DOV'È. LE SUE ULTIME TRACCE? IN RUSSIA" – IL FATTO RIVELA COSA AVREBBERO DETTO I SERVIZI ITALIANI AI COLLEGHI USA INCONTRATI IN SETTEMBRE SUL PROFESSORE MALTESE COINVOLTO NEL RUSSIAGATE: "SE LO STATE CERCANDO, DOVETE PUNTARE AI PAESI DELL' EST”. QUEI CONTATTI CON L’UCRAINA… A QUANTO PARE NON RISULTEREBBERO COLLUSIONI DI AGENTI ITALIANI CON LE MANOVRE DI MIFSUD - FINORA MIFSUD NON LO CERCA NÉ L' FBI , NÉ LA CIA. COME MAI TRUMP SI È MOSSO COME UN ELEFANTE IN UNA CRISTALLERIA?

Marco Lillo per il Fatto Quotidiano

Joseph Mifsud non sappiamo dove sia e non abbiamo nessuna evidenza di sue relazioni con agenti della nostra intelligence.

mifsud

 

Questa è stata la risposta dei capi dei servizi segreti italiani alle domande incalzanti della delegazione guidata dal ministro della giustizia americano William Barr durante lo strano incontro del 27 settembre scorso a Roma con i capi dei servizi segreti italiani. Di qui la delusione di parte americana spifferata ai media amici oltre oceano. Però, a quel che risulta al Fatto, alcune cose rilevanti sarebbero state dette nel vertice tra l' uomo di Trump e le nostre "super-spie". "Se lo state cercando, le ultime tracce che noi abbiamo trovato portano alla Russia. E a qualche contatto con l' Ucraina. Non all' Italia", questo avrebbero detto i nostri agli americani, secondo le fonti consultate dal Fatto.

 

vincenzo scotti frattini mifsud

In mancanza di trascrizioni della conversazione italo-americana, bisogna arrangiarsi con le versioni non ufficiali. Quelle raccolte dal Fatto danno conto di una richiesta, molto sfumata, sempre da parte americana agli italiani, di fare riscontri su eventuali notizie di agenti occidentali che avessero avuto contatti con il professor Joseph Mifsud durante le fasi calde del Russia-Gate.

 

mifsud frattini ayad

Sempre stando a quanto ricostruito dal Fatto, la nostra risposta sarebbe stata quella di una piena disponibilità a cooperare, però lungo le vie ufficiali. Se gli Stati Uniti vogliono riscontri a piste investigative complottistiche, in sostanza, devono chiedere le indagini opportune con rogatoria alle autorità competenti o tramite la comune cooperazione tra le rispettive agenzie.

Mifsud con Olga Roh

 

Il terzo punto affrontato è stata una richiesta di senso inverso. Trattandosi di un incontro chiesto e ottenuto dagli americani sotto la categoria dello scambio di informazioni per utilità reciproca e non unidirezionale, i funzionari italiani avrebbero richiesto agli americani presenti: "Voi avete qualche elemento che vada nel senso di contatti o collusioni di agenti italiani con le manovre del professor Mifsud?". La risposta è stato un secco no.

 

Dopo l' incontro interlocutorio tra gli italiani c' è stato chi si è posto una domanda banale: perché non procedere con la cooperazione internazionale per vie ufficiali e soprattutto segrete, oltre che più redditizie?

obaid mifsud

 

Perché Trump si è mosso come un elefante in una cristalleria, chiamando Conte e poi inviando l' attorney general William Barr a un incontro diretto con i servizi italiani? Anche perché tutte le fonti confermano l' assenza di una richiesta ufficiale da parte delle autorità americane sul most wanted professor. Finora Mifsud non lo cerca né l' FBI , né la Cia, né per via di rogatoria né attraverso altri canali di polizia. Se è vero che nessuno sa dove sia il professore maltese al centro del girone di ritorno della spy-story che potremmo chiamare "Russia-Gate 2 la vendetta", è vero anche che gli Stati Uniti non hanno fatto un passo formale per interrogarlo né tanto meno arrestarlo.

 

L' unica forma di interesse nei confronti di questo professore di 59 anni sparito nel nulla dal maggio 2018 sembra avere natura politico-mediatica. Le visite di Barr in Italia assumono senso solo nell' ambito di una campagna mediatica più vasta, che non somiglia lontanamente a un' inchiesta internazionale sulle origini del Russia-Gate.

mifsud e vincenzo scotti alla london school of economics

 

Se si guarda con questi occhiali la vicenda è interessante vedere come e dove sia uscita la notizia. La notizia degli incontri con i vertici dei nostri servizi segreti esce il 30 settembre sul Washington Post e sul New York Times. La storia viene rilanciata e ampliata con alcuni dettagli imprecisi e uno spin più complottista sul sito Dailybeast, fondato dall' ex editor di New Yorker e Vanity Fair, Tina Brown, sempre negli Stati Uniti.

Il Dipartimento di Giustizia non fa molto per nascondere la visita e anzi la conferma. In Italia un sito aveva anticipato l' indiscrezione sul senso "investigativo" del viaggio di Barr: era stato il 28 settembre InsiderOver, edito dalla società Il Giornale online dei Berlusconi.

joseph mifsud vincenzo scotti

La notizia poi esplode quando il Corriere della Sera ci sale sopra con conferme, dettagli ulteriori e corredo di polemiche politiche anti-Conte. Però è in America che la missione di Barr ha assunto senso. Mediatico.

 

Il ministro della giustizia, attorney general William Pelham Barr, con procuratore John Durham al seguito, ha fatto, come si dice in gergo a Roma, non a New York, una bella "giornalata".

 

In questa chiave probabilmente assume senso la cronologia dei fatti noti: la telefonata di Trump a Conte, la prima visita a Roma del 15 agosto nella quale Barr chiede al capo del Dis Gennaro Vecchione l' introduzione ai vertici dei servizi. La richiesta 'segreta' (con il timer attivato e pronta a esplodere sui giornali) di trovare in Italia tracce di Mifsud e provare il mega-complotto dei democratici occidentali ai danni del povero Trump nel 2016.

 

La sensazione è che Barr non fosse a caccia di elementi per provare il teorema che da molti mesi opinionisti e politici repubblicani cercano di spingere in tutti i modi.

JOSEPH MIFSUD E Ivan Timofeev

La sensazione è che le missioni di Barr in Australia, Regno Unito e Italia, assumano senso solo se lette insieme allo spin impresso alle fughe di notizie negli Stati Uniti.

 

Tutto il resto (le polemiche politiche sull' ingenuità del Capo del Dis Gennaro Vecchione, le richieste di Matteo Renzi a Conte di lasciare la delega sui servizi, le insinuazioni su una collusione, poco sensata alla luce dei fatti noti, tra la nostra intelligence nel 2016 ai tempi di Renzi con il misterioso professore maltese amato in Russia e introdotto in occidente) sono solo dettagli, visti da Washington i nostri travagli sono solo trascurabili danni collaterali.

JOSEPH MIFSUDJOSEPH MIFSUD BORIS JOHNSON

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