dania mondini costanza crescimbeni filippo gaudenzi andrea montanari

TIRA UN A BRUTTA ARIA IN RAI – CI MANCAVA SOLO IL CASO DI DANIA MONDINI, LA GIORNALISTA CHE HA FATTO CAUSA AI DIRIGENTI DI VIALE MAZZINI PER AVERLA MESSA IN STANZA CON UN COLLEGA CHE NON RIESCE A TRATTENERE PETI E RUTTI, PER CREARE L’ENNESIMO IMBARAZZO AL SERVIZIO PUBBLICO: AI VERTICI DELLA RAI DOVE SUCCEDE “DI RUTTO. DI PIÙ” NON SANNO PIÙ DOVE NASCONDERSI PER LA VERGOGNA E OVUNQUE SONO SCATTATE LE IRONIE DEGNE DI UGO FANTOZZI CHE SI RITROVA IN STANZA ALVARO VITALI – LA PROCURA STA INDAGANDO MENTRE L’AD FUORTES, IMPEGNATO TRA COPASIR E LE PRESSIONI DELLA VIGILANZA, SI RITROVA A…

1. LA RAI SPAZZATA DAL VENTO DEL RIDICOLO PARTE L'INCHIESTA SUI PETI IN REDAZIONE

Giorgio Gandola per "La Verità"

 

dania mondini

«Aprano le finestre e cambino l'aria». Al settimo piano di Rai-Totò sdrammatizzano ma il piano inclinato sul quale si è avviata l'azienda culturale più importante d'Italia sta diventando ripido. Dopo i videogiochi al posto dei bombardamenti, i freelance a Kiev perché il Tg1 di sua maestà Monica Maggioni non aveva l'inviato, le passerelle giornalistiche alle convention di partito e alle feste dell'Unità, le pesanti ingerenze del Pd sui programmi di approfondimento (vedi Cartabianca), il decalogo del bravo conduttore, i mariti direttori che promuovono le mogli (vedi caso Andrea Vianello), il servizio pubblico in salsa draghiana si interseca con il vaudeville: una conduttrice del Tg1 ha denunciato i suoi superiori per stalking. Con una motivazione che neanche Woody Allen prima del Me too: «Volevano mettermi in un ufficio con un collega petomane».

dania mondini 4

 

La vicenda con sfumature farsesche risale al 2018 ma anche grazie alle vie della magistratura (che come si sa sono più infinite di quelle di nostro Signore) arriva ora sulla scrivania dell'ad Carlo Fuortes già ingombra di poco invidiabili dossier. La denuncia è partita da Dania Mondini, mezzobusto del telegiornale della rete di punta, che ha messo nel mirino cinque vicedirettori di allora (Filippo Gaudenzi, Marco Betello, Piero Felice Damosso, Costanza Crescimbeni e Andrea Montanari, oggi direttore di Radio 3) in seguito a diatribe professionali sul suo lavoro in redazione.

 

Secondo l'accusatrice, i suoi capi avrebbero deciso di demansionarla imponendole di cambiare ufficio e di condividerlo con un collega che non riesce a trattenere «flatulenze e rutti».

Il problema gastrointestinale del compagno di stanza diventa vessatorio e dirimente, Mondini si rifiuta di traslocare con un «no motivato all'ordine di servizio» e contemporaneamente apre il contenzioso legale. A quel punto, sempre secondo la denuncia della giornalista, la reazione è molto rigida: le vengono affidati servizi di routine e lei viene presa di mira con contestazioni pretestuose per «piccoli errori nella conduzione del telegiornale» come riporta La Repubblica. Da qui l'ipotesi di stalking. In conseguenza di ciò, Mondini subisce uno stress da demansionamento che certifica con referti medici.

dania mondini

 

La procura di Roma convoca sei giornalisti indicati come testimoni: cinque smentiscono la persecuzione ma la sesta collega conferma la versione dell'accusa.

Al termine di una valutazione nel merito, la Procura decide di chiedere l'archiviazione: secondo i magistrati non starebbe in piedi l'imputazione per stalking, tutt' al più si potrebbero intravedere i contorni del mobbing. In ogni caso il dossier dovrebbe essere trasferito al tribunale civile. Ma ecco il colpo di scena: la Procura generale riapre l'inchiesta e continua ad approfondire sull'ipotetico reato di stalking. La tortura del peto ci delizierà con nuove, mirabolanti puntate, soprattutto se verrà chiamato a dire la sua in aula il torturatore involontario.

CARLO FUORTES

 

Secondo il legale della querelante, Ruggero Panzeri, «la mia assistita ha avuto il coraggio di ribellarsi a una situazione che tocca soprattutto le donne. Una vicenda che viene fatta passare per un caso goffo, ma che nasconde molto di più». E si inoltra nel ginepraio delle promozioni redazionali, esclusiva facoltà dei direttori. «Resasi conto che le venivano negate promozioni ad altri concesse sebbene a fronte di minori anni di servizio, ha chiesto alla Rai l'accesso agli atti per comprendere i metodi di valutazione. Atti negati, così abbiamo fatto ricorso al Tar e l'abbiamo vinto. Nelle denunce penali ci sono nuovi elementi probatori».

 

dania mondini 1

La storia sta creando non pochi imbarazzi al piano nobile della Rai. Sarà un lungo weekend per l'ad Fuortes, preso in mezzo fra l'audizione dal Copasir, le pressioni della Vigilanza e questo caso dalla profonda valenza sensoriale. «Ma lui è bravissimo a scomparire», spiegano a viale Mazzini, fedele al soprannome inflittogli dopo qualche settimana: «il fantasma dell'opera». Dania Mondini è una giornalista di lungo corso, con un'esperienza a più livelli in televisione nella carta stampata.

 

il cavallo di viale mazzini

Classe 1963, romana, si è laureata in teologia alla Pontificia Università Urbaniana. Nel 1995 è stata assunta al Tg regionale del Lazio e dentro mamma Rai ha fatto una carriera di prim' ordine, lavorando da inviata e curando rubriche tematiche per Rainews24 e Raiuno. Poi ecco l'occasione della vita, condurre un telegiornale. Tre anni fa Mondini ha avuto un certo successo come saggista con il libro L'affare Modigliani.

 

Trame, crimini, misteri all'ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre. Un reportage per smascherare il business di mercanti senza scrupoli (circa 11 miliardi), con interconnessioni fra mondo dorato dell'arte, criminalità organizzata e riciclatori internazionali. Un secolo di segreti, ancora oggi solo un'opera su quattro di Amedeo Modigliani è originale. Qualcosa di aulico e tosto prima dell'inchiesta del peto che riporta tutti al piano terra, in fondo a destra.

 

2. CATTIVI ODORI E TIC MOLESTI MANUALE PER SOPRAVVIVERE AI COLLEGHI IMPOSSIBILI

Stefano Bartezzaghi per “la Repubblica”

rino barillari intervistato da dania mondini foto di bacco

 

Quando a Ugo Fantozzi viene assegnato come compagno di stanza Alvaro Vitali il caso è chiaramente estremo. È peraltro proprio ciò che sarebbe capitato a Roma, alla Rai di Saxa Rubra.

Condizionale dovuto per garantismo: la procura ha aperto un fascicolo e indaga, si immagina tra molti imbarazzi e chissà con che metodi. Una giornalista, Dania Mondini, accusa infatti i suoi capi di averla demansionata e quindi spostata a lavorare nello stesso ufficio di un collega affetto da aerofagia. Costui non sarebbe in grado di trattenere neppure le emissioni aeree orali e si immagina allora che quella (presunta!) stanza tanto inospitale potrebbe essere intitolata, anche in ricordo di un glorioso claim aziendale: "Rai. Di rutto, di più".

 

viale mazzini

Altro che smart working. La giustizia farà il suo corso ma è certo che a qualche mese dal ritorno a ranghi pieni nei luoghi fisici di lavoro, dopo aver assaporato piaceri e fastidi della convivenza domestica, molti hanno ripreso confidenza con quelli della prossimità professionale. Abitudini igieniche, tecniche più o meno sorvegliate del corpo, usanze disinvolte... La casistica è nutrita.

La legge Sirchia ha azzerato per tempo le dispute tra fumatori e non, almeno quello: un passo verso la civiltà. Ma nessun Sirchia ha sinora pensato ai molti altri modi, pur meno tossici, di rendere ancor più difficilmente tollerabile la permanenza già di per sé spiacevole sul luogo di lavoro.

 

claudio loiodice dania mondini foto di bacco

A parte forse il gusto, ognuno degli altri quattro sensi ne può essere colpito. Chi dai colleghi consegue problemi all'olfatto ha qualche ragione a pensare che si tratti della fattispecie più molesta: è il senso più primitivo, più pervasivo, più indifeso. Gli affronti all'udito però arrivano quasi a pareggiare i mali odori, anche perché offrono un ancor più ampio ventaglio di possibilità: telefonate magari in viva voce, zufolate, canticchiamenti, battiti ritmici di dita o di penna biro, intercalari ossessivi, dialettalità incontrollate, masticazioni. Consumare cibo sulla propria scrivania reca noie multisensoriali, può offendere contemporaneamente olfatto, udito e anche vista. In quanto al tatto occorre qui prescindere da pacche e palpeggiamenti sessisti, i quali non sono semplicemente fastidiosi ma molesti in senso grave. Tutto un altro discorso. Veniali ma pure assai disturbanti (e, per fortuna, assai più frequenti) sono i tocchetti sul braccio, sulla spalla, i pelucchi tolti, anche qui senza arrivare agli strizzamenti di guancia inflitti a Fantozzi dall'efferato Calboni.

 

carlo fuortes foto di bacco

Abbigliamento inappropriato, ostensione di oggetti di dubbio gusto (gagliardetti di squadra nemica o cimeli mussoliniani) colpiscono il senso della vista, che pur essendo quello ritenuto principale ha almeno il vantaggio di poter essere distolto. Occhio non vede, cuore non duole. La vista è casomai il senso che interviene per ultimo, quando la sommatoria di tutte le noie acustiche, tattili e olfattive patite supera il livello di guardia e porta a varcare una soglia senza ritorno e a esclamare: «Quello non lo posso più vedere». La sentenza è inappellabile, giacché da quel momento del tal soggetto darà fastidio persino il semplice nome, la sagoma, la sconsolata certezza che sia sempre al mondo.

 

Molestia che timbra il cartellino tutti i giorni, importunità scevra da assenteismo.

viale mazzini

Anni fa proprio alla Rai, ma a Milano, si tramandava una leggenda, inverificata, a proposito di un dipendente di rispettabile anzianità aziendale che nel dopomensa esigeva dai colleghi più pivelli un po' di privacy per poter schiacciare un breve ma necessario pisolino in una branda che da tempo immemorabile si era fatto installare a quello scopo nella stanza condivisa. Una pretesa quasi innocente rispetto alla recente notizia delle accuse mosse dalla giornalista.

 

dania mondini 3

Se saranno confermate bisognerà, una volta di più, dire che la Rai in certi settori è pura avanguardia. Sì perché a un'allocazione casualmente sfortunata si aggiungerebbe il dolo. E si scoprirebbe così che un ufficio del personale dispone, più o meno formalmente, di una classifica dei dipendenti in ordine di loro potenziale molesto, al fine di assegnarli come vicini di scrivania a chi si vuole fare oggetto di mobbing.

carlo fuortes foto di bacco

Nell'attuale crisi di disaffezione al lavoro, tanti dipendenti sentono il desiderio di cambiare aria. Alla Rai può non trattarsi di una metafora

carlo fuortescarlo fuortescarlo fuortes foto di bacco

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO