sayed sadaat

LA RUOTA GIRA PER TUTTI - LA NUOVA VITA DI SAYED SADAAT, 39ENNE EX MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI AFGHANO, CHE OGGI VIVE A LIPSIA E SI GUADAGNA DA VIVERE FACENDO IL RIDER: UN ANNO FA LA FUGA IN GERMANIA CON LA FAMIGLIA DOPO GLI ACCORDI DI DOHA CHE SANCIVANO IL RITIRO DELLE FORZE INTERNAZIONALI DAL PAESE. “MI DAVANO DEL PAZZO. MA NON HO DECISAMENTE NULLA DA RIMPROVERARMI” – MA TRA GLI ESULI C’È ANCHE CHI HA DECISO DI FARE IL PERCORSO INVERSO…

Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

sayed sadaat 9

Fino allo scorso settembre, Sayed Sadaat vestiva in giacca e cravatta, aveva un lavoro e uno stipendio di tutto rispetto, pur vivendo in uno dei Paesi più poveri del mondo, e non poteva certo lamentarsi della sua vita. Oggi l'ex ministro delle Comunicazioni afghano vive a Lipsia e fa il rider, consegnando panini e pizze in giro per la città. A convincerlo, un anno fa, a lasciare il suo lavoro e a riparare in Germania, gli accordi di Doha che sanciscono il ritiro delle forze internazionali dal Paese. Quando Sadaat, 39 anni, capisce che la fine del suo governo è alle porte, prende la decisione. Impacchetta tutto, prende moglie e figli e chiede il visto.

 

sayed sadaat 3

Poi, una volta arrivato in Germania, si mette alla ricerca di un lavoro. La lingua e la mancanza di conoscenze lo costringono a ripiegare su un impiego decisamente più umile rispetto a quello che aveva in patria. E così finisce a fare le consegne. In un primo momento tutti lo criticano per la sua scelta. «Mi davano del pazzo», racconta oggi alla Reuters , appoggiato alla sua bicicletta. «Ma non ho decisamente nulla da rimproverarmi. Anzi, spero che anche altri politici afghani seguano il mio esempio e, invece di scappare, si trovino un lavoro all'estero».

 

sayed sadaat 2

E se è difficile essere fiduciosi considerato che l'ex presidente Ashraf Ghani è fuggito all'improvviso a bordo di un elicottero carico di banconote, dopo aver consegnato il Paese ai talebani, a fronte di chi ha fatto i bagagli in fretta e furia dopo la caduta del 15 agosto e se l'è svignata in sordina a bordo di qualche volo di evacuazione, c'è chi ha deciso di restare e combattere.

 

nargis nehan

 È l'ex ministro dell'Interno Masoud Andarabi. Licenziato a marzo da Ghani, oggi può parlare e accusa l'ex presidente di non aver fatto nulla per salvare il Paese. Sui social e in numerose interviste denuncia i misfatti dei talebani e non risparmia critiche al suo ex capo. «Ghani governava senza consultare i membri del suo gabinetto di sicurezza. E' questo processo decisionale ad averci portato nella situazione in cui siamo», spiega al Corriere . A scappare - ma per una ragione decisamente comprensibile - è stata Nargis Nehan, ex ministro del governo afghano e attivista per i diritti delle donne, che è riuscita a riparare a Oslo lasciandosi però alle spalle il padre malato e la sorella.

masoud andarabi

 

«Non è la prima volta che lascio il mio Paese», ha raccontato in un'intervista a Channel 4. «Durante la guerra civile del 1992-1996 sono stata una dei milioni di rifugiati afghani sfollati in Pakistan». Da qui Nargis ha iniziato a lavorare per i diritti delle donne, con ong e associazioni. Dopo il 1996, tornata in Afghanistan, per conto di una ong svedese ha lavorato con l'Onu per la parità di genere, fino ad arrivare al palazzo di governo. «Ma ora», scuote la testa sconsolata, «devo ricominciare tutto da capo».

hazrat omar zakhilwal

 

Continua ad andare in ufficio ogni giorno invece Hazrat Omar Zakhilwal, ex ministro delle Finanze del governo Karzai che ora, tornato nel Paese dall'estero in assoluta controtendenza, cerca di dialogare con i talebani per un governo «più inclusivo». E durante un'intervista alla tv cinese ha affermato di avere fiducia «nella saggezza collettiva di questo Paese» e di sperare che il suo ritorno «possa rassicurare i suoi compagni a prendere posizione affinché l'Afghanistan possa essere stabile e pacifico».

sayed sadaat 6sayed sadaat 1sayed sadaat 8sayed sadaat 7sayed sadaat 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…