moby prince

L’IPOTESI DEL CONTRABBANDO DI PETROLIO DIETRO IL DISASTRO DELLA MOBY PRINCE – “LO SCONTRO CON LA PETROLIERA FU CAUSATA DA UNA ALTRA IMBARCAZIONE” - UNA PISTA PORTA ALLA NAVE "21 OCTOBER II", UN EX PESCHERECCIO BATTENTE BANDIERA SOMALA O DA UN’ALTRA BETTOLINA CHE STAVA RUBANDO IL GREGGIO DALLA GRANDE PETROLIERA AGIP ABRUZZO - QUEI TRAFFICI DI PICCOLI IMBARCAZIONI CHE FACEVANO DI TUTTO PER NASCONDERSI, A COSTO DI METTERE A RISCHIO LA NAVIGAZIONE DEI TRAGHETTI DI LINEA…

Francesco Grignetti per La Stampa

 

moby prince foto di massimo sestini 13

È stato il disastro più raccapricciante della marineria italiana, la collisione tra il traghetto «Moby Prince» e la petroliera «Agip Abruzzo», nel porto di Livorno. Accadeva la sera del 10 aprile 1991. E dunque: un normale traghetto di linea misteriosamente urtò una petroliera che si trovava dove non avrebbe dovuto e prese fuoco. Quella sera si piansero 140 morti. Da trentuno anni ci si interroga su come sia stato possibile. E ora, in chiusura di legislatura, arrivano le clamorose conclusioni di una commissione d'inchiesta: c'era una terza nave misteriosa in rada, e fu proprio per evitarla che il comandante del traghetto virò precipitosamente.

 

Non fu un errore, bensì una manovra d'emergenza.

 

moby prince foto di massimo sestini 3

Solo che in questo modo la «Moby Prince» andò a sbattere contro la petroliera, che incredibilmente si era resa invisibile. «Per evitare la collisione certa con questa terza nave - ha spiegato il presidente della commissione, Andrea Romano, Pd - la "Moby Prince" effettuò una manovra di emergenza che la portò a collidere con la petroliera "Agip Abruzzo", che si trovava in una zona dove non doveva trovarsi e che in base alle nostre indagini e valutazioni era invasa da una nube di vapore acqueo, provocata da una possibile avaria dei sistemi che producevano vapore. Insieme a questo era stata colpita da un black-out tale da renderla di fatto invisibile agli occhi della Moby Prince».

 

Sono conclusioni assolutamente nuove e che contraddicono le verità giudiziarie, che finora avevano dato la colpa dell'incidente a una misteriosa nebbia e un inspiegabile errore del comandante.

 

moby prince foto di massimo sestini 12

Invece no. Ci si basa ora su una perizia effettuata da un brillante studio di ingegneria navale che apre nuovi scenari. «Purtroppo - dice ancora Romano - non siamo in grado di identificare la terza nave, ma diamo due piste su cui eventualmente lavorerà chi vorrà farlo».

 

Una pista porta alla nave "21 October II", un ex peschereccio battente bandiera somala, che sembra essere stato a Livorno per riparazioni dopo un incidente a Zanzibar. L'altra a una o più bettoline (imbarcazioni di piccole dimensioni che effettuano servizio di trasporto di merci o di liquidi verso navi più grandi in ambito portuale) a cui si fa riferimento nelle comunicazioni radio. Ma la fantomatica bettolina potrebbe essere stata la stessa nave somala, chissà.

 

Ricostruisce Romano: «Il comandante della petroliera nei primi momenti dice: "Ci è venuta addosso una bettolina"». Poi però ci sono anche altri aspetti inquietanti, «come quello di un tubo che fuoriusciva dalla "Agip Abruzzo" e che potrebbe, uso il condizionale, rimandare ad attività di bunkeraggio clandestino in cui avrebbero potuto essere coinvolte delle bettoline». Bunkeraggio clandestino, ovvero contrabbando di petrolio.

 

moby prince foto di massimo sestini 15

Forse il mistero della «Moby Prince» è tutto qui: in un'attività criminale nel porto di Livorno, il furto del petrolio dalla grande petroliera dell'Ente di Stato. In traffici di bettoline che facevano di tutto per nascondersi, a costo di mettere a rischio la navigazione dei traghetti di linea.

 

E anche l'avaria che avrebbe reso invisibile la «Agip Abruzzo» acquista un sapore diverso. Tutto quello che ne è seguito, depistaggi, false piste, processi imbastiti in fretta e furia, ipotesi campate in aria, sarebbe allora un gigantesco tentativo di nascondere le tracce.

 

E finora ha funzionato egregiamente. A dispetto di quel che si disse agli inizi, la commissione parlamentare ha reso onore all'equipaggio, che fece il suo dovere fino in fondo, avendo «raccolto tutti i passeggeri nel salone». Un comportamento «di valore e coraggio straordinari. I membri dell'equipaggio, infatti, sono eroicamente rimasti ai posti assegnati, nel tentativo disperato di salvare i passeggeri con loro imbarcati».

moby prince foto di massimo sestini 19

 

E infatti quella sera morirono tutti, i 65 membri dell'equipaggio (salvo il caso fortunatissimo di un mozzo) assieme ai 75 passeggeri. L'Eni, invece, non ha brillato per collaborazione con il Parlamento. «Questa Commissione ritiene di biasimare - si legge - il comportamento di Eni, connotato di forte opacità». Continua a non spiegare l'effettiva provenienza della petroliera, quale carico era realmente trasportato, quali le attività svolte in rada. E non ha giovato alla verità l'accordo assicurativo sulla collisione, siglato nell'immediatezza dei fatti «per la rappresentazione dei fatti prospettata e che in seguito fu accolta dall'autorità giudiziaria».

moby prince foto di massimo sestini 5moby prince foto di massimo sestini 9moby prince foto di massimo sestini 8moby prince foto di massimo sestini 18moby prince foto di massimo sestini moby prince foto di massimo sestini 17moby prince foto di massimo sestini 21moby prince foto di massimo sestini 7moby prince foto di massimo sestini 14moby prince foto di massimo sestini 16moby prince foto di massimo sestini 6moby prince foto di massimo sestinimoby prince foto di massimo sestini 20moby prince foto di massimo sestini 11moby prince foto di massimo sestini 10moby princemoby princemoby princemoby princemoby princeMOBY PRINCEmoby princemoby princemoby prince foto di massimo sestini

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…