omicidio pierangelo fioretto mafalda begnozzi delitto roberto klinger

L’ASSASSINIO DI ROBERTO KLINGER, MEDICO SOCIALE DELL’INTER UCCISO A COLPI DI PISTOLA NEL ’92, HA DIVERSI PUNTI DI CONTATTO CON IL DUPLICE OMICIDIO DEL ’91 A VICENZA DELL’AVVOCATO PIERANGELO FIORETTO E DI SUA MOGLIE MAFALDA BEGNOZZI: STESSE MODALITÀ, STESSO TIPO DI PISTOLA MODIFICATA, STESSA FALSA RIVENDICAZIONE E IDENTIKIT IDENTICO – PER L’OMICIDIO DELLA COPPIA È STATO INCRIMINATO UMBERTO PIETROLUNGO, 58 ANNI, ’NDRANGHETISTA DI SPICCO, MA…

Estratto dell’articolo di Andrea Pasqualetto e Andrea Priante per il "Corriere della Sera"

roberto klinger 3

Stesse modalità, stesso tipo di pistola, stesso calibro, stessa rivendicazione, stesso identikit. Il delitto di Roberto Klinger, il diabetologo già medico sociale dell’Inter ucciso il 18 febbraio del 1992 sotto la sua casa milanese, ha diversi punti di contatto con quello duplice dell’avvocato Pierangelo Fioretto e di sua moglie Mafalda Begnozzi, commesso a Vicenza un anno prima, il 25 febbraio del 1991. L’ipotesi che la matrice possa essere la stessa spunta ora che il caso Fioretto è arrivato a una svolta con l’arresto di uno dei due presunti killer, Umberto Pietrolungo, 58 anni, ’ndranghetista di spicco del clan Muto di Cetraro.

 

Pietrolungo, che nega ogni coinvolgimento, sarebbe stato incastrato da due prove scovate dalla scientifica grazie alle nuove tecnologie e incrociate con l’indagine del pm: il dna estratto da un guanto di pelle lasciato da uno degli assassini e alcuni frammenti di impronta digitale trovati sul silenziatore dell’arma. Pochi dubbi: dna e impronta sono suoi.

omicidio roberto klinger 3

Venendo agli elementi comuni con il caso Klinger, rimasto irrisolto, le due procure interessate, Milano e Vicenza, hanno avviato un’interlocuzione.

 

L’indizio forte è l’arma, molto particolare: una Molgora calibro 7.65. Si tratta di una pistola giocattolo modificata attraverso la sostituzione della canna originale in modo che possa sparare. Nel delitto Fioretto entrambe le Molgora usate dai due killer erano state ritrovate: una vicino al luogo del delitto, l’altra sull’argine del Bacchiglione. Quanto a Klinger, che tra l’altro venne ucciso il giorno dopo l’arresto di Mario Chiesa (il primo di Mani Pulite), fu la perizia balistica firmata da Pietro Benedetti e Domenico Sarza a individuare l’insolita arma.

 

pierangelo fioretto mafalda begnozzi

[…] Fra gli anni Ottanta e Novanta la Molgora è stata utilizzata soprattutto dalla criminalità organizzata. Domanda: cosa c’entrava Klinger con la criminalità organizzata? Nulla, ha sempre detto chi lo l’ha conosciuto. E quindi?

Una spiegazione l’aveva data un avvocato di allora, Armando Cillario, che difendeva l’unico indagato per il delitto, Alessandro Luca Pieretti, poi archiviato. Per scagionare Pieretti, che era medico e paziente di Klinger, Cillario lanciò un’ipotesi ardita: «Si è trattato di uno scambio di persona, nel palazzo dove vive Klinger c’è un condomino che gli assomiglia e quel condomino ha un figlio che era stato minacciato dalla mafia per non aver pagato il pizzo».

 

omicidio Pierangelo Fioretto Mafalda Begnozzi

I familiari di Klinger non hanno mai creduto a un errore. «Somiglianza vaga — l’aveva liquidata Marco, uno dei tre figli, affermato chirurgo plastico —. Per me è qualcosa collegato a un paziente… mio padre aveva un brutto vizio: di essere un po’ anche il loro confessore, forse qualcuno temeva che avesse appreso qualcosa di scomodo».

 

omicidio roberto klinger 2

[…] Due giorni dopo l’omicidio del dottore, alle redazioni del Corriere della Sera e dell’ Ansa giunse una lettera firmata Falange Armata, organizzazione terroristica attiva negli anni ’90 che si attribuì vari delitti e stragi eccellenti. Il testo era lo stesso: sostenevano di aver ucciso per «colpire le attività politiche» della vittima. Venne subito cassata come fasulla per il fatto che il Klinger non aveva mai frequentato gli ambienti della politica. E sempre Falange Armata rivendicò il duplice omicidio Fioretto.

Ora si pensa che la sigla potrebbe essere stata utilizzata dalla ‘ndrangheta, come in altre vicende, per depistare le indagini spingendole verso una matrice insurrezionalista.

 

omicidio roberto klinger 1

Infine, l’identikit. Una studentessa, che la mattina presto del 18 febbraio 1992 (Klinger fu ucciso con tre colpi alle 7.25 del mattino appena salito nella sua Panda) aveva riferito agli agenti della Omicidi di aver udito gli spari e di aver visto un uomo correre: «Un giovane alto circa 1.75, capelli corti, scuri e ricci».

 

roberto klinger 2

A Vicenza, un testimone dell’omicidio Fioretto, uno dei quattro che videro i due killer aggirarsi vicino all’abitazione dell’avvocato, parlò di un giovane «alto circa 1.75, corporatura media, capelli scuri sul riccio». Considerando che Pietrolungo è più alto ma soprattutto che nei giorni in cui fu ucciso Klinger era in carcere, l’idea che si fa strada è quella che l’assassino di Klinger possa essere il suo complice o qualcuno legato al suo mondo. […]

roberto klinger 4il dna di umberto pietrolungo su un guantoroberto klinger 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?