L’ABORTO NELLA CARTA DEI DIRITTI UE? SCORDATEVELO - PER LA SECONDA VOLTA IN DUE ANNI, IL PARLAMENTO EUROPEO HA CHIESTO AI PAESI UE DI INCLUDERE IL DIRITTO ALL’ABORTO NELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE: LA RISOLUZIONE NON È VINCOLANTE E A LIVELLO DEI 27 STATI SERVIRA' L’UNANIMITÀ (CIAO CORE!) - I PARTITI ITALIANI ALL’EUROCAMERA SI SONO DIVISI. A FAVORE PD E M5S, CONTRO FRATELLI D’ITALIA, FORZA ITALIA E LEGA – E ARRIVA PURE LA TIRATINA D’ORECCHIE ALL’ITALIA CHE…

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Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

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Per la seconda volta in due anni il Parlamento europeo ha chiesto ai Paesi Ue di includere il diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Spetta a loro la decisione e richiede l’unanimità. La risoluzione non vincolante è passata con 336 voti a favore, 163 contrari e 39 astensioni. I partiti italiani all’Eurocamera si sono divisi. A favore Pd e M5S. Contro Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega con tre eccezioni: Alessandra Mussolini e Lucia Vuolo di FI e Gianna Gancia del Carroccio.

 

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A livello europeo hanno votato a favore i Socialisti, i Verdi, i liberali di Renew Europe, la Sinistra e una quarantina di membri del Ppe, mentre si sono espressi contro il gruppo di estrema destra Identità e democrazia di cui fa parte la Lega, i conservatori dell’Ecr in cui milita FdI e gran parte del Ppe, dove siede FI.

 

[…] Nella risoluzione il Parlamento chiede che l’articolo 3 della Carta sia modificato per affermare che «ognuno ha il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero, informato, completo e universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi servizi sanitari senza discriminazioni, compreso l’accesso all’aborto sicuro e legale». Inoltre il testo invita i Paesi Ue a depenalizzare completamente l’aborto in linea con le linee guida dell’Oms del 2022 e a rimuovere e combattere gli ostacoli all’aborto.

 

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La Polonia, dove con il nuovo governo è in corso un dibattito per la liberalizzazione, e Malta sono invitate ad abrogare le loro leggi e altre misure che lo vietano e lo limitano. I deputati denunciano anche i casi di aborto negato dai medici in alcuni Paesi, per obiezione di «coscienza». In particolare il Parlamento sottolinea che in Italia l’accesso all’assistenza all’aborto sta «subendo erosioni».

 

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