angelo becciu papa francesco bergoglio lucetta scaraffia

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA BECCIU – I DUBBI DI LUCETTA SCARAFFIA: “COME FACEVANO IL DIRETTORE DELL’ESPRESSO DAMILANO E L’AUTORE DELL’INCHIESTA MASSIMILIANO COCCIA A SAPERE DELLE DIMISSIONI PRIMA DI BECCIU STESSO E FORSE PERFINO DEL PAPA?” – “IL CARDINALE NON HA RICEVUTO AVVISI DI GARANZIA, NÉ DA PARTE DEL TRIBUNALE VATICANO NÉ DA PARTE ITALIANA. COSA STA SUCCEDENDO IN VATICANO? QUESTA NON SEMBRA PROPRIO UN'OPERAZIONE DI PULIZIA E DI TRASPARENZA”

lucetta scaraffia foto di bacco

Lucetta Scaraffia per il “Quotidiano Nazionale”

 

Domanda: per un cattolico normale, che non conosce né i cardinali né le complesse alchimie vaticane, cioè per quasi tutti noi, è più consolante sapere che ci sono stati gravi sperperi di denaro anche da parte di personaggi di primo piano, ma che ora coraggiosamente l'istituzione stessa fa pulizia (come appariva a chi avesse letto i giornali fino a qualche giorno fa), oppure che questa storia più che una coraggiosa denuncia è una vicenda sporca e confusa, piena di personaggi loschi e di coincidenze inspiegabili?

 

PAPA FRANCESCO MASSIMILIANO COCCIA

Certo, ognuno di noi vorrebbe che fosse vera la prima ipotesi, e sarà forse per questo che i giornali nel loro complesso stanno ignorando le terribili e inquietanti notizie che la citazione a giudizio depositata dai legali del cardinale Angelo Becciu contro L'Espresso ha reso di pubblico dominio.

ALBERTO PERLASCA

 

Non pochi giornalisti hanno ripreso da quell'atto giudiziario solo un elemento che di per sé è ovvio: perdendo i diritti relativi al cardinalato Becciu non dovrebbe partecipare al conclave né come elettore né come potenziale eletto.

giovanni angelo becciu papa francesco bergoglio

 

Al fine di sbeffeggiarlo scrivendo che credeva di diventare papa… Forse sperando così di cancellare l'onta per il giornalismo italiano di avere pubblicata e presa per vera quella che potrebbe essere una clamorosa truffa, poi diffusa in tutto il mondo.

 

Nella citazione legale infatti la prima 'narrativa', quella diffusa da L'Espresso e sollecitamente ripresa da non pochi media, è completamente rovesciata. Il cardinale non ha ricevuto avvisi di garanzia, né da parte del tribunale vaticano né da parte italiana.

la copertina dell espresso sul caso becciu

 

Ma il particolare più inquietante è che la notizia delle sue dimissioni, richieste come ormai è noto da papa Francesco durante l'udienza a Becciu iniziata alle 18.02 di giovedì 24 settembre, era stata anticipata da L'Espresso in due pagine web recanti il titolo «Si è dimesso»: una predisposta con 7 ore e 50 minuti di anticipo sugli avvenimenti; un'altra pubblicata online 2 ore e 18 minuti prima che il cardinale fosse ricevuto a Casa Santa Marta.

 

marco damilano foto di bacco

Come facevano a saperlo, prima del cardinale stesso e forse perfino prima del Papa, il direttore del settimanale, Marco Damilano, e l'autore dell'inchiesta, Massimiliano Coccia? Sembrava molto ben informata di quello che sarebbe accaduto anche Geneviève Putignani, amica di monsignor Alberto Perlasca - coinvolto nell'indagine sul palazzo di Londra - che già da luglio aveva bersagliato il cardinale e un suo fratello con messaggi e telefonate minacciosi. In uno di questi specificava, addirittura fin dal 10 settembre, che Becciu avrebbe perso la carica fra il 15 e il 30 di quel mese. Tutti più informati del Papa stesso, si direbbe.

 

MONSIGNOR GALANTINO E PAPA BERGOGLIO

Cosa sta succedendo in Vaticano? Ha il diritto di chiedersi ognuno di noi. Questa non sembra proprio un'operazione di pulizia e di trasparenza. Per ora nessuno ha risposto alla citazione dell'avvocato di Becciu, nessuno ha spiegato come mai molti sapevano prima del cardinale stesso e del Papa. E nessuno ha chiesto scusa per aver indicato come indagato una persona che non lo è.

 

nunzio galantino

Se vogliamo trovare una buona notizia, dobbiamo guardare a monsignor Galantino, che qualche giorno fa, intervistato dal Tg2, ha assicurato a tutti i fedeli che nessuna somma di denaro destinata ai poveri è stata stornata per scopi illeciti. Ma allora? Certo tutti vorremmo che i soldi destinati ai poveri vadano a buon fine, ma non basta. Non c'è infatti solo la necessità di soccorrere i poveri. Esiste anche un'esigenza di verità e di giustizia, che non deve essere calpestata con tanta disinvoltura. Anche perché, se a queste domande non arriva una risposta seria e convincente, c'è il pericolo che soldi per i poveri non ne arrivino più.

MASSIMILIANO COCCIA 1ALBERTO PERLASCA

 

LUCETTA SCARAFFIA

becciuCecilia Marogna e Becciubecciu celebra al golfo degli aranci MASSIMILIANO COCCIA

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)