gaia camilla corso francia pedoni investiti

LA STRAGE SILENZIOSA DELLA CAPITALE - NEL 2019 A ROMA 120 PERSONE SONO MORTE IN INCIDENTI: I PEDONI ERANO IL 36%, NE SONO STATI UCCISI IN TUTTO 43 – IN ITALIA SULLE STRADE 8 MORTI AL GIORNO - I VIZI PIÙ PERICOLOSI E PIÙ RICORRENTI AL VOLANTE RESTANO L'USO DEL CELLULARE, L'ECCESSO DI VELOCITÀ E IL... - MA DALLE STATISTICHE EMERGE ANCHE CHE L'11% DELLE VITTIME FRA I PEDONI NON HA RISPETTATO IL CODICE DELLA STRADA

Mic.All. per il Messaggero

 

gaia e camilla investite e uccise a corso francia

Otto morti al giorno, uno ogni tre ore, e centinaia di persone che rimangono ferite. Rispetto agli anni scorsi, che avevano visto un calo del numero dei morti sulle strade, il 2019 è stato un anno decisamente negativo. Perché dalle stime di Istat e Aci, basate sui dati preliminari relativi al primo semestre 2019, emerge che la mortalità stradale in Italia è in crescita, soprattutto sulle autostrade, dove si raggiunge un +25%. E resta altissimo anche il numero dei pedoni uccisi da pirati della strada.

 

Tra i morti, infatti, i passanti sono circa un terzo. Emerge dal bilancio di fine anno dei vigili urbani. Le vittime sono diminuite rispetto al 2018, ma la media è comunque allarmante: 82 incidenti al giorno. Nella maggioranza dei casi, i pedoni vengono travolti vicino ad incroci dove le strisce sono poco marcate, o per la mancata precedenza data dagli automobilisti durante l'attraversamento. Ma dalle statistiche emerge anche che l'11% delle vittime non ha rispettato il Codice della strada.

 

pedoni e telefonino 8

LA CAPITALEL'indice di mortalità per i pedoni resta il più elevato tra gli utenti della strada. I dati più preoccupanti sono quelli che riguardano la Capitale: anche qui i passanti sono un terzo delle vittime totali. Nel 2019 a Roma 120 persone sono morte in incidenti: i pedoni erano il 36%, ne sono stati uccisi in tutto 43. Dal dossier emerge anche che da dicembre scorso gli incidenti nella Capitale sono stati poco più di 28.500: una media di 82 al giorno. Su circa 13mila persone che sono andate al pronto soccorso, i feriti gravi sono stati circa 200.

 

IN ITALIAConsiderando tutta l'Italia e gli incidenti stradali in generale, invece, emerge che nei primi sei mesi del 2019 sono leggermente diminuiti i sinistri con lesioni e con feriti (rispettivamente -1,3% e -2,9%), mentre sono aumentate le vittime (+1,3%). Dall'inizio di gennaio al 30 giugno, gli scontri sono stati in tutto 82.048. Significa 453 al giorno, 19 ogni ora. I morti sono stati 1.505 morti: 8 al giorno, uno ogni 3 ore. Mentre si contano 113.765 feriti: 628 al giorno.

 

pedoni e telefonino 9

CATTIVE ABITUDINII dati preoccupano, anche se le vittime risultano calate del 23,6% rispetto al 2010 e del 54,2% rispetto al 2001. Dalle statistiche emerge però che le cattive abitudini di conducenti e passeggeri sono difficili da debellare: i vizi più pericolosi e purtroppo più ricorrenti al volante restano l'uso del cellulare, l'eccesso di velocità, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Basti pensare che, solo nel primo semestre di quest'anno, le contravvenzioni elevate dalla Polizia stradale per queste infrazioni sono aumentate. Sul gradino più alto del podio ci sono le multe per eccesso di velocità, che hanno registrato un +38%. Mentre per cinture di sicurezza e smartphone l'aumento delle sanzioni è rispettivamente del 7,5% e 15%.

 

INVERSIONE DI TENDENZA Nel 2019 c'è stata un'inversione di tendenza rispetto allo scorso anno. Perché i dati del 2018, confrontati con quelli del 2017, raccontavano di vittime in calo dell'1,3%. L'anno scorso, però, era aumentato il numero di pedoni travolti e uccisi da automobilisti (+2%). Nel 2018 erano anche salito di molto il numero di vittime giovani, tra i 19 e i 24 anni: si era registrato un +25,4%. E le cronache degli ultimi mesi - e degli ultimi giorni - sembrano confermare questa tendenza anche nel 2019.

 

Rispetto al 2010 - quando si contarono addirittura quattromila vittime della strada - il calo di incidenti mortali supera il 20%. Un dato che, però, non è positivo rispetto agli obiettivi prefissati: è ancora molto lontano da quel 50% posto come obiettivo per il 2020 dall'Unione Europea.

pedoni e telefonino 7incidente corso francia il giorno dopo

 

la macchina di pietro genovese 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…