space x elon musk

CON LA TERRA ALLO STREMO, DAMOSE DA FA’ PER ARRIVARE SU MARTE - IL LANCIO DI “SPACE X” DI ELON MUSK SEGNA UNA NUOVA ERA NELLA CONQUISTA DELLO SPAZIO: E’ LA PRIMA NAVICELLA PRIVATA A ESSERE MANDATA IN ORBITA…

tom cruise elon musk

Claudia Osmetti per “Libero quotidiano”

 

Quella capsula che ricorda un uovo, bianca e piena di bulloni, sulla rampa di lancio di Cape Canaveral, nella piattaforma 39/A del Kennedy Space Center. Nove anni dopo l' ultimo shuttle, che è andato in pensione nel 2011. La prima navicella privata, che una bandiera ce l' ha pure stampata su, ed è quella americana. Ma unicamente perché la Nasa è entrata in affari con la società di Elon Musk, la Space X.

 

IL LANCIO DELLA SPACE X DI ELON MUSK

L' agenzia spaziale a stelle e strisce mica è la mente dell' intero progetto. Solo un visionario poteva pensarci. Solo un folle poteva riuscirci. A star lì, con il nasino all' insù nel cielo della soleggiata Florida, in una giornata di fine maggio, con gli occhi del mondo puntati addosso perché non capita mica tutti i giorni di puntare alle stelle. Quelle vere.

A bordo ci sono Douglas Hurley e Robert Behnken, due che l' esperienza se la sono fatta sul serio, sul campo. Cioè oltre la stratosfera. Hai detto niente.

Sugli spalti arriva il presidente Usa, Donald Trump. Piove.

 

Tre, due, uno. Sono le 21.22, il razzo si stacca dal suolo, si fa sempre più piccolo. A terra applaudono, tutti col fiato sospeso sperando che il lancio sia perfetto. Ci vogliono dieci minuti perché gli astronauti arrivino in orbita. Una scena epocale. Tra gli spettatori c' è lui, Elon. Il genio pazzo che se l' è proprio messo in testa, di portarci su Marte. E chi può fargli cambiare idea, adesso?

 

bob behnken nella tuta di spacex

le origini Figlio di una modella canadese e di un ingegnere elettromeccanico sudafricano. La nonna paterna britannica e il nonno materno statunitense: a uno così, è ovvio che il mondo gli va stretto. Sempre in giro, sempre in viaggio. E infatti, Elon, dal cilindro ha tirato fuori prima la Tesla Motors (la casa produttrice di veicoli elettrici e pannelli solari più famosa del pianeta) e poi Hyperloop, un progetto per il trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri dentro tubi a bassa pressione. Ha il pallino, lui, degli spostamenti.

space x crew dragon 1

 

Quarantanove anni ancora da compiere, gli occhietti vispi che non stanno fermi un attimo e quell' aria da ragazzino che se si ferma è perduto sul serio. C' è chi lo ammira e basta e chi lo definisce una delle menti più brillanti del Ventunesimo secolo. Sono almeno vent' anni che Elon ne tira fuori una delle sue e sbaraglia lo sbaragliabile. Mica solo Tesla, mica solo Hyperloop. Dove ha messo le mani lui, è venuto fuori oro. Sul serio.

 

S' è fatto da solo, come tutti i nerd che perdono diottrie davanti agli schermi dei computer. Lui, però, ha iniziato con il mitico Commodore Vic-20. Altri tempi, altri geni. A 12 anni ha creato il suo primo videogioco, gli han dato 500 dollari per il codice basic con cui l' aveva fatto: era il 1983. Cinquecento dollari, per un adolescente di Pretoria, nel 1983 erano un bel gruzzoletto. Su internet, quel gioco esiste ancora: tanto per dire, la lungimiranza.

PENCE E TRUMP A CAPE CANAVERAL PER IL LANCIO DI SPACE X DI ELON MUSK

 

IL BULLISMO

Vittima di bullismo a scuola, si è naturalizzato cittadino Usa nel 2002. Ma è negli anni Novanta che ha trovato la sua America. Quando con il fratello ha fondato Zip2, la sua prima azienda di software web. Venduta quattro anni dopo per la modica cifra di 307 milioni di dollari (messi sul tavolo cash, banconota dopo banconota) e 34 milioni di stock option. Poteva fermarsi lì e vivere tranquillo il resto dei suoi giorni. Ma uno come Elon non si ferma neanche se lo leghi.

 

oltre X.com, PayPal (chi è che non conosce PayPal?), SolarCity. Tutta roba sua. Oggi, nel mondo dell' imprenditoria che conta, se fai il nome di Elon Musk si zittiscono tutti. Anche perché il ragazzo non si fa mancare le bizzarrie da gossip sfrenato. Ha chiamato suo figlio (nato il 4 maggio scorso) X Æ A-12. Come si pronunci, lo sa solo lui. E adesso ha deciso di mettere in vendita tutte le sue megaville perché «voglio disfarmi dei miei beni fisici, il possesso ti appesantisce».

DOUGLAS HURLEY

 

Detto fatto, tra l' altro: ché Elon mica ci tentenna, è uno di parola. Quotazione complessiva: 137 milioni di dollari, tra gli immobili c' è anche un castello di 1.500 metri quadrati. È ovvio che uno così non si fa di certo intimidire da due gocce di acqua. Mercoledì il primo lancio (con equipaggio) della sua navetta Crew Dragon è stato annullato all' ultimo minuto causa maltempo. Che sarà mai. Basta riprovarci. Ed è successo ieri sera alle 21.22 ora italiana. Il razzo Falcon 9 è partito dalla base di Cape Canaveral. Non potevano certo fermarlo due gocce di pioggia. «Fatta la storia», è stato il commento della Nasa.

ROBERT BEHNKEN

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)