joe bevilacqua mostro di firenze

IL SERIAL KILLER “ZODIAC” E IL MOSTRO DI FIRENZE SONO LA STESSA PERSONA? LA PISTA CHE PORTA ALL'EX DIRETTORE DEL CIMITERO AMERICANO A SAN CASCIANO IN VAL DI PESA, JOE BEVILACQUA, EX SOLDATO E TESTIMONE AL PROCESSO PACCIANI - IL SUO DNA E’ STATO ACQUISITO DALLA PROCURA DI FIRENZE - IL CONFRONTO CALLIGRAFICO, LA DENUNCIA DI FRANCESCO AMICONE E LE STRANE COINCIDENZE…

Francesco Amicone per “Libero quotidiano”

 

JOE BEVILACQUA

Al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Firenze, sezione Procura della Repubblica, in un faldone forse etichettato "Joe Bevilacqua", forse "Zodiac", si conserva da più di tre anni un verbale di denuncia sulle ammissioni di colpevolezza di un ex testimone del processo a Pietro Pacciani relative ai duplici omicidi del Mostro di Firenze. Il PM titolare del caso è Luca Turco, il magistrato che indaga Matteo Renzi.

 

Bevilacqua, per le agenzie statunitensi Joseph, all'anagrafe italiana Giuseppe, è un ex soldato italoamericano. Dopo aver lasciato l'esercito, dal luglio 1974 alla fine del 1988, lavorò presso il cimitero americano di Firenze, a San Casciano in Val di Pesa. A verbale si riporta che con un "non volevo mettere nei guai gli altri" e un "lo sapevano" ammise spontaneamente al sottoscritto di essere il responsabile degli omicidi del serial killer fiorentino e del "californiano" Zodiac.

 

I DELITTI DEL MOSTRO DI FIRENZE

DNA E CONFRONTO CALLIGRAFICO

La Procura di Firenze ha da poco acquisito il DNA di Bevilacqua. Alcuni mesi fa, l'ex direttore del cimitero americano di Firenze si era sottoposto a un test su richiesta della Procura della Repubblica di Siena, nell' ambito dell' indagine sull' omicidio della taxista Alessandra Vanni, uccisa nel 1997 a Castellina in Chianti. L'esito del test è stato negativo.

 

Attualmente non si sa se è arrivata una richiesta di acquisizione del DNA di Bevilacqua anche dagli Stati Uniti o se l'ex sergente italoamericano sia stato sottoposto anche a un esame comparativo della calligrafia. Zodiac ha infatti lasciato un vasto repertorio di campioni della sua grafia consistente in varie lettere recapitate a polizia e stampa americana, prevalentemente scritte in stampatello minuscolo.

VITTIME DEL MOSTRO DI FIRENZE - OMICIDIO DEGLI SCOPETI

 

DEVO PORTARE LA PISTOLA?

Il 19 giugno 2018, a seguito della denuncia su Bevilacqua che avevo sporto a marzo a Lecco, venne fatto alla polizia giudiziaria fiorentina un nuovo, lungo resoconto su ciò che era avvenuto nell'estate precedente. La confessione parziale di "Joe", raccontai agli inquirenti, avvenne nel corso di una telefonata di alcuni minuti, al termine di una serie di colloqui a casa sua, un paese in provincia di Firenze dove risiede stabilmente dal 2010. «Non parliamo al telefono di queste cose», mi aveva chiesto, per nulla tranquillo, mentre gli dicevo che c'era il suo nome nelle lettere di Zodiac.

 

VITTIME DEL MOSTRO DI FIRENZE - OMICIDIO DEGLI SCOPETI - NADINE MAURIOT E JEAN MICHEL KRAVEICHVILI

Seguirono le ammissioni. Bevilacqua sostenne che, dopo tanti anni, gli inquirenti non avrebbero potuto dimostrare che fosse il colpevole, perlomeno non negli Stati Uniti. All'epoca dei delitti di Zodiac, a cavallo degli anni '60-'70, "Joe" lavorava per la Criminal Investigation Division, acquartierata tra Washington D.C. e Falls Church, Virginia. Non ci sarebbero state tracce della sua presenza in California nei record militari.

 

Alla fine, però, desistette. Era senza speranza. Gli consigliai di costituirsi. «Cosa devo portare ai carabinieri? La pistola?», chiese. «Sì, porta tutto». Ricordo un gemito di dolore della moglie, Meri. Bevilacqua, frustrato da un'insolita interferenza iniziata alla parola "avvocato", le aveva passato il telefono per prendere il numero di cellulare del consulente legale Francesco Moramarco, da me suggeritogli.

LA POLIZIA SU UNO DEI LUOGHI DEL DELITTO DEL MOSTRO DI FIRENZE

 

Questi i fatti messi a verbale da me denunciati. Ai Carabinieri dissi anche, e ne resto convinto, che la conversazione telefonica fra me e Bevilacqua fosse stata intercettata. Da chi? Non ne ho idea. La denuncia Bevilacqua avrebbe dovuto costituirsi a Borgo Ognissanti, sede del comando provinciale dei Carabinieri di Firenze, ma due giorni dopo le ammissioni, quando mi presentai in città per accompagnarlo, lui aveva cambiato idea. Litigammo al telefono e non ci parlammo più da allora. Nelle 24 ore successive, feci due distinte segnalazioni a polizia e carabinieri da un indirizzo di posta certificata. Pensavo che avrebbero indagato.

 

pietro pacciani

Agli investigatori, successivamente, dissi che non avevo registrato i colloqui con Bevilacqua e non disponevo di campioni della sua scrittura, a parte una firma. Non avevo nemmeno scattato una fotografia alla croce celtica, simbolo del serial killer americano, disegnata sulla prima pagina dell' album che conteneva sue foto di cinquant' anni fa.

Non accadde niente per mesi, perciò decisi di denunciare.

 

Era il marzo 2018. A maggio, scrissi alcuni articoli e la storia esplose sui media. Ci fu una smentita con minacce di querela da parte di Bevilacqua. Una fonte mi disse che uno degli avvocati delle vittime, Vieri Adriani, aveva presentato un esposto su di me per depistaggio.

Negli ultimi mesi, però, qualcosa si è mosso, e potrebbe arrivare una svolta nel caso.

 

LA DECIFRAZIONE CONSEGNATA AI CARABINIERI

i misteri del mostro di firenze

Lo scorso dicembre è stato decriptato il testo cifrato più celebre inviato da Zodiac alla stampa americana. Ieri, è stata consegnata ai carabinieri di Borgo Ognissanti, a Firenze, la decifrazione completa del nome di Bevilacqua nei 13 simboli che il serial killer Zodiac inviò al San Francisco Chronicle più di mezzo secolo fa. Nella decifrazione compare in modo evidente la parola chiave "BEKIM". Un dettaglio che si ricollega alle vicende del Mostro.

i delitti del mostro di firenze

 

Il giorno in cui la lettera veniva affrancata a San Francisco, il 20 aprile 1970, in sei sale cinematografiche e drive in della città e della baia, zona dei misfatti del serial killer, era in proiezione "The adventurers", primo dei pochissimi film di Hollywood che vide come protagonista Bekim Fehmiu. L' attore jugoslavo è noto al pubblico italiano di quegli anni per l' interpretazione che lo rese famoso: Ulisse. La prima replica della serie "Odissea" con Fehmiu protagonista venne trasmessa prima serata sul canale 1 della RAI nel luglio 1974, quando Bevilacqua si trasferì al cimitero americano di Firenze, due mesi prima del primo delitto ufficialmente attribuito al Mostro.

 

gli omicidi del mostro di firenze

Quarant' anni dopo, intercettato nel carcere di Pisa, Mario Vanni, postino di San Casciano condannato per correità per quattro dei sette duplici omicidi attribuiti al Mostro dal 1974 al 1985, accusò dei delitti un americano che si faceva chiamare "Ulisse". Pacciani, l'imputato più noto del caso Mostro, avrebbe raccontato a Vanni di averlo incontrato in un "bosco". Ulisse, forse senza essere inizialmente creduto, gli avrebbe confessato di essere il maniaco delle coppie. Per qualche ragione, Pacciani lo avrebbe definito "nero".

 

È possibile che non si riferisse al colore della pelle, ma alla croce celtica con cui il serial killer si firmava e che aveva ricamato sulla sua veste nera con il cappuccio, indossata in occasione di un' aggressione a una coppia nel 1969. Pacciani, insomma, potrebbe avere scambiato Zodiac per un neofascista, un "nero".

pietro pacciani circondato dai carabinieri

 

ULISSE

Gli investigatori non avevano mai sentito parlare di Ulisse, prima del 2003. All'epoca, credettero che potesse identificarsi in Mario Robert Parker, stilista gay statunitense che nel 1983 abitava vicino a una scena del crimine. L'identificazione fu un fallimento. La famiglia non aveva mai sentito parlare di "Ulisse".

 

La testimone Gabriella Ghiribelli, che lo avrebbe identificato in Parker, aveva dichiarato che "Uli" non fosse di colore, a differenza del sospettato. La questione venne lasciata in sospeso dal 2008, quando il filone di indagini in cui rientrava la ricerca di Ulisse si concluse con l' assoluzione del farmacista Francesco Calamandrei, uno dei presunti "mandanti" degli omicidi del Mostro.

 

pietro pacciani

Nel 2018, raccontai alla polizia giudiziaria che avevo mostrato a Bevilacqua l'intercettazione di Vanni. Lui era rimasto in silenzio qualche secondo e poi aveva esclamato furibondo: «Penso che lo uccideranno. Penso che uccideranno Vanni». Mi diede una pacca sullo stomaco. «Grazie di avermelo detto». Non sapeva che Vanni era già morto.

 

All'indomani della deposizione che Bevilacqua aveva reso al processo Pacciani, il 6 giugno 1994, La Repubblica titolò il pezzo di cronaca a firma di Franca Selvatici in: "Pacciani era nel bosco". L'ex direttore del cimitero americano di Firenze aveva sostenuto di aver visto l'imputato al margine del bosco di Scopeti pochi giorni prima degli omicidi avvenuti in quella zona nel 1985.

 

Né Bevilacqua né Pacciani dissero di conoscersi, al processo, ma, riferii agli investigatori, l'americano mi disse che si erano incontrati più volte, prima della sua deposizione. Pacciani frequentava abitualmente il bosco di Scopeti e avrebbe anche cercato di farsi assumere al cimitero americano, senza successo. È comprensibile che Pacciani, per evitare di collocarsi nella zona del crimine, facesse finta di non conoscere Bevilacqua, ma come si spiegherebbe la reticenza dell' americano?

pia rontini e claudio stefanacci, uccisi dal mostro di firenze a vicchio

 

LE INDAGINI DELLA CRIMINAL INVESTIGATION DIVISION A SAN FRANCISCO

Bevilacqua non andò al processo Pacciani dicendo di essere un ex sergente dell'esercito degli Stati Uniti con 20 anni di carriera e un turno di servizio in Vietnam. Si presentò semplicemente come ex direttore del cimitero americano e, sollecitato dagli avvocati, come ex "poliziotto criminale". Per dieci anni, a partire dal 1964, Joe fu al servizio della Criminal Investigation Division come investigatore e agente sotto copertura.

mario vanni

 

Per questa ragione, nei suoi record militari pubblici sono assenti alcune assegnazioni, tra cui quelle in California, quando indagò sul caso "Khaki Mafia". Nel 2017, Bevilacqua conservava ancora il libro su questa inchiesta scritto da June Collins e Robin Moore. La vicenda esplose sulla stampa americana l'1 ottobre 1969, in concomitanza con il caso Zodiac.

 

L'indagato di rango più elevato di una sorta di "mafia militare" era il Sergente Maggiore dell' Esercito William O. Wooldridge. I rapporti investigativi della Criminal Investigation Division riportano che le indagini si focalizzarono in Vietnam e California, dove aveva sede Maredem, la società con cui i soldati indagati, fra cui Wooldridge, facevano affari con club e mense militari amministrati da personale corrotto. Nell' inchiesta furono coinvolti decine di agenti CID in tutto il mondo, fra cui Bevilacqua. Almeno tre indagini si svolsero a San Francisco, a partire dal 1 luglio 1969 fino alla fine del 1970, nell'epoca in cui Zodiac colpì o inviò lettere.

il pm paolo canessa indaga sul mostro di firenze

 

Una testimonianza risalente al gennaio 2019 al vaglio degli investigatori conferma che Bevilacqua abbia svolto attività d'indagine sotto copertura mentre era nell' esercito.

 

NUOVE TESTIMONIANZE

Altre testimonianze potrebbero aggiungersi a breve, se le autorità statunitensi, che finora hanno negato l' esistenza di un dossier investigativo su Bevilacqua nel caso Zodiac, decidessero di verificare la sua presenza a San Francisco tra il 1968 e il 1971. Bevilacqua, nel 1968, era in turno di servizio in Vietnam. Questo però non gli impedì di volare con un'autorizzazione a San Francisco nel dicembre di quell' anno, quando nella vicina Vallejo una coppia di teenager appartati in auto venne uccisa da Zodiac con una pistola calibro 22.

 

i delitti del mostro di firenze

Un dettaglio che si aggiunge al fatto che uno dei colleghi di Bevilacqua abbia messo su casa a Santa Rosa, California, fra il 1973 e il 1974, quando Zodiac spedì una lettera dopo un' assenza di diversi anni, citando un delitto avvenuto proprio a Santa Rosa. Inoltre, la madre del genero di Bevilacqua (di San Francisco) abitava a 15 minuti d' auto da dove venne ucciso da Zodiac il taxista Paul Stine, nel 1969.

 

Sul fronte Mostro, non c'è solo il fatto che, nel periodo degli omicidi a Firenze, Bevilacqua abitasse a 10 minuti di cammino dall' ultima scena del crimine del maniaco e a meno di mezz' ora dalla maggior parte degli altri delitti. Ci sarebbe una prova che frequentasse il quartiere dove risiedeva Susanna Cambi, una delle vittime del Mostro, nei giorni in cui venne uccisa a Calenzano. Per qualcuno, Bevilacqua è un uomo vessato da molte coincidenze sfortunate. A breve, però, rischiano di diventare troppe.

i delitti del mostro di firenze i delitti del mostro di firenze i delitti del mostro di firenze

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…