attori trucco

IL TRUCCO NASCONDE L’INGANNO? - TRUCCO PROSTETICO, RINGIOVANIMENTO DIGITALE, MAKE-UP IN 3D: GLI ATTORI DI OGGI PER CALARSI NELLA PARTE VENGONO SOTTOPOSTI A SNERVANTI SEDUTE PER ASSOMIGLIARE IL PIÙ POSSIBILE AL PERSONAGGIO CHE VANNO A IMPERSONARE – CI VOLEVANO CINQUE ORE A PIERFRANCESCO FAVINO PER DIVENTARE BETTINO CRAXI, MA A MARLON BRANDO BASTAVA UNA PATATA PER DIVENTARE LUI STESSO LA MASCHERA… - VIDEO

 

Cinzia Romani per “il Giornale”

 

pierfrancesco favino

Due mezze patate in bocca e fu subito Il Padrino. Ma quello era Marlon Brando, l' attore inarrivabile che non aveva bisogno di aiutini. Era lui la maschera, lui il volto. Per sembrare qualcuno, non gli occorrevano ore e ore di trucco prostetico, sotto le mani dei maghi del silicone. Un' icona fatta e finita da Madre Natura. Bastava che apparisse imbronciato sotto a un berretto e sopra una t-shirt e l' aura erotica gli si disponeva intorno.

 

marlon brando

E ha funzionato così anche per gli altri ultimi grandi del cinema, da Bob De Niro a Al Pacino, fino a Marcello Mastroianni, che per il ruolo del radiofonico gay, nel film di Scola Una giornata particolare, si limitò a schiarire i capelli con un tono di castano più caldo. Parlavano la sua mimesi, le mosse, l' intero suo corpo e, fosse vivo oggi, da buon ciociaro pigro e scafatissimo, riderebbe del trucco prostetico, dei calchi di gesso e dell' ambaradam cosmetico avanzato che, assieme a una certa bravura, ha fruttato l' Orso d' argento a Elio Germano, al FilmFest di Berlino.

elio germano

 

Dove l' attore ha trionfato calandosi nella difformità plasticea del pittore Ligabue nel film di Giorgio Diritti Volevo nascondermi: orecchione a sventola, guancione contadinesche, zigomi da tartaro. Lunghe sessioni di trucco con l' équipe che aveva già lavorato con Pierfrancesco Favino per il ruolo di Buscetta, ne Il traditore, capitanata da Lorenzo Tamburini (David di Donatello per Dogman).

 

flavio bucci

Ma è Germano che fa Ligabue, o è il silicone che indossa, a renderlo così simile all' artista mattocchio? «Quel genio di Flavio Bucci fece Ligabue con niente: solo sguardo, tensione e movimento», osserva il veterano Giancarlo Giannini, commentando l' attuale tendenza a forzare i propri connotati per colpire gli spettatori. Per il non dimenticabile interprete di Mimì metallurgico l' utilizzo eccessivo del trucco rimanda al televisivo Tale e Quale Show.

 

Lo stesso discorso vale per Pierfrancesco Favino, che resta un interprete di vaglia, nonostante (e forse proprio per) le impressionanti trasformazioni cui si è sottoposto, incarnando il pentito di mafia Buscetta, diretto da Bellocchio ne Il traditore e poi Bettino Craxi, diretto da Amelio in Hammamet.

naomi grossman – pepper (american horror story series

 

«Qui il trucco durava cinque ore al giorno, ma lo vivevo come il tipico rituale del teatro No giapponese: grazie al trucco superavo il ponte verso l' oblio di sé», spiega Favino, che nel ruolo del leader socialista ha stregato pubblico e critica: più vero del vero, anche grazie agli artisti prostetici. Come il saronnese Andrea Laenza, che in Tunisia si svegliava all' alba, per provare sul viso di Favino il volto di Craxi da lui creato. Mani sudate, colore ovunque, camici sporchi, ma molta soddisfazione.

 

meryl streep – rabbi (angels in america)

E sono sempre di più i truccatori professionisti che sfruttano gli effetti digitali e si organizzano nella «Prosthetic Renaissance», compagnia in cui operano i migliori artisti del settore e che lavorano per HBO, Warner, 20Th Century Fox, Disney, Paramount, Scorsese. Quest' ultimo ha alzato l' asticella con The Irishman, pretendendo il ringiovanimento digitale dei suoi attori-feticcio De Niro e Pacino e spillando ai produttori 160 milioni di dollari per l' operazione autoriale.

ralph fiennes – lord voldemort (harry potter series)

 

«Nulla è vero, tutto è permesso», scriveva Joseph von Hammer-Purgstall nella Geschichte der Assassinen (Storia degli assassini), opera che colpì profondamente Friedrich Nietzsche. E se adesso tutto è protesi, dal cellulare al computer, non è dato stupirsi di visi e corpi rifatti, composti più da plastica che da carne.

 

Gli attori, però, che secondo Mario Monicelli per esser bravi non devono sembrarlo, vivono nel mondo parallelo della chirurgia plastica, approfittando a mani basse del silicone al platino medico. Materiale usato negli interventi al seno: è dalla medicina che proviene l' uso delle protesi. L' attore è malato e necessita di interventi simil-chirurgici?

 

il divo

«Per creare effetti dentro la storia, che sembrino naturali e reali, la prostetica da film è fondamentale», dice Matteo Garrone, che per realizzare il suo Pinocchio ha insistito sul make-up in 3D.

 

A tali mezzi, che negli USA hanno rango da categoria Oscar, ricorre anche Paolo Sorrentino, che creò un Giulio Andreotti-Topo Gigio, dotando Toni Servillo di enormi padiglioni auricolari ne Il Divo.

eddie murphy – saul (coming to america)

Forse gli attori sentono l' inconsistenza di quanto li circonda e vogliono personalizzarla con la plastica.

eddie redmayne – lili (the danish girl)monica vitti mario monicellidaveigh chase – samara (the ring )MARIO MONICELLI E BRUNA PARMESANjohnny depp – james ‘whitey’ bulger (black mass)

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)