christine keeler john profumo

SESSO, PROSTITUTE, SPIONAGGIO E SEGRETI MILITARI: C’ERA TUTTO NELLO “SCANDALO DEL SECOLO”, CHE NEL 1961 COINVOLSE LA GIOVANE E BELLISSIMA CHRISTINE KEELER E JOHN PROFUMO, IL MINISTRO DELLA GUERRA DEL GOVERNO DI HAROLD MACMILLAN, ASTRO NASCENTE DEI CONSERVATORI, BRILLANTE, AFFASCINANTE, RICCO E SPOSATO CON UNA STAR DEL CINEMA - I PARTY, LE ORGE SADOMASO, LA FURIA DEI TABLOID, IL KGB E I GODIMENTI DELLA “SWINGING LONDON”

1 - SESSO, DROGA E 007: LA SQUILLO RAGAZZINA VESTITA DI PROFUMO

Massimo M. Veronese per “il Giornale”

 

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Aveva un faccino pulito, di quelli di cui non bisogna fidarsi mai e l'aria da adolescente difficile, il broncio perenne sulle labbra, intrigante e permalosa. Si guardarono un attimo e lui fu perduto per sempre. Fingendosi stupita da quello sguardo che la divorava, abbandonò in punta di piedi il bordo della piscina per mettersi un asciugamano perché non aveva niente addosso. Era una sera afosa di luglio, di quelle che scaldano il sangue. Era l'inizio della fine.

 

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Christine Keeler aveva gambe lunghe e fretta di arrivare. A quindici anni viveva su un vagone ferroviario parcheggiato in un campo vicino al Tamigi, a dodici era già donna, a diciassette aveva messo al mondo un bambino con un sergente americano di stanza dalle sue parti, ma il piccolo, prematuro, non sopravvisse. Non aveva invece scrupoli, ma una bellezza da togliere il fiato, da vendere a caro prezzo. Il primo impiego è al Murray Cabaret club, a Soho, il quartiere popolare e un po' malfamato della vita notturna londinese, il suo lavoro, raccontava, è «andare in giro senza vestiti addosso».

 

Poi call girl. Una squillo. A 16 anni la piccola Christine, come scrisse il severo lord Dennings, incaricato di redigere il rapporto ufficiale sul caso Profumo «aveva due occhi fatali per ogni uomo e viveva già nel peccato». Di certo innocente non era. Calcolatrice, ambiziosa, spregiudicata. Ma non innocente. Il suo biglietto d'invito per la Londra bene è un osteopata di grido, Stephen Ward, frequentatore assiduo del Murray club. È il medico di Liz Taylor e Winston Churchill, ritrattista a tempo perso, quasi sempre al verde, senza nemmeno un conto in banca.

christine keeler e john profumo

 

La sua specialità è organizzare orge, preferibilmente sadomaso, il suo appartamentino è un viavai continuo di ragazzine sempre un po' su di giri. Insegna loro a fumare marijuana, le divide con gli amici, tutti pezzi grossi della Londra che comanda. Si dichiara «simpatizzante comunista», ma c'è chi dice sia ricattato dai servizi segreti sovietici che nei salottini rosa shocking della sua casa di Wimpole Mews nascondevano dietro finti specchi cineprese, macchine fotografiche e microfoni per catturare, tra i sospiri, i segreti di chi conta.

 

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C'è anche il dottor Ward al ricevimento del Visconte di Astor, quella sera di luglio davanti alla piscina della tenuta del Berkshire, «house party» li chiamano e durano alcuni giorni con gli invitati, lord, ricconi ed «easy girls» che dormono nella villa e si aggirano nudi per i corridoi. C'è Christine, senza accappatoio, vicino alla siepe di rose, ma c'è soprattutto lui, John Profumo, il ministro della Guerra del governo di Harold Macmillan, quarantaseienne astro nascente dei conservatori, brillante, affascinante, ricco e sposato con una star del cinema, Valerie Hobson. Il padre, un barone ligure di origini ebree, lo ha educato secondo i canoni dell'aristocrazia inglese, è cresciuto ad Oxford, a 25 anni era già deputato.

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Ha tutto, ma da quella sera vuole solo lei. Tre giorni dopo Christine è da lui, ma è lui ad essere suo. «Non so spiegarmi il fascino di John - racconta -. Era piccolo, calvo e non proprio bello, ma aveva una personalità dominatrice e mi faceva regali molto costosi. Eugenij invece dopo essere stato con me mi scansava e mi guardava con astio quasi a rimproverarmi quei minuti di debolezza».

 

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Perché Profumo non immagina di dividere i favori di quello splendore con l'addetto navale dell'ambasciata sovietica, il capitano Eugenij Ivanov, spione del Kgb, amante di liquori, sigari, belle donne e partite di poker. Il nemico mortale dell'Occidente. Per questo il controspionaggio allerta subito Profumo: lascia perdere la ragazzina, ne va dello sicurezza dello Stato. Tra i due sono strazianti lettere dì addio e poi improvvisi ripensamenti, finisce, dopo pochi mesi di fuoco sotto la pelle. Troppi.

 

L'anno dopo, un giorno qualsiasi, Christine, dopo una violenta lite col suo amante giamaicano, lo spacciatore Aloysius «Lucky» Gordon, si rifugia dall'amica Mandy Rice-Davies, biondina specializzata in frustate. Lui, furioso di gelosia, cerca invano di farla a pezzi con un'accetta. Si mette allora con un altro tipaccio, Johnny Edgecombe, ma quando lei lo molla, lui, pazzo di lei, spara sette colpi di pistola contro la casa del dottor Ward. Arriva la polizia, la cronaca mette gli occhi addosso a quella squillo ragazzina dall'aria perbene e la fama per male.

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Bastano mille sterline a convincerla a rivelare in esclusiva al Sunday Pictorial, di come un dottore di grido l'abbia spinta soltanto l'anno prima tra le braccia del ministro della Guerra per aver informazioni riservate sul dislocamento delle testate atomiche in Germania da trasmettere a un capitano del Kgb. È la fine. Profumo ammette di conoscerla, ma giura ai Comuni che «niente di scorretto nelle nostre relazioni» è mai avvenuto. Ma lei insiste.

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Dice di essersi recata a casa sua una notte, dice che la moglie non c'era. Descrive le stanze, i mobili, persino il telefono col dispositivo antiascolto. Non dimentica nulla. Lo scandalo diventa politico, l'opposizione laburista chiede la testa di Profumo e del premier Macmillan, sui tabloid gli inglesi divorano storie di spie, bordelli di lusso, festini in ville aristocratiche. La foto di Christine, nuda seduta a cavalcioni di una sedia girata al contrario, lo sguardo sfrontato dentro l'obiettivo, diventa un manifesto sesso, droga e rock' n'roll della swinging Londra anni '60.

 

Le ragazzine si vestono e si truccano come lei. Messo alle strette Profumo confessa, si dimette da ogni carica, ammette il suo «profondo rimorso» ma nega d'aver mai rivelato segreti di Stato. Il giorno dopo la Borsa di Londra precipita, l'anno dopo cade anche il governo di Sua Maestà, lo «scandalo del secolo» travolge il potente MI5, il controspionaggio britannico, spaventato dall'idea che in piena Guerra fredda preziosi segreti militari siano scivolati tra le lenzuola sul tavolo del nemico.

 

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Il processo è un romanzo d'appendice che non finisce più, il pubblico impazzisce, i giornali vendono milioni di copie, la gente compra tutto quello che esce. Ma finisce male per tutti. Stephen Ward, accusato di favoreggiamento alla prostituzione, si uccide con i barbiturici senza aspettare la sentenza, Ivanov, richiamato in patria, viene degradato ed espulso dal partito, Mandy Rice-Davis apre un locale notturno a Tel Aviv.

 

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Christine condannata per falsa testimonianza e ostacolo alla giustizia, finisce a fare la lavandaia nel penitenziario di Halloway per sei mesi, quando esce dice di essere diventata «una ragazza a posto», sposa in segreto un perito meccanico, James Levermore, cambia taglio e colore dei capelli, giura di voler diventare «una moglie comune come tante». Va a vivere in un bungalow, in una strada tranquilla e alberata alla periferia di Londra, ma il matrimonio dura cinque mesi e meno di un anno dura anche quello con Anthony Platt, un ricco uomo d'affari londinese, padre del suo unico figlio.

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Finisce in miseria abbandonata da tutti: «Mia madre si è guadagnata un posto nella storia britannica - dice Seymour Platt - ma ha pagato un altissimo prezzo personale». Solo dopo trent' anni, in un'intervista alla Bbc, ammette: «Si, sono stata una spia dei sovietici. Ma avevo diciassette anni e non sapevo che c'era gente che veniva arrestata per le idee che professava». Se ne è andata quattro anni fa, a 75 anni, uccisa da una polmonite, la serie tv in sei episodi che quest' anno la Bbc le ha dedicato, The trial of Christine Keeler, protagonista l'attrice Sophie Louise Cookson, ha spopolato come sessant' anni fa.

 

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«È vero che ho fatto sesso per soldi, ma solo per disperazione - scrive nella sua autobiografia -. Ma ironicamente a crearmi più problemi è stato il sesso fatto per passione più che quello fatto per denaro». John Profumo è morto nel 2006 all'età di 91 anni. Si dedicava all'assistenza di drogati e carcerati. La moglie lo ha perdonato, la regina riabilitato da anni. Lo ha ucciso un attacco di cuore. Cominciato quarantacinque anni prima, sul bordo di una piscina, vicino a una siepe di rose.

 

2 - FU LO SCANDALO PIÙ CLAMOROSO DEL NOVECENTO

Da “il Giornale”

 

É stato uno degli scandali più dirompenti del Novecento, per le sue clamorose conseguenze, le dimissioni del ministro John Profumo e la caduta del governo Macmillan, e per il grande impatto che ha avuto sui costumi dell'epoca. É l'«affaire Profumo», intrigante vicenda storica degna delle migliori spy-story, tra segreti di Stato, sesso e lotta di classe.

 

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Profumo, oxfordiano di ferro che rispondeva all'identikit del perfetto Tory, era finito al centro di una ragnatela per il suo legame segreto con una giovane squillo, Christine Keeler. In un'altra epoca storica tutto sarebbe finito lì. Ma il Regno Unito del 1963 era un altro Paese. I Beatles iniziavano a scalare le classifiche e l'opinione pubblica, dopo anni di tessere annonarie e sacrifici per il bene comune, era pronta a nuove esperienze, come un bel Sex-gate, per esempio.

 

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Profumo scrisse una lettera di scuse al premier Macmillan che, nell'accettare le dimissioni del suo ministro, definì l'intera vicenda una «grande tragedia». Lo scandalo ebbe pesantissime conseguenze. Spezzò la vita di Stephen Ward, osteopata di grido del West End accusato di essere un lenone, scatenò lotte segrete tra spie in piena Guerra Fredda, segnò la fine di una certa area Tory, quella più snob e aristocratica. Alla fine Macmillan lasciò Downing Street per «motivi di salute». Un anno dopo, il Labour guidato da Harold Wilson vinceva le elezioni. E fu subito Swinging London.

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