i resti della cabina dopo la tragedia di stresa

A STRESA RESTERÀ SOLO IL TURISMO DELL'ORRORE - SUL LAGO MAGGIORE LA STAGIONE ESTIVA STAVA PER COMINCIARE MA DOPO L'INCIDENTE È GIÀ FINITA: ORMAI CI SONO SOLTANTO FAMIGLIE CHE CHIEDONO INFORMAZIONI PER ARRIVARE IN CIMA AL MOTTARONE, SUL LUOGO DELLA STRAGE - GLI ADDETTI DEL SOCCORSO ALPINO CHE HANNO ESTRATTO I CADAVERI DALLA CABINA HANNO AVUTO BISOGNO DI UNA SEDUTA DI GRUPPO DALLO PSICOLOGO: "NON ABBIAMO MAI VISTO UNA COSA DEL GENERE..."

Claudia Guasco per “Il Messaggero

 

FUNIVIA STRESA MOTTARONE

Sul lago Maggiore la stagione estiva sta per cominciare, ma l'atmosfera non è quella effervescente dei bei tempi. All'imbarcadero di Stresa i battelli allineati aspettano i gitanti, i barcaioli agganciano i turisti. «Domani riaprono i palazzi borromei delle isole, speriamo arrivi gente. Ma ormai è finita», mormora sconsolato un addetto con il cappellino da marinaio.

 

funivia del mottarone 3

Finita ancor prima di ricominciare. La strage del Mottarone, gita suggestiva per ammirare il panorama lacustre da 1.490 metri di altezza, ha offuscato il paesaggio con un manto di dolore.

 

Ci sono quattordici morti e tre cittadine in dieci chilometri - Stresa, Baveno, Verbania - che nel 2019 hanno avuto quasi 3 milioni di visitatori da tutta Europa e domenica scorsa i turisti dell'orrore.

 

INCIDENTE FUNIVIA STRESA MOTTARONE

«Una famiglia di Saronno mi ha chiesto informazioni per arrivare in cima al Mottarone, sul luogo dell'incidente. È successo anche alla mia collega dall'altro lato della strada, eravamo sconvolte», racconta la proprietaria di un negozio di souvenir del centro.

 

BANDIERE A MEZZ'ASTA

«È il nostro 11 settembre», esprime la sua angoscia la sindaca di Stresa Marcella Severino. Al palazzo del municipio le bandiere sono a mezz'asta, in chiesa brillano quattordici candele tante quante le vittime, la notizia del fermo dei vertici della società Ferrovie del Mottarone è stata un colpo, la loro scarcerazione ritenuta uno schiaffo.

 

LA SINDACA DI STRESA MARCELLA SEVERINO

«Non posso negare che ci sia perplessità, quasi sconcerto nella mia comunità dopo le decisioni delle ultime ore - riconosce la sindaca - tuttavia sono sicura che l'inchiesta porterà al risultato che tutti noi auspichiamo, vale a dire fare luce su una vicenda che ci ha toccato e sconvolto». Ma dietro il dolore, il minuto di silenzio e la compassione per i morti serpeggiano ostilità interne e rivalità campanilistiche.

 

MARCELLA SEVERINO

Il giorno dopo l'incidente c'è chi chiede le dimissioni del primo cittadino e chi accusa di connivenza Stresa, che ha assegnato a Luigi Nerini la concessione dell'impianto fino al 2028.

 

«Qualcuno si è permesso di dire che l'amministrazione e la comunità intera sapevano di questo modus operandi per la funivia. È intollerabile, inqualificabile», si indigna Marcella Severino.

 

LUIGI NERINI

Il paese è piccolo, la Ferrovie del Mottarone ha 18 dipendenti in alta stagione e dieci nella bassa, sempre locali. L'insinuazione, dunque, è che tutti a Stresa fossero al corrente del fatto che le cabine circolassero con le ganasce sui freni di emergenza. Un'accusa che fa insorgere gli abitanti, soprattutto per una questione di cittadinanza: «Il Nerini non è dei nostri», dicono.

 

luigi nerini

RIVALITÀ

È cresciuto a Verbania, abita a Baveno, a Stresa veniva giusto per staccare i biglietti. Motivo per cui qui se ne parla con evidente fastidio, a Verbania gli danno del traditore e a Baveno lo difendono. «È una bravissima persona. Mio marito ha lavorato con lui per anni, si è sempre comportato bene», è dalla sua parte la cassiera del supermercato accanto a Villa Claudia, la dimora d'epoca in decadenza dove Nerini risiede con il figlio.

 

I RESTI DELLA CABINA DOPO LA TRAGEDIA DI STRESA

Ci si sposta di nove chilometri e si arriva a Verbania. Altro clima. Sabato, davanti al carcere, ai tavolini del Corona bar i colpevolisti facevano capannello. Grande delusione alla notizia che avrebbero scarcerato i tre fermati: «È una vergogna, hanno ucciso degli innocenti e sono liberi», protestava il gruppo.

 

FUNIVIA STRESA MOTTARONE

Chi non ha bisogno dello sfogo della piazza ma dell'aiuto dello psicologo, invece, sono gli addetti del soccorso alpino intervenuti la mattina del 23 maggio. Si sono trovati davanti agli occhi la cabina accartocciata, le vittime una sopra l'altra, i corpi sbalzati fuori.

 

il forchettone dei freni di emergenza della funivia del mottarone

«In tanti anni di servizio non ho mai visto una cosa del genere - ammette Franco Gazzola -. Mercoledì sera abbiamo partecipato tutti a una seduta di gruppo, ciascuno ha raccontato quello che ha dovuto affrontare e come lo ha percepito. Quelle immagini resteranno per sempre dentro di noi, condividerle alleggerisce il peso».

filmato della funivia 4funivia di stresaLa funivia del Mottaronefilmato della funivia 5FUNIVIA STRESA

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?