rutledge deas

STRANO, MA VERO – UN 29ENNE AMERICANO SI FINGEVA INVALIDO PER FARSI CAMBIARE IL PANNOLONE DALLE  BADANTI. PER LA SUA PASSIONE SESSUALE AVEVA ANCHE OTTENUTO AGEVOLAZIONI E SGRAVI FISCALI. E' STATO ARRESTATO – E SEMPRE NEGLI USA C’È UNO SCOIATTOLINO CHE NON MOLLA UN ORSETTO DOPO…

Da "www.liberoquotidiano.it"

rutledge deas 2

 

1. PERVERSIONI E PANNOLONI

Si finge invalido pur versando in condizioni di ottima salute, ottiene così degli sgravi e dei supporti dei quali, invero, non ha alcun bisogno.

 

Alle spalle del suo tentativo di frode, tuttavia, non v' è la sfrenata cupidigia alla quale siamo soliti ricondurre episodi del genere, bensì la voglia di soddisfare una balzana perversione sessuale che lo induce a partorire fantasie di donne che gli cambiano il pannolone.

 

pannolone 3

Rutledge Deas è stato arrestato dopo un anno di truffa ai danni dello stato, tempo durante il quale ha avuto modo di estrinsecare un erotismo grottesco grazie alle badanti che, ignare della parafilia dell' assistito, si comportavano con lui come se fosse un povero fanciullo incontinente. Il 29enne americano è stato arrestato ed è in attesa di processo.

 

2. LO SCOIATTOLO E L'ORSETTO

lo scoiattolo e il suo orsetto 6

La Disney ci ha abituati a una soave realtà nella quale, gli animali, sono antropomorfizzati: si trastullano con abitudini tipicamente umane, oltre a essere distinti da slanci emozionali comuni soprattutto alla nostra specie.

 

È bello immergersi, per il breve tempo di una proiezione cinematografica, in una fauna con la quale è facile identificarsi, tuttavia, alla calata del sipario, il sogno svanisce.

lo scoiattolo e il suo orsetto 5

 

Ma la storia di un simpatico scoiattolino americano sembra suggerire, in barba allo scetticismo, che nulla di tutto ciò è impossibile: la bestiola è stata salvata dall' uragano Isaac, e da allora non riesce a fare a meno di stringere a sé il suo orsacchiotto di peluche, come se in esso trovasse conforto. Si chiama Jill ed ha un profilo Instagram da 644mila seguaci.

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