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UNO STUDIO HA STABILITO CHE I CONTABILI DELLA MAFIA SONO I MIGLIORI AL MONDO: E TE CREDO! BASTA UN ERRORE E TI FANNO SPARIRE! - I RICERCATORI DELLA "FLORIDA INTERNATIONAL UNIVERSITY" HANNO ANALIZZATO GLI ARCHIVI PENALI PER IDENTIFICARE I CONTABILI CHE HANNO RAPPORTI CON IL CRIMINE ORGANIZZATO E MISURATO LA QUALITÀ DEL LORO LAVORO SULLA BASE DEI BILANCI DEPOSITATI DURANTE L'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE IN CONFORNTO CON QUELLI DI ATTIVITÀ LEGITTIME…

James Hansen per www.italiaoggi.it

 

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«Se parla il ragiunàt…». A Milano è una frase che non si completa mai. Se parla il ragioniere… Il resto è, aziendalmente, troppo terribile da contemplare. Come il medico di famiglia in un altro contesto, il contabile incaricato conosce tutti i segreti più intimi e allarmanti.

 

Eppure, non se ne può fare a meno. Qualcuno, qualcuno che «capisce», deve pur far funzionare i bilanci perché, come spiega il ragiunàt, «un'azienda può fare qualsiasi cosa, ma non fallire. Perché, se fallisci, ti massacrano anche solo per esserti fatto la riga ai capelli dal lato sbagliato».

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Tutto ciò per un'impresa «onesta», figuriamoci per un'azienda controllata dal crimine organizzato. Ma quanto sono bravi i contabili della mala? Uno studio recente - Does the Mafia Hire Good Accountants?, di Pietro A. Bianchi, della Florida International University, Jere Francis, della Maastricht University, Antonio Marra e Nicola Pecchiari, entrambi della Bocconi - prova a rispondere al quesito analizzando gli archivi penali per identificare i contabili che hanno rapporti equivoci con il crimine organizzato.

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Viene misurata la qualità del loro lavoro sulla base dei bilanci depositati durante l'esercizio della professione. I «voti» espressi dai revisori sull'esecuzione sono stati poi paragonati a quelli ottenuti da altri professionisti dalla fedina pulita. Oltre all'originalità della ricerca e alla fatica evidente nel compierla, il lavoro è «monumentale» anche per quanto riguarda la stesura della relazione necessaria per descrivere lo studio - ben 54 cartelle.

 

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Non è dunque il caso di riassumerlo tutto qui. La conclusione è comunque nitida e semplice: sì, i malavitosi riescono ad assicurarsi l'assistenza di abilissimi contabili professionisti, e ciò malgrado i rischi associati alle frequentazioni criminali… Ciò è per certi versi una sorpresa. È noto che gli esponenti del crimine organizzato riescano anche a ottenere l'assistenza di ottimi avvocati difensori, ma il caso è diverso.

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Nella giurisprudenza esiste il concetto che tutti hanno diritto alla rappresentanza legale - anche i colpevoli. Difendere un criminale, e magari ottenere per lui un verdetto di «non colpevolezza» che forse non merita, non è un illecito, anzi. Il contabile professionista che invece assiste il suo cliente nel commettere un reato diventa pure lui complice del misfatto, con tutto ciò che implica.

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Per dire, il «profilo di rischio» del contabile è completamente diverso da quello di un avvocato difensore, che alla peggio può perdere la causa, non la propria libertà. Da dove viene allora la disponibilità di rischiare la galera per un cliente? Dipenderà forse dalla prima regola di ogni professionista, che il cliente buono è quello che paga...

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