seattle

SEATTLE BANG BANG! – NUOVA SPARATORIA NELLA 'CHOP ZONE', LA ZONA VICINO AL CONGRESSO OCCUPATA DAI MANIFESTANTI CHE PROTESTANO PER L’UCCISIONE DI GEORGE FLOYD: UN 16ENNE È STATO UCCISO E UN 14ENNE È RICOVERATO IN TERAPIA INTENSIVA – SABATO È MORTO UN 19ENNE IN UNA DELLE QUATTRO SPARATORIE IN SOLI 10 GIORNI – TRUMP HA CHIESTO ALLA SINDACA DEM DI RIPRENDERE IL CONTROLLO DELL’AREA, MA LEI… - VIDEO

 

Da "www.corriere.it"

 

chop zone di seattle 2

Nuova sparatoria, la quarta in dieci giorni, nella «Chop zone» di Seattle, la zona vicino al Congresso occupata dai manifestanti che protestano per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd. Un 16enne è stato ucciso e un 14enne è ricoverato in terapia intensiva. Lo riferisce la Bbc. L’ospedale Harborview Medical Center ha riferito che uno dei ragazzi è arrivato alle 3.15, portato da un veicolo privato, mentre l’altro è stato portato dai vigili del fuoco alle 03.30. «Purtroppo il ragazzo arrivato alle 3.30 dalla zona Chop è morto», aggiunge la nota.

 

omicidio nella chop zone di seattle 7

La «chop zone» è stata istituita l’otto giugno scorso sulla scia delle proteste per la morte dell’afroamericano George Floyd, avvenuta a Minneapolis. L’area, denominata anche Chaz (Capitol Hill autonomous zone) comprende alcuni blocchi di edifici i cui ingressi sono presidiati dai manifestanti legati al movimento Black Lives Matter ma non c’è un formale «filtro» d’ingresso. L’area è animata da iniziative culturali, spettacoli, iniziative di ispirazione anticolonialista e antirazzista. All’interno della Chop si trovava anche un distretto di polizia la cui sede è stata però chiusa e abbandonata dagli agenti: all’ingresso è sato affisso un ritratto di Angela Davis.

 

omicidio nella chop zone di seattle 9

Il 20 giugno era stato ucciso un ragazzo di 19 anni in uno scambio di colpi dia rmi da fuoco di cui non sono state chiarite le cause. Il giorno successivo un diciassettenne era rimasto ferito a un braccio in un episodio analogo. Donald Trump ha duramente attaccato la sindaca di Seattle Jenny Durkan, sollecitandola a porre fine all’occupazione. La prima cittadina ha invece scelto una linea più dialogante anche se ha stigmatizzato gli episodi di violenza che a suo giudizio oscurano la protesta dei movimenti antirazzisti. L’impressione è che frange violente stiano prendendo il sopravvento all’interno della «comune» autogestita.

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