julian assange

L’ARRESTO HA FATTO BENE AD ASSANGE: ALMENO SI È LAVATO – IL FONDATORE DI “WIKILEAKS” SI PRESENTA IN TRIBUNALE RIPULITO, CON CAPELLI E BARBA CURATI E NON SEMBRA NEMMENO LUI. SEMBRA SIA ADDIRITTURA LUCIDO – SE LO ESTRADANO NEGLI STATI UNITI POTREBBE BECCARSI UNA CONDANNA PER 175 ANNI DI CARCERE – I LEGALI DENUNCIANO LE CONDIZIONI DURISSIME A CUI È SOTTOPOSTO: 45 MINUTI D’ARIA AL GIORNO E POCHE VISITE – VIDEO

 

Sabrina Provenzani per “il Fatto Quotidiano”

julian assange ripulito per l'udienza preliminare

 

Quando Julian Assange arriva alla Westminster Magistrates Court, con un furgone della polizia penitenziaria che lo ha prelevato dalla prigione di massima sicurezza di Belmarsh dove è richiuso da aprile, ad accoglierlo è una piccola folla di attivisti, che dalle prime ore di un mattino gelido manifestano per la sua liberazione. È lì per l' udienza preliminare sulla richiesta di estradizione che, se concessa, potrebbe costargli 175 anni di carcere negli Stati Uniti.

 

supporter di assange fuori dal tribunale di westminster 1

Ha capelli e barba curati, occhiali leggeri, giacca scura: appare in condizioni molto migliori della volta precedente, a ottobre, quando il suo aspetto e le sue difficoltà a rispondere alle domande più semplici avevano confermato il deteriorarsi della sua salute già denunciato dai suoi legali. Parla solo per dare le proprie generalità e chiedere chiarimenti su un aspetto del procedimento. Che verte tutto, ed è clamoroso, su una possibile violazione del suo diritto alla difesa.

julian assange ripulito per l'udienza preliminare 2

 

Lo spiega uno dei suoi legali, Gareth Pierce: "Sono qui con i miei colleghi e abbiamo moltissimo materiale da discutere con il nostro cliente. Ma dall' ultima volta che abbiamo contattato la corte, c' è stata solo una visita in carcere. Abbiamo avuto solo due ore con Assange venerdì scorso".

 

JULIAN ASSANGE

È una denuncia grave e non nuova: secondo i suoi legali, ad Assange non è nemmeno consentito avere accesso a documenti e incontrare i propri difensori per il tempo e nelle modalità necessarie per preparare la propria difesa da 18 capi di accusa, fra cui quella di aver cospirato con Chelsea Manning per aver accesso a materiale classificato in un computer del Pentagono: nello specifico, per hackerare una password che dava accesso a database militare e poi averne sottratto e pubblicato su Wikileaks migliaia di documenti. Una scelta che ha pagato duramente.

CHELSEA MANNING DOPO L'OPERAZIONE

 

chelsea manning

Prima, 7 anni di asilo politico nell' ambasciata dell' Ecuador a Londra, dove le sue condizioni hanno cominciato a deteriorarsi. Poi l' arresto: di fronte alle telecamere viene portato via con la forza dalla polizia e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, dove sconta una condanna a 50 settimane, quasi il massimo per il tipo di reato, per aver violato le condizioni della cauzione rifugiandosi in ambasciata nel 2012. In carcere, denunciano i suoi legali, è sottoposto a un regime durissimo, con solo 45 minuti d' aria.

Gareth Peirce legale di Julian Assange

 

julian assange ripulito per l'udienza preliminare 1

E appunto, accesso limitatissimo alle carte, tanto che a ottobre i difensori avevano chiesto un mese di tempo in più per prepararsi. Invano: il magistrato non aveva ceduto nemmeno di fronte alla rivelazione che Assange e i suoi visitatori, durante la sua permanenza in ambasciata, sarebbero stati regolarmente spiati e registrati dalla Global S.L. una società di sicurezza a libro paga dell' intelligence Usa.

 

julian assange ripulito per l'udienza preliminare 5

Non solo: l' udienza è stata perfino anticipata di un giorno e, alle rimostranze dei legali, ieri il giudice ha concesso solo un' ora in più di colloquio fra Assange e i suoi avvocati, da tenersi in tribunale. La prossima udienza si terrà a febbraio. Ma l' attenzione mediatica sul suo caso sembra scemare, con pochissimi giornali a seguire l' udienza. A sostenerlo, appelli di giornalisti e medici e di qualche dozzina di attivisti, come quelli che ieri, salutandolo, gli hanno gridato attraverso i vetri del blindato: "Fatti forza, noi siamo con te".

julian assange ripulito per l'udienza preliminare 6julian assange ripulito per l'udienza preliminare 7JULIAN ASSANGE SPIATO ALL INTERNO DELL AMBASCIATA DELL ECUADORjulian assangesupporter di assange fuori dal tribunale di westminster 2PAMELA ANDERSON VA A TROVARE JULIAN ASSANGEjulian assange, sotto accusa dal 2010supporter di assange fuori dal tribunale di westminster 3JULIAN ASSANGEjulian assangesupporter di assange fuori dal tribunale di westminsterJULIAN ASSANGE ALLA FINESTRAJULIAN ASSANGE PORTATO VIA DI PESO DALL AMBASCIATA DELL ECUADORJULIAN ASSANGE PORTATO VIA DI PESO DALL AMBASCIATA DELL ECUADORJULIAN ASSANGE PORTATO VIA DI PESO DALL AMBASCIATA DELL ECUADORJULIAN ASSANGE NELLA SUA STANZA NELL AMBASCIATA DELL ECUADORjulian assange ripulito per l'udienza preliminare 3julian assange ripulito per l'udienza preliminare 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…