vittorio boiocchi curva nord inter san siro

TRUCI A SAN SIRO – DOPO IL CASO BOIOCCHI LA QUESTURA DI MILANO HA SILENZIATO LA CURVA NORD DELL’INTER: NIENTE STRISCIONI, NIENTE BANDIERE, NIENTE MEGAFONI, NIENTE TAMBURI – UN PROVVEDIMENTO CHE ARRIVA DOPO I QUATTRO DASPO INFLITTI AD ALTRETTANTI ULTRAS PER LO “SGOMBERO” DEI TIFOSI DAL SECONDO ANELLO VERDE DI SAN SIRO DI SABATO SCORSO, IMPOSTO DAL DIRETTIVO DELLA NORD IN SEGNO DI LUTTO PER L’UCCISIONE DEL CAPO VITTORIO BOIOCCHI

Monica Serra per “La Stampa”

 

vittorio boiocchi franco caravita

Niente striscioni, niente bandiere, niente megafoni, niente tamburi. Se non è la chiusura della Curva, poco ci manca. Un provvedimento così duro a Milano non era stato mai preso prima. Dopo i quattro Daspo per lo «sgombero» dei tifosi dal secondo anello verde di sabato scorso, deliberato dal direttivo della Nord in segno di lutto per la morte del capo Vittorio Boiocchi, la questura ha deciso lo «stop» del tifo organizzato in occasione di Inter-Bologna, in programmazione a San Siro, mercoledì 9 novembre alle 20.45.

 

La Curva «silenziata» ha fatto sapere che si presenterà comunque al Meazza perché, «al di là dei divieti, sarà l'occasione per tornare a fare quello che meglio ci riesce e più ci compete: incitare la squadra - si legge nel comunicato della Nord - anche perché siamo convinti che è proprio quello che vorrebbe Vittorio (il loro capo assassinato, ndr.). Il tifo non si ferma. Chiediamo a tutti gli interisti del secondo anello verde di vestirsi di nerazzurro per colorare ugualmente il settore. Uniti, fieri, mai domi».

 

gli ultras fanno evacuare la curva nord di san siro 2

Il provvedimento è stato assunto dal questore Giuseppe Petronzi, d'accordo col prefetto Renato Saccone, il giorno prima del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, cui parteciperà anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, mentre l'attenzione sulla Nord è massima. Non solo per via delle serrate indagini della Squadra mobile sull'omicidio del 69enne Boiocchi - uscito di galera dopo 26 anni nel 2018 - freddato a colpi di pistola sabato sotto casa da due killer proprio mentre stava per iniziare il match contro la Sampdoria. Ma anche per via di una nuova inchiesta - per ora «a modello 45», senza indagati e ipotesi di reato - aperta dal procuratore Marcello Viola.

 

gli ultras fanno evacuare la curva nord di san siro 3

Un maxi contenitore in cui confluirà ogni comportamento «penalmente rilevante» della Curva a partire da quello di sabato. Quando, dopo la decisione del direttivo, gli ultrà hanno cacciato i tifosi presenti nel settore centrale del secondo anello verde, come le vittime hanno raccontato sui social. Per questo, dopo aver analizzato le immagini delle videocamere di sorveglianza, la Digos ha denunciato per violenza privata quattro ultrà: un 52enne del Varesotto con precedenti e già daspato; un 31enne milanese indagato anche dalla questura partenopea per possesso di «artifizi pirotecnici» utilizzati durante Napoli-Inter; un 18enne milanese che, mentre esortava con modi non proprio ortodossi i tifosi a lasciare il settore, ne ha strattonato uno con forza spingendolo a terra; e un 22enne, finora senza macchia.

 

gli ultras fanno evacuare la curva nord di san siro 5

 I quattro hanno anche ricevuto il Daspo: a cinque anni il primo, a due il secondo e il terzo, a un anno l'ultimo. Nessuno di loro riveste però posizioni di rilievo nella Nord, mentre è uno dei capi del direttivo il 47enne Andrea Beretta che da giovedì, su decisione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale, è un «sorvegliato speciale»: per un anno e mezzo dovrà stare lontano da Milano e non potrà frequentare pregiudicati. I giudici hanno riconosciuto la sua «pericolosità sociale» a fronte di una sfilza di condanne, Daspo ed episodi violenti. L'ultimo a febbraio, quando è finito ai domiciliari per l'aggressione di un venditore ambulante vicino al Baretto di San Siro. Minacce, calci e pugni costati la frattura del perone alla vittima, un 50enne napoletano a cui Beretta avrebbe anche strappato l'inalatore dei farmaci antiasma. Per poi rimanere a «osservarlo mentre era oramai a terra, cianotico e semicosciente».

gli ultras fanno evacuare la curva nord di san siro 6gli ultras fanno evacuare la curva nord di san siro 1omicidio Vittorio BoiocchiOMICIDIO VITTORIO BOIOCCHIvittorio boiocchi

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI