inter curva nord vittorio boiocchi

I TIFOSI NON SONO TUTTI UGUALI - PRIMA DELLA PARTITA A SAN SIRO CONTRO IL BOLOGNA, LA CURVA NORD DELL'INTER È STATA FISCHIATA DAL RESTO DEI SUPPORTER NERAZZURRI PER I CORI DEDICATI A VITTORIO BOIOCCHI, UNO DEI CAPI DEGLI ULTRAS UCCISO IN UN AGGUATO LA SERA DEL 29 OTTOBRE - ALLA CURVA NORD È STATO VIETATO DALLA QUESTURA DI ESPORRE STRISCIONI DOPO I FATTACCI DEL 29 NOVEMBRE, QUANDO AVEVANO DECISO DI SVUOTARE IL SECONDO ANELLO VERDE, MINACCIANDO GLI ALTRI TIFOSI, PER ONORARE BOIOCCHI…

Salvatore Riggio per www.corriere.it

 

vittorio boiocchi

San Siro diviso in due. Poco prima dell’inizio della partita contro il Bologna, vinta in goleada contro un altro eroe del Triplete 2010 (Thiago Motta) , la Curva Nord è stata fischiata dal resto dello stadio quando ha deciso di ricordare Vittorio Boiocchi, il capo ultrà ucciso sotto casa, il 29 ottobre, prima dell’inizio di Inter-Sampdoria. «Vittorio uno di noi», la voce del tifo organizzato, il coro partito dal secondo anello verde.

 

Ma appunto il resto dello stadio non ha voluto seguire gli ultras e ha risposto con i fischi. Nella gara di stasera, contro il Bologna, la Curva Nord è a San Siro senza striscioni, tamburi e megafoni. Perché silenziata dalla Questura dopo i fattacci del 29 ottobre. A fine primo tempo gli ultrà avevano deciso di far svuotare il secondo anello verde con spintoni e minacce per onorare la morte di Boiocchi. Dopo quell’episodio, sono stati inflitti quattro Daspo nei confronti di altrettanti ultras dell’Inter.

 

vittorio boiocchi tifosi

I destinatari del provvedimento sono stati denunciati per violenza privata nei confronti degli altri tifosi che volevano assistere alla partita. Il Daspo sarà della durata di cinque anni per un pregiudicato 52enne di Varese (già colpito in passato dalla stessa misura) e di due anni per un 31enne milanese e per un 18enne milanese, che dopo aver esortato «in modo deciso i sostenitori a lasciare il settore, ne ha strattonato e spinto uno fino a farlo cadere a terra». Infine, Daspo di un anno per un 22enne incensurato. La Digos è riuscita a risalire ai responsabili grazie al sistema di videosorveglianza di San Siro e ai video pubblicati dai tifosi sui social.

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