giuseppe conte dpcm burocrazia decreto decreti

SE NON CI AMMAZZA IL VIRUS, LO FA LA BUROCRAZIA – FACCI: “È IL PIÙ RESISTENTE DEI MORBI, INESORABILE NEL CONTAGIARE OGNI SEMPLIFICAZIONE” – “DAI DECRETI CONTINUI E INDECIFRABILI DI CONTE ALL'ANNUNCIO DELLA MINISTRA LUCIANA LAMORGESE DI UNA CIRCOLARE PER CHIARIRE IL SIGNIFICATO DELLA CIRCOLARE PRECEDENTE, COSÌ SI POTRÀ CAPIRE CHE COSA CAMBIA IN TERMINI DI PASSEGGIATE, JOGGING E AIUTO E AGLI ANZIANI”

 

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

PASQUALE TRIDICO

Ultimo ma non ultimo è il sito Inps irraggiungibile fin dalle prime ore del mattino di ieri, nel primo giorno utile per chiedere il bonus di 600 euro: col presidente grillino Pasquale Tridico, già inventore del reddito di cittadinanza, che annaspa e dice che i sistemi dell' Inps «stanno reggendo» mentre invece crollano, e annuncia un «nuovo provvedimento» per rifinanziare quello che non hanno ancora finanziato.

 

Penultimo ma non penultimo è poi l' annuncio della ministra Luciana Lamorgese di una circolare per chiarire il significato della circolare precedente, così si potrà capire che cosa cambia in termini di passeggiate, jogging e aiuto e agli anziani, cambiamenti che però il governatore Attilio Fontana ha già detto che non riguarderanno la Lombardia.

conte lamorgese

 

MEME SU INPSDOWN

Tutto così: servirebbe un virus che sterminasse la burocrazia se non fosse che il virus è proprio la burocrazia, il più resistente dei morbi, inesorabile nel moltiplicarsi, nel contagiare ogni semplificazione e nel debellare qualsiasi vaccino che opponga logica umana e intuitività.

 

il ritorno della stampante

FILIPPO FACCI CON SIGARETTA

È la strada più distante tra due punti, e dovevamo capirlo sin da subito, quando si rese necessaria «la stampante», questa cosa obsoleta che ormai ha fatto fallire tante aziende che le producevano al pari, chessò, delle macchine per scrivere e dei fax: «la stampante» per avere moduli che sembrano multe e che poi sono cambiati almeno quattro volte, la stampante che c' è nelle copisterie che però sono chiuse, o in qualche cartoleria che però è chiusa, salvo scoprire che forse no (forse) non serve, forse (forse) i moduli te li dà la polizia se ti controlla, sempre che abbia quelli nuovi.

 

PESCE D APRILE - AUTOCERTIFICAZIONEinps pornhub 1

Ma è un problema da niente, a fronte di oltre 300 pagine di decreti legge, decreti ministeriali, del Presidente del consiglio dei ministri, ordinanze della protezione civile e contro-ordinanze regionali, e rimandi, modifiche che a ben vedere non sono neanche scritte nell' ortodosso burocratese di una volta: è una meta-lingua nuova, un misto di espressioni ambigue mischiate all' art.1 comma 2 lettera c del Dpc del 23 febbraio, e dibattiti infiniti sui negozi che possono chiudere o aprire, aprire parzialmente, sino a che ora, aprire ma coprendo gli scaffali del superfluo, il concetto di «comprovata necessità» lasciato al vaglio di un appuntato di Reggio Calabria, e correre? Si può? Quanto? Dove? Da soli? Col cane? E perché il cane sì e il figlio no? Ma «in prossimità» è uguale a «nei pressi»? A spiegarti l' interpretazione autentica si incaricano ogni volta vigili urbani, poliziotti, il vicino di casa, suo cognato, il governatore regionale, il sindaco, un video di Vincenzo De Luca, integrazioni e precisazioni e conferenze stampa suppletive, oltre naturalmente al «va tutto benissimo» a computer unificati nelle ore più cretine, in diretta dall' iperspazio.

MEME SU INPSDOWN

 

NUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONE

C' è anche la burocrazia che passerà alla Storia, come l' ormai celebre decreto CuraItalia strombazzato in diretta Facebook e nato però due giorni oltre la scadenza che avrebbe dovuto spostare: compare la mattina del 18 marzo con la data del 17 e parla di una scadenza del 16 prorogata al 20, cioè in pratica due giorni dopo, perché la burocrazia è anche simpatica, ti prende pure per il culo.

 

inps pornhub 2

Ma la burocrazia del coronavirus non ammette ignoranza: è lei l' ignoranza, lei e i suoi dissociati e scombiccherati esattori che generano complessi di inadeguatezza e lasciano alla società civile l' eterna e civica domanda: «Ma insomma, che cazzo devo fare?». Anche perché la massa dei pennivendoli (che siamo noi) intanto è ridotta al ruolo di decrittazione del burocratese e non dà mai buone notizie: qui si legge che vogliono punire le imprese, qui dice che non conoscono la realtà economica del Paese, d' un tratto dicono che vieteranno i licenziamenti anche per giustificatissimo motivo, condannando molte piccole aziende al fallimento, qui c' è scritto che sospenderanno per tre mesi i controlli del fisco ma per contrappasso estenderanno di due anni i tempi per gli accertamenti: è lo Stato che ti fotte, sempre più un nemico che, ora, approfitta del virus per finirti, per costringerti a ricercare ricevute e cartacce che ormai avevi buttato via, per scoraggiare una volta per tutte la residua voglia di fare impresa.

Giuseppe conte e le autocertificazioni – Italian beauty by sciscia/spinoza

 

il sito dell'inps in tilt 4

È uno Stato che non sono neanche più i politici - inetti, ignoranti e incapaci come i grillini notoriamente sono - bensì appunto sono loro, i burocrati, i veri padroni del vapore, gli ipnotisti di una classe politica insipiente e imbarazzante anche fisicamente. La burocrazia ammazza più del virus perché lo è, il virus, è la patologia che ormai ha avvelenato anche la tripartizione legislativo/esecutivo/giudiziario e ha ammazzato anche i regolamenti e gli usi e consuetudini della nostra vita ordinaria, come fare la spesa, portare a spasso il cane, derogare agli arresti domiciliari.

 

E POI SPARISCE

FILIPPO FACCI

E poi, d' un tratto, tace. Sparisce. Ti lascia lì come una stalattite a pendere nel buio di una trentina di decreti attuativi che ovviamente mancano, come nel caso dell' obbligo di chiedere la cassa integrazione in venti regioni diverse: ciascuna col regole proprie, migliaia di altre cartacce da fotocopiare e inoltrare a enti e sindacati e associazioni parassitarie che di lavoro fanno quello, frenano, invischiano, non arretrano neanche quando attorno la gente crepa e medici e sanitari s' ammazzano in corsia.

 

MILANO - OSPEDALE ALLESTITO ALLA FIERA

A Milano hanno fatto un vero ospedale in tempi cinesi perché la burocrazia l' hanno fottuta, l' hanno saltata proprio, hanno fatto una fondazione di diritto privato e ciao, i ventilatori e i materiali (che dovevano arrivare col ridicolo bando Consip) se li sono procurati da soli in giro per il mondo, i soldi li hanno presi da privati, da Roma zero, medici e professionisti sono di Infrastrutture lombarde. È un virus secessionista, ma non separa una regione dal resto d' Italia, separa la burocrazia dalla voglia di vivere e sopravvivere.

web app per autocertificazione by cristian pibiacontrolli delle forze dell'ordine 1conferenza stampa inaugurazione ospedale fiera milano 2milano, ospedale in fiera 15MILANO - OSPEDALE ALLESTITO ALLA FIERAconferenza stampa inaugurazione ospedale fiera milano 1conferenza stampa inaugurazione ospedale fiera milano 3milano, ospedale in fiera 17controlli delle forze dell'ordine 3controlli delle forze dell'ordine 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…