SAPETE DA DOVE NASCE IL TERMINE “CARAMPANA”? NEL 1319 A VENEZIA SCOMPARVE L'ULTIMO DISCENDENTE DELLA FAMIGLIA RAMPANI LASCIANDO I PROPRI BENI ALLA SERENISSIMA. IL GOVERNO, NON SAPENDO DOVE CONCENTRARE LE MERETRICI CHE IMPAZZAVANO, DECISE DI ALLOGGIARLE NELLA PROPRIETÀ RAMPANI CHE DIVENNE CÀ RAMPANI E…

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Laura Pranzetti Lombardini per “Spy”

 

beppe severgnini beppe severgnini

Beppe Severgnini ha scritto: «Le parole sono come i vestiti, possono rivelarsi preziose: non sono né giuste né sbagliate. Bisogna sceglierle secondo le occasioni». Anche le parole seguono le mode e coloro che ripetono ossessivamente o come intercalare alcuni sostantivi, imprecazioni, abbreviazioni, citazioni di cui molte trovate nel web, dimostrano di essere poveri di idee e di linguaggio. Nel discorso educato contemporaneo esistono alcuni modi di dire che abbandonerete certamente quando ne saprete l'origine.

 

La lista delle parole maleducate è infinita, ma alcuni chiarimenti potrebbero essere utili sottolineando che le parolacce oltre a essere ineducate, quando sono gratuite, diventano noiose. Se desiderate menzionare una  signora in età e vivace nei colori dell'abbigliamento, non chiamatela carampana perché le date della prostituta! Nel 1319 a Venezia scomparve l'ultimo discendente della famiglia Rampani lasciando i propri beni alla Serenissima. Il Governo, non sapendo dove concentrare le meretrici che impazzavano, decise di alloggiarle nella pro-prietà Rampani che divenne Cà Rampani.

Alberto Arbasino Alberto Arbasino

 

In molti documenti ufficiali le prostitute venivano chiamate sbrigativamente carampane. Ancor peggio "allampanata". L'aggettivo, che per noi m genere significa esile e alta, in realtà riporta sempre alle prostitute del periodo che, non più giovani, indossavano dei particolari zoccoli con una zeppa alta 50 cm, che le rendeva molto più alte e visibili. E da qui  pure il termine "zoccola".

 

venezia venezia

La definizione spesso utilizzata per definire una signora di cultura semplice che fa i lavori dome-stici nella provincia italiana del dopoguerra è "la casalinga di Voghera", nota ai più come citata da Alberto Arbasino in un articolo sul Corriere della Sera, ha però anche un altro significato. Secondo alcuni, negli Anni 50, queste signore, annoiate dal tran-tran domestico, si distraevano facendo le prostitute. Si mostravano sulla porta di casa propria e creavano un tale via vai da incrementare la frequentazione della zona. L'offesa non è mai accettabile: anche se voi pensate di farlo in modo ironico o simpatico, state certi che chi ne è l'oggetto, non avrà la stessa sensazione.

 

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