andrea scanzi

SI SCANZI, CHE MI VACCINO IO! - OGGI SI TERRÀ L’UDIENZA DAVANTI AL GUP DI AREZZO PER DECIDERE SE IL PROCEDIMENTO CONTRO IL “SALTAFILA” ANDREA SCANZI FINIRÀ O ANDRÀ AVANTI - LA PROCURA AVEVA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE, MA IL CODACONS SI È OPPOSTO. INTANTO EMERGONO NUOVI DETTAGLI: IL GIORNALISTA HA CHIESTO AL SUO MEDICO CURANTE DI POTERSI INOCULARE. A QUEL PUNTO…

Paolo Bracalini per "il Giornale"

andrea scanzi contro giletti 2

 

Sembra passata un'era geologica ma c'è stato un tempo, in Italia, in cui si facevano carte false per riuscire a vaccinarsi, magari scavalcando la fila per accaparrarsi la dose prima degli altri. Quello che ha fatto il giornalista del Fatto, Andrea Scanzi, lo scorso marzo, facendosi inserire nelle liste di riserva della Asl, erroneamente considerato dal suo medico di base come «caregiver» degli anziani genitori.

 

andrea scanzi e il vaccino - meme

Una vicenda che sollevò diverse polemiche portando la Procura di Arezzo ad aprire una indagine sul caso. Il sostituto procuratore ha poi chiesto l'archiviazione, pur riconoscendo che Scanzi non aveva diritto ad essere vaccinato.

 

Il Codacons però si è opposto, e proprio oggi si terrà l'udienza davanti al gup di Arezzo per decidere se il procedimento finirà o andrà avanti. Dalle informative dei carabinieri di Arezzo, intanto, si apprendono dettagli ulteriori. Scanzi in un verbale reso come persona informata sui fatti, racconta di aver chiesto al suo medico curante Roberto Romizi di potersi vaccinare, rappresentandogli «il fatto che viaggiando molto e frequentando luoghi affollati».

Evaristo Giglio

 

Il medico, a quel punto, lo mette in contatto con Evaristo Giglio, direttore di zona distretto Usl Arezzo, che Scanzi chiama subito e che si dimostra disponibile. Mentre Romizi si autoconvince che Scanzi sia un caregiver per i genitori, sarà poi Giglio, scrivono i carabinieri, a decidere che può essere vaccinato anche se «non aveva titolo per potervi partecipare».

VIGNETTA DI KRANCIC - GIUSEPPE CONTE E ANDREA SCANZI

 

Un comportamento di favore verso il giornalista, che però non costituisce reato. I due medici, Giglio e Romizi, si scambiano messaggi tra loro, anche questi agli atti dell'inchiesta. «Ci siamo messi in un bel guaio». «Magari vediamoci di persona stamani o domattina», è uno dei passaggi dello scambio di messaggi whatsapp tra i due, molto preoccupati dalla curiosità di Non è l'Arena.

 

«Una troupe è venuta in ambulatorio per intervistarmi, ma non c'ero... una giornalista mi sta cercando telefonicamente». «Non rispondere se vuoi un consiglio, sono venuti anche da me». I due si scambiano dritte per sfuggire alle telecamere. «Ora sono sotto casa mia... avendolo previsto non mi sono fatto beccare.

andrea scanzi

 

Ma sono ancora qui che aspettano», si lamenta Romizi. «Tieni duro... sti pezzenti», risponde Giglio. Il 7 aprile, infine, il medico di base di Scanzi scrive ancora a Giglio. «Oggi sono tornati a cercarmi in ambulatorio, li ho evitati per un pelo». Il 19 aprile invia a Giglio un link in cui veniva data notizia del malore di Giletti in diretta. Commento perfido: «Dio c'è... ma poco».

LA REGINA DEGLI SCANZIANDREA SCANZI BY KRANCICandrea scanzimeme su Andrea ScanziANDREA SCANZI SI VACCINA BY OSHOANDREA SCANZI CON IL PADRE LUCIANOANDREA SCANZIANDREA SCANZIandrea scanziil detox rigoroso di andrea scanzi a merano andrea scanzi a otto e mezzo 3ANDREA SCANZI CON IL PADRE LUCIANOandrea scanzi con i suoi genitoriANDREA SCANZI MARCO TRAVAGLIO LUCA SOMMImassimo giletti e il caso del vaccino ad andrea scanzi andrea scanzi 2fratelli ditalia spernacchia andrea scanzi

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)