francesco greco piercamillo davigo

C’ERAVAMO TANTO ODIATI – FINISCE A SCHIAFFI TRA GLI EX AMICI FRANCESCO GRECO E DAVIGO: “PIERCAVILLO” HA DENUNCIATO L’EX PROCURATORE DI MILANO PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA. IL MOTIVO? L’INTERVISTA DI GRECO ALLA GABANELLI SUL “CORRIERE”, IN CUI SPARAVA A ZERO SULLA STORIA DEI VERBALI DELLA LOGGIA UNGHERIA, ARRIVANDO A DIRE: “L'USCITA ERA NELL'INTERESSE DI DAVIGO CHE NON SI È PREOCCUPATO ASSOLUTAMENTE DELLA SORTE DEL PROCEDIMENTO E QUANDO HA LASCIATO IL CSM QUEI VERBALI LI HA ABBANDONATI. FATTO IMBARAZZANTE…”

ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO FRANCESCO GRECO GHERARDO COLOMBO - POOL MANI PULITE

1 - “I VERBALI SECRETATI PASSATI A DAVIGO? FATTI IMBARAZZANTI, STORARI MI HA ACCOLTELLATO ALLA SCHIENA” – IL CAPO DEI PM MILANESI FRANCESCO GRECO: "HO IMPOSTO IO L’ISCRIZIONE DI AMARA E DEI SUOI SODALI, AVER FATTO USCIRE ATTI SECRETATI HA PREGIUDICATO L’INDAGINE. L’USCITA ERA NELL’INTERESSE DI DAVIGO CHE NON SI È PREOCCUPATO DELLA SORTE DEL PROCEDIMENTO E QUANDO HA LASCIATO IL CSM QUEI VERBALI LI HA ABBANDONATI” – E POI DENUNCIA IL TENTATIVO DI...

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-verbali-secretati-passati-davigo-fatti-imbarazzanti-storari-mi-282519.htm

 

piercamillo davigo

2 - GRECO INDAGATO PER LA DENUNCIA DI DAVIGO

Paolo Ferrari per “Libero Quotidiano”

 

La maxi intervista "testamento" di Francesco Greco al Corriere della Sera è costata all'ex procuratore di Milano un bel procedimento penale per diffamazione aggravata. A denunciare Greco è stato nientemeno che Piercamillo Davigo, il suo (ex) amico e collega fin dai tempi eroici di Mani Pulite.

 

Il "dottor sottile" del mitico Pool deve essersi sentito particolarmente offeso dai giudizi che Greco aveva espresso nei suoi confronti nell'intervista. La Procura di Brescia, compente per i reati commessi dai pm milanesi, a tempo di record ha chiuso ieri le indagini e si prepara a chiedere nei prossimi giorni il rinvio a giudizio per Greco.

francesco greco e piercamillo davigo

 

L'incresciosa vicenda è nata lo scorso settembre, qualche settimana prima che Greco andasse in pensione per raggiunti limiti di età. Nell'intervista di due pagine, condotta con esagerata compiacenza da parte di Milena Gabanelli, l'allora procuratore milanese aveva risposto alle domande indossando l'elmetto e gridando al complotto.

 

FRANCESCO GRECO

«Questa Procura - aveva esordito Greco - ha sempre rappresentato l'indipendenza e la libertà dei magistrati. È questo simbolo che deve essere abbattuto. Io non ho mai visto una campagna mediatica quotidiana così compatta e violenta come quella che è in corso in questi mesi, utilizzando la vicenda Storari e l'assoluzione in primo grado dell'Eni».

 

Greco, che evidentemente aveva accumulato molta tensione nei mesi precedenti, si era spinto a denunciare «il tentativo di decapitare la Procura di Milano», «un simbolo che deve essere abbattuto».

il pool di mani pulite: di pietro, greco, davigo

 

E alla domanda della giornalista se ci fosse un disegno più ampio dietro tutto ciò, aveva risposto: «Veda lei. Se stiamo ai fatti la Procura di Milano rappresenta da decenni un'anomalia, per la capacità di svolgere un ruolo cruciale e sempre innovativo sia sul fronte della legalità politica ed economica nazionale e internazionale, che nei fenomeni criminali che accompagnano il costume sociale».

 

PIERO AMARA

Dopo questa parte che si può tranquillamente definire autocelebrativa, Greco aveva toccato il nervo scoperto rappresentato dalla Loggia Ungheria, l'associazione paramassonica composta da magistrati, professionisti, alti ufficiali delle forze di polizia e finalizzata ad aggiustare i processi e pilotare le nomine.

 

INDAGINI RITARDATE

Greco Izio Gherardo Colombo Boccassini e Davigo

A rivelare l'esistenza di questa loggia era stato l'ex avvocato esterno dell'Eni Piero Amara, durante gli interrogatori sul falso complotto ai danni del colosso petrolifero del cane a sei zampe, condotti dai pm milanesi Laura Pedio e Paolo Storari a dicembre 2019. Greco era poi stato indagato per omissioni d'atti d'ufficio con l'accusa di aver ritardato le indagini sulle dichiarazioni messe a verbale da Amara.

 

LA COLTELLATA

PAOLO STORARI

Era stato proprio Storari a "denunciare" Greco, consegnando i verbali di Amara a Davigo, all'epoca componente del Consiglio superiore della magistratura. Ricevuti i verbali e mostrandoli a molti colleghi, Davigo aveva portato tutti a conoscenza di quello che stava accadendo a Milano nella gestione del fascicolo Amara.

 

Il gesto di Storari, per Greco, fu la classica "coltellata alla schiena" che mai si sarebbe aspettata. «A dimostrazione del clima di fiducia reciproca, lui stesso in una email (successiva alla consegna dei verbali) si oppone alla mia proposta di potenziare il pool investigativo asserendo di trovarsi molto bene a lavorare con la collega Pedio e con me», si era difeso Greco nell'intervista.

 

GHERARDO COLOMBO - ANTONIO DI PIETRO - PIERCAMILLO DAVIGO

L'ex procuratore rincarò lo dose, affermando che Storari aveva agito irresponsabilmente senza rispettare alcuna regola: «Aver fatto uscire dal perimetro del segreto investigativo dei verbali secretati è un atto irresponsabile, tanto più per un magistrato inquirente, e ha pregiudicato le indagini».

 

A questo punto dell'intervista il clima si era sufficientemente surriscaldato al punto che a Greco scappò la frase che gli provocherà l'iscrizione nel registro degli indagati. «L'uscita (dei verbali, ndr) era nell'interesse di Davigo che non si è preoccupato assolutamente della sorte del procedimento e quando ha lasciato il Csm quei verbali li ha abbandonati. Fatto imbarazzante». Accuse pesanti che Davigo non ha voluto lasciar correre.

 

E sui contrasti interni alla Procura, Greco aveva infine ribadito che la «presunta mancanza di chiarezza era ed è dovuta al fatto che io non ho voluto diffondere direttamente la mia versione dei fatti, che peraltro è l'unica che si fonda su documenti e circostanze storiche. Ho preferito seguire i canali istituzionali». Se l'intervista doveva servire per fornire spiegazioni sulla gestione della Procura più importante d'Italia, si può tranquillamente affermare che il risultato non è stato quello sperato. Anzi.

cascini greco davigo piercamillo davigo 2PAOLO STORARIpiercamillo davigo 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…