papa benedetto xvi ratzinger

GLI SCANDALI FINANZIARI IN VATICANO NON HANNO LASCIATO INDIFFERENTE RATZINGER: "NELLE ISTITUZIONI ECCLESIALI PARTECIPANO MOLTE PERSONE IN POSIZIONI DECISIVE CHE NON CONDIVIDONO LA MISSIONE INTERIORE DELLA CHIESA" - IL PAPA EMERITO SGANCIA UN SILURO ALLA CHIESA TEDESCA, IMPEGNATA NEL RINNOVAMENTO VERSO LE BENEDIZIONI DI COPPIE GAY IN CHIESA, L'ORDINAZIONE SACERDOTALE FEMMINILE, L'INTERCOMUNIONE CON I LUTERANI: "FINCHÉ NEI TESTI UFFICIALI DELLA CHIESA PARLERANNO LE FUNZIONI, MA NON IL CUORE E LO SPIRITO, IL MONDO CONTINUERÀ AD ALLONTANARSI DALLA FEDE…"

Lorenzo Bertocchi per “La Verità”

 

stefan oster con ratzinger

La chiesa deve essere «demondanizzata», ma non nel senso di essere una specie di disincarnata realtà spiritualizzata, oppure fuori dalle beghe della mondanità. E nemmeno solo deve «continuamente prendere le distanze dal suo ambiente» per compiere la sua missione, come aveva detto proprio ai fedeli tedeschi nel 2015. C'è di più, dice oggi il papa emerito Benedetto XVI, si tratta di cogliere anche il positivo di quel movimento necessario, quello del divincolarsi della chiesa dalle pastoie del tempo per vivere davvero la «libertà della fede».

 

Si alza ancora la voce del papa emerito Benedetto XVI, questa volta lo fa con un'intervista rilasciata rispondendo per iscritto alle domande della rivista tedesca Herder Korrespondenz in occasione del 70° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. E lo fa alla sua maniera, andando in profondo e arando così il campo in un modo che lascia il solco. Perché «demondanizzarsi» per vivere la «libertà della fede» significa ad esempio, come scrive, che «nelle istituzioni ecclesiali - ospedali, scuole, Caritas - partecipano molte persone in posizioni decisive che non condividono la missione interiore della Chiesa e quindi in molti casi oscurano la testimonianza di questa istituzione».

 

joseph ratzinger

Si nota subito lo sguardo che conduce al cuore, senza fronzoli: uomini che si impegnano come cattolici che in fondo non condividono la stessa fede, quella che finemente il Papa emerito chiama «missione interiore della Chiesa». E così c'è controtestimonianza. Possibile forse sentire qui anche un eco del dibattito sulla «coerenza eucaristica» che ha animato i vescovi statunitensi a proposito della condizioni degne con cui avvicinarsi all'eucaristia, anche per quei politici sedicenti cattolici che nel frattempo promuovono scelte pubbliche a favore dell'aborto (come il presidente Joe Biden).

 

BENEDETTO XVI LORENZO FESTICINI

La loro, par di capire dalle parole di Ratzinger, è appunto una contro testimonianza che, in fondo, non è «libertà delle fede» nel tempo presente.

 

Se del dibattito negli Stati Uniti si sente solo l'eco, le parole di Benedetto XVI rimbombano invece dentro al «cammino sinodale» della chiesa tedesca, impegnatissima a spingere il rinnovamento verso le benedizioni di coppie gay in chiesa, l'ordinazione sacerdotale femminile, l'intercomunione con i luterani e via liberalizzando. Arriva così la fine bordata del Papa emerito per la sua amata chiesa tedesca: «finché nei testi ufficiali della Chiesa parleranno le funzioni, ma non il cuore e lo Spirito, il mondo continuerà ad allontanarsi dalla fede». Non si cerchino quindi soluzioni «funzionali», magari per stare al passo con i tempi, ma si abbia il coraggio di dare testimonianza.

 

benedetto xvi riceve francesco

Inoltre papa Ratzinger critica la parola «Chiesa ufficiale» utilizzata spesso come spartiacque «tra ciò che è richiesto ufficialmente e ciò che si crede personalmente». Ha suggerito quindi che molti testi pubblicati dalla Chiesa tedesca sono stati realizzati da persone per le quali la fede era in gran parte istituzionale, ma che poi a livello personale procedevano, come si dice, con una fede a la carte. Mette il dito nella piaga come al solito il Papa emerito, che rompe ancora il silenzio e come un anziano monaco distilla le sue parole perché tutti possano trarne linfa vitale e fare un robusto esame di coscienza.

i nuovi cardinali incontrano ratzinger 1

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)