intervento

DA SALA OPERATORIA A SALA MORTUARIA È UN ATTIMO – TRE GINECOLOGI DELL’HUMANITAS DI MILANO SONO STATI INDAGATI PER LA MORTE DI UNA 44ENNE MORTA DISSANGUATA DURANTE UN RASCHIAMENTO UTERINO – I MEDICI NON AVREBBERO ASPORTATO L’UTERO DELLA DONNA, PERFORATO PER ERRORE DURANTE L’OPERAZIONE: SOLO DOPO CHE AVEVA PERSO QUATTRO LITRI DI SANGUE…

Fabio Poletti per “la Stampa”

 

raschiamento uterino 5

Solo dopo che la paziente aveva perso 4 litri di sangue, decisero che era il caso di operare per l' asportazione dell' utero.

Ma oramai era troppo tardi ed E.P., 40 anni, madre di una bambina che oggi ha 5 anni, morì dissanguata sul tavolo operatorio della clinica Humanitas di Milano. Per questa vicenda i 3 ginecologi della clinica di Rozzano alle porte di Milano, una delle più importanti della regione, dovranno comparire il 10 dicembre davanti al giudice delle udienze preliminari Roberto Crepaldi. A chiedere il loro rinvio a giudizio per omicidio colposo il pubblico ministero Mauro Clerici.

raschiamento uterino 4

 

La quarantenne, già madre di una bambina, rimase nuovamente incinta. Una gravidanza particolarmente complicata protrattasi per 9 settimane e finita con un aborto spontaneo. Il 12 aprile del 2018 la donna venne ricoverata all' Humanitas, dove venne operata dai 3 ginecologi ora indagati.

 

raschiamento uterino 3

Spiega l' avvocato Antonio Ferrari, il difensore di parte civile che assiste il marito e la figlia della donna morta: «Ci sono dei protocolli, acclarati anche a livello internazionale, che non vennero eseguiti. In caso di perforazione dell' utero è richiesta una isterectomia d' urgenza, con la totale asportazione dell' utero da effettuare in tempi rapidissimi, per evitare il sopraggiungere della morte della paziente. L' isterectomia venne effettuata fuori tempo massimo, con la conseguente morte della paziente».

 

raschiamento uterino 1

Secondo la ricostruzione fatta dalla procura i 3 medici non furono in grado di gestire quella situazione di emergenza, nemmeno troppo rara in casi di aborti spontanei.

L' intervento di raschiamento avviene solitamente in day- hospital ma in anestesia generale. Un intervento di routine, che si suppone qualsiasi ginecologo sia in grado di affrontare, anche di fronte a situazioni di emergenza e complicazioni sempre possibili.

 

raschiamento uterino 2

Una delle complicazioni più prevedibili è la perforazione dell' utero. In quel caso inizia una violenta emorragia che, se non tenuta sotto controllo, può aver effetti letali sulla paziente. Unica soluzione per evitare il peggio è la immediata esportazione dell' utero.

I medici decisero invece di sottoporre la donna ad una serie di trasfusioni che non fecero altro che complicare il suo grado clinico.

 

operazione 2

Scrive chiaramente il magistrato nella sua richiesta di rinvio a giudizio contro i 3 ginecologi: «La imponente perdita di materiale ematico, non inferiore a 4 litri di sangue, - nonostante la trasfusione di due sacche di plasma fresco - non poteva in alcun modo essere bloccata con una terapia di tipo conservativo che, non avendo sortito l' interruzione della perdita ematica, avrebbe dovuto essere immediatamente interrotta e comunque sostituita dall' intervento chirurgico di isterectomia d' urgenza».

operazione

 

Cosa che non venne fatta provocando il decesso della donna come scrive ancora il magistrato: «Ne conseguiva l' arresto cardio circolatorio della paziente in seguito a lesione chirurgica uterina intraoperatoria non dominata chirurgicamente». Dalla clinica Humanitas, con una nota, si «esprime il proprio forte e sincero rammarico per quanto accaduto, nonostante tutti gli sforzi profusi». La nota prosegue con la ricotruzione dei fatti dal loro punta di vista: «La paziente è stata sottoposta ad un intervento chirurgico di natura ginecologica.

 

operazione 1

Durante l' intervento si è manifestata una seria complicanza cui è seguita un' improvvisa e arrestabile emorragia. A nulla sono valsi tutti gli interventi messi in atto dall' équipe chirurgica e il coinvolgimento di tutte le risorse professionali e tecnologiche di Humanitas».

operazione

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…