mafia nigeriana

C’È UN SETTORE DOVE GLI STRANIERI SONO INTEGRATI ALLA PERFEZIONE: LA MAFIA! - I CLAN NIGERIANI, ALBANESI, RUMENI E SERNI ORMAI SONO CONSOLIDATI IN TUTTA ITALIA. TE CREDO, IL MERCATO È COSÌ AMPIO CHE CE N’È PER TUTTI – E LA NOSTRA CRIMINALITÀ? LI ACCETTA E NE APPROFITTA SUBAPPALTANDO AGLI STRANIERI I LAVORI PIÙ SPORCHI E TENENDOSI GLI AFFARI PIÙ REDDITIZI

 

Fabio Amendolara per ''la Verità''

 

mafia nigeriana

In Lombardia l' hanno chiamato «patto di non belligeranza». In Campania è «tolleranza». A Bari lo definiscono «accordo mafioso». Su Palermo parlano di «integrazione criminale e sociale». Le mafie straniere sono ormai ben integrate. E alcune, come quella nigeriana, sono riuscite a scalare così tanto la classifica criminale italiana da entrare nella top five della mala. E se in Lombardia il «patto di non belligeranza» riguarda tutte le espressioni criminali, si va dagli albanesi in joint venture con i romeni per gestire il business della prostituzione, ai nigeriani che controllano piazzole delle grandi città, ai clan della 'ndrangheta che trafficano in droga, fanno pagare il pizzo alle imprese e riciclano a go go, mentre nel resto dello Stivale gli accordi, di solito, si fanno in due.

 

prostituzione mafia albanese

Nel capoluogo lombardo è questione di mercato: «È così ampio che ce n' è per tutti», sostiene il tenente colonnello Piergiorgio Samaja, capo centro a Milano della Direzione investigativa antimafia. Ma è l' unico esempio di relazione paritaria. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ritiene che i gruppi criminali stranieri, compresa la mafia africana, «operino in subappalto rispetto alle mafie nostrane».

 

cafiero de raho foto di bacco

da lagos nella «top 5»

«Se la mafia nigeriana entra nel nostro territorio», sostiene il numero uno dell' antimafia, «è evidente che le è consentito dalle mafie già presenti: è da escludere una mafia nigeriana che possa partecipare e operare autonomamente, così come quella albanese. Oggi sono le nostre mafie che comandano, che si dedicano agli affari e che hanno raggiunto un livello superiore». Hanno messo da parte coppola e lupara, insomma. «La mafia nigeriana, invece», afferma de Raho, «è dedita al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione.

nicola gratteri

 

La mafia albanese fa altrettanto. Le nostre mafie reinvestono e sono le più pericolose perché in modo più insidioso entrano nei mercati e nell' economia. Sono soggetti che non si muovono più con i comportamenti tradizionalmente criminosi ma con comportamenti da industriali, imprenditori, professionisti».

 

mafia nigeriana

Lo spazio per la manovalanza e per quelli che ormai sono considerati degli affarucci da 'ndrangheta, Cosa nostra e camorra, è stato coperto dagli stranieri. Che pagano per poter stare sul territorio. E che, a quel punto, non solo vengono tollerati, ma anche protetti. Un' integrazione criminale che è arrivata prima di quella sociale. È il caso di Palermo, dove tra gli uomini di Cosa nostra e quelli della mafia di Benin City, Black Axe, Viking ed Eye, sono in sintonia.

 

C' è un luogo, il mercato di Ballarò, in pieno centro del capoluogo siciliano, in cui i boss della mafia che fecero saltare in aria Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno lasciato il posto ai «don» neri della mala africana.

 

mafia arresti inzerillo

Quella fetta di territorio è cosa loro. E proprio come è accaduto a Cosa Nostra, anche tra i nigeriani sono saltati fuori i collaboratori di giustizia. Sono due, in particolare, quelli che hanno messo in crisi il sistema: Don Emeka e Austine Johnbull. Il primo, tra il 2014 e il 2015, cominciò a spifferare ciò che sapeva dei suoi compari, dopo aver subito un' aggressione per la quale Johnbull fu condannato a 12 anni e 4 mesi per tentato omicidio.

prostituzione mafia albanese

i primi pentitiLa condanna ha convinto anche Johnbull a vuotare il sacco. Ed è stato il primo a svelare i riti d' affiliazione e gli affari dei Black Axe.

 

E, altra coincidenza con Cosa nostra, si è meritato il nomignolo di Buscetta della mafia nigeriana. Ormai anche durante i processi lo chiamano così. Ma dalla cupola messa su da Bernardo Provenzano, Totò Riina e Matteo Messina Denaro, la mafia nera nigeriana ha mutuato anche l' organizzazione interna: piramidale. E forse anche per questo motivo si è integrata con più facilità.

mafia nigeriana

 

In Triveneto, invece, è in atto un altro esperimento: lì, nei territori controllati dalle famiglie di 'ndrangheta emigrate negli anni Ottanta e Novanta, i gruppi albanesi e nigeriani sono accomunati da reciproco rispetto, non solo nell' attività di sfruttamento della prostituzione, ma anche nel traffico di stupefacenti. In particolare, le arterie interne dei centri di Padova, Mestre, Verona, Vicenza, Treviso, Bolzano, Udine e quelle di grande viabilità, che collegano i vari capoluoghi di provincia, sono battute da prostitute nigeriane e albanesi, che operano in territori contigui e senza conflitti.

LA MAFIA A FOGGIA

 

Fenomeni dello stesso tipo sono stati registrati anche nel Lazio e in Campania.

MAFIA CAPITALE PROCESSO

Dove questo meccanismo viene definito dagli analisti come «una inusuale promiscuità». In Campania, d' altra parte, il meccanismo è ben rodato. Castel Volturno, nel Casertano, è l' esempio più noto: lì la mafia nigeriana gestisce in modo autonomo rispetto alla camorra il traffico di droga e piccoli racket. I clan camorristi, poi, a volte sfruttano la collaborazione dei neri per reati minori. A Napoli, addirittura, come ricostruito dal sito web Stylo24.it, per suggellare definitivamente il patto tra mafia nera e Scissionisti di Secondigliano, i nigeriani hanno affidato in modo illegale un bambino di colore a un componente di spicco degli Scissionisti. Il bimbo pare faccia da garante al patto scellerato chiuso tra la cosca dei ribelli dell' area Nord di Napoli e la mafia siciliana con base a Castel Volturno. Di solito, però, non c' è bisogno di un atto così eclatante. Basta intendersi sugli interessi.

 

NON BELLIGERANZA

arresti mafia nigeriana a palermomafia nigeriana

Tra i modelli di cooperazione c' è quello triestino, dove i sodalizi criminali stranieri a volte sono partecipati da pregiudicati italiani. Come nel caso del caporalato: lì prospera una importante comunità di etnia serba, la cui componente criminale è tendenzialmente dedita alla gestione del lavoro nero, in prevalenza nel settore dell' edilizia, attraverso lo sfruttamento della manodopera di operai e manovali provenienti dall' Est Europa. Gli italiani di solito fanno i mediatori tra i datori di lavoro e i caporali serbi.

mafia nigeriana

 

In Calabria e in Puglia, invece, la mafia tradizionale ha scelto come alleata quella albanese. Relazione che, spiega il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, rende le mafie globalizzate.

criminalita organizzata mafia ndrangheta a milano 7

 

MAFIA VECCHI RITI

Gratteri ricorda il caso di un trafficante di San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, che non aveva pagato una partita di droga ai cartelli colombiani e che è stato intercettato dai terroristi spagnoli dell' Eta. È la prova che varie forme di criminalità collaborano e trovano intese sugli affari comuni.

MAFIA NIGERIANA

 

E tra questi interessi comuni c' è la difficile gestione criminale dei porti. Gioia Tauro, Taranto, Napoli. Lì gli interessi si intrecciano. E le mafie straniere convivono con quelle locali. «In molti casi», scrivono il procuratore aggiunto Giovanni Russo e il sostituto Cesare Sirignano nell' ultima relazione antimafia al Parlamento, «è stato accertato il pagamento di un quantum da parte delle mafie straniere a quelle tradizionali come riconoscimento della sovranità territoriale, ma il dato non può essere esteso a tutto il territorio nazionale».

C' è poi ancora molto che sfugge agli investigatori.

Della mafia nigeriana, sottovalutata per anni, solo oggi si comincia a scoprire qualcosa in più. E il bacio della morte tra mafie straniere e clan tradizionali fa ancora parte della metà oscura del fenomeno criminale.

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