prof saluti fascisti e simulazione di sesso in una scuola di roma

SELFIE CON SALUTI ROMANI, INSULTI A STUDENTI GAY E STRANIERI E SIMULAZIONI DI ATTI SESSUALI: BUFERA SU UN PROF CHE INSEGNA STORIA E FILOSOFIA IN UNA SCUOLA DI ROMA - ORA CHE I RAGAZZI SI SON DIPLOMATI HANNO VUOTATO IL SACCO RACCONTANDO GLI ULTIMI DUE ANNI DA INCUBO CHE ALCUNI DI LORO HANNO VISSUTO: “CI DICEVA CHE A SCUOLA SI ANNOIAVA E LEGGEVA I PORNAZZI, SI PROFESSAVA DI ESTREMA DESTRA E DISCRIMINAVA GLI STUDENTI STRANIERI. A UN COMPAGNO FILIPPINO HA CHIESTO QUANDO ANDAVA A FARE LE PULIZIE, A UN RAGAZZO GAY CHIEDEVA QUANTI NE PRENDEVA AL MUCCASSASSINA…”

RAZZISMO E OMOFOBIA, INDAGINE UFFICIO SCOLASTICO SU PROF
VIDEO DIFFUSI DA REPUBBLICA SU UN DOCENTE DI UN ISTITUTO ROMANO 

(ANSA) -  L'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha avviato un'indagine interna dopo i video pubblicati da Repubblica che ritraggono un professore di un istituto romano, il Pirelli, fare il saluto fascista e commenti omofobi. "Siamo profondamente rammaricati e preoccupati per quanto riportato, poiché comportamenti razzisti e omofobi sono inaccettabili e in netta contraddizione con i valori di inclusività -spiega l'ufficio in una nota- la nostra priorità è garantire un ambiente educativo sicuro e rispettoso per tutti gli studenti".

 

SALUTI ROMANI, RAZZISMO E OMOFOBIA IN CLASSE: I VIDEO E I SELFIE SHOCK DEL PROFESSORE. L’UFFICIO SCOLASTICO APRE UN’INDAGINE INTERNA

Valentina Lupia, Giulia Santerini per www.repubblica.it

 

il prof e il saluto fascista a scuola 1

Un selfie coi suoi studenti mentre due di loro esibiscono il saluto fascista. In posa, quasi sorridente, prima di finire in chat. […] è andato in scena nei mesi scorsi in una delle classi della succursale dell’istituto superiore Pirelli, in via Assisi, al Tuscolano. Per la precisione, in una quinta: un dettaglio fondamentale per capire perché quanto accaduto salta fuori solo ora.

 

il prof e la simulazione del sesso 1

Solo finita la maturità e usciti i quadri un gruppetto di studenti e studentesse, supportati dai loro genitori, ha deciso di farsi avanti per denunciare quanto vissuto durante quelli che hanno definito coralmente come «due anni da incubo».

 

Per paura di ripercussioni, insomma, solo qualcuno si era fatto avanti con la dirigente Cinzia Di Palo, riportandole «gli atteggiamenti fascisti, gli episodi discriminatori nei confronti di alcuni alunni e i comportamenti inappropriati» di P.G., docente di Storia e Filosofia. Ad aver raccontato tutto, con tanto di prove alla mano, era C.C., che era andata «dalla coordinatrice di classe, dalla referente del plesso, dalla vicepreside: in tanti sapevano».

il prof fa entrare studente nel cestino dei rifiuti 1

 

La dirigente? «Quando ci sono andata mi ha detto che era vietato fare foto e video in classe e, di fatto, non ha preso provvedimenti». Una versione che la preside, che si dichiara «antifascista ma apolitica», contesta: «Quando mi sono arrivate alcune segnalazioni, anche se mai così gravi, io ho avviato tutte le procedure del caso». Che però, di fatto, non hanno portato il docente a cambiare il suo atteggiamento.

 

Ascoltando i neo-diplomati viene fuori un racconto dai contorni grotteschi, supportato da fotografie e video girati di nascosto per poter documentare quanto effettivamente accadeva in classe durante le ore di “lezione”. In un video, anziché parlare di guerre e filosofi, racconta di quando lui da studente guardava «pornazzi», portandosi a lezione due computer. In un altro chiude uno studente in un cestino per la raccolta della carta: uno spettacolino che fa divertire più di qualcuno in classe.

il prof racconta che leggeva i porno in classe 1

 

C’è anche un altro scatto, finito anche su Instagram: uno studente è piegato sulla cattedra con il prof dietro. Secondo una ex studentessa 19enne si tratterebbe «della simulazione di un atto sessuale». Al suo «Che schifo» il prof avrebbe anche risposto «A te non piace?».

E poi ci sono le frasi omofobe e razziste. «A un compagno d’origine filippina chiedeva quando sarebbe andato a pulire casa sua», dice una ex studentessa, 19 anni. Una ragazza nata da genitori egiziani veniva «spesso spostata al primo banco». Con lui, racconta, «non ho mai avuto un voto più alto di 3 o 4, mentre i ragazzi che lo “seguivano” andavano bene».

 

il prof fa entrare studente nel cestino dei rifiuti 4

E ancora, racconta il gruppetto che ha deciso di denunciare, a un ragazzo gay venivano costantemente rivolte frasi come «Sei stato al Muccassassina? Quanti ne hai presi?». Parole pesantissime sulle quali (insieme a tutto il resto) l’Ufficio scolastico regionale, che non hai mai ricevuto segnalazioni su di lui, potrebbe volerci vedere chiaro.

I racconti dei giovani coincidono con quelli di un’insegnante in pensione: «[…] si dichiarava apertamente d’estrema destra e penalizzava con voti bassi chi non gli dava manforte». […]

un selfie, un autoscatto, con studenti intenti a fare il saluto romano, simbolo di una delle pagine più tristi della storia mondiale.

il prof e il saluto fascista a scuola 2il prof racconta che leggeva i porno in classe 2il prof racconta che leggeva i porno in classe 3il prof fa entrare studente nel cestino dei rifiuti 2il prof fa entrare studente nel cestino dei rifiuti 3

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…