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LA TRUFFA È ASSICURATA – CHIUSI 222 SITI WEB CHE VENDEVANO FALSE ASSICURAZIONI ONLINE: LA PROCURA INDAGA ANCHE SULLA RESPONSABILITÀ DEI MOTORI DI RICERCA COME GOOGLE, SU CUI VENIVANO PUBBLICIZZATE LE OFFERTE DELLE POLIZZE – I CONSUMATORI TRUFFATI SONO UN MIGLIAIO, CHE AVEVANO ACQUISTATO I PRODOTTI MA NON AVEVANO ALCUNA COPERTURA

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

 

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Guidano tranquilli, inconsapevoli di essere mine vaganti pericolosissime, prima di tutto per sé stessi. Sono centinaia e centinaia di automobilisti che hanno acquistato online polizze di assicurazione, ma non immaginano di essere vittime di una truffa realizzata attraverso uno dei 222 siti web chiusi in un' inchiesta della Procura di Milano che potrebbe aprire uno scenario inedito sulle ipotetiche responsabilità dei motori di ricerca, a partire da Google.

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Le automobili, le barche o le case di questi ignari consumatori non hanno alcuna copertura assicurativa, per il semplice fatto che le polizze sono false. In caso di incidente, nessuno pagherà. Dovrà farlo il titolare di tasca sua, se può, altrimenti interverrà il fondo di garanzia, che però si rifarà su di lui. L' indagine del dipartimento «tutela consumatori» della Procura, coordinato dall' aggiunto Eugenio Fusco e dal sostituto Christian Barilli, è partita a fine 2018 da due denunce e ha accertato che i truffatori utilizzano sempre lo stesso meccanismo: un sito internet di un falso intermediario finanziario che propone polizze di società di assicurazioni vere e solide a prezzi più bassi di quelli applicati dalle stesse compagnie.

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Oltre ai loghi ufficiali delle assicurazioni, compare un numero di iscrizione al Registro Unico degli Intermediari assicurativi (ovviamente falso) rilasciato dall' Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che ha collaborato all' indagine. Fatto il «contratto», viene chiesto di pagare con un bonifico bancario intestato a una persona fisica o ricaricando una carta di credito, il che già dovrebbe essere sufficiente a destare sospetti.

 

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Molti portali offrono anche un finto servizio di assistenza pronto a rassicurare le vittime. Dei 222 siti oscurati, 49 erano in Italia, 55 tra Usa, Germania e Olanda, spiega il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo della Guardia di Finanza che si occupa delle frodi tecnologiche. Sono circa mille i truffati già identificati per un totale di 700 mila euro, 74 le persone sospettate di essere coinvolte nella truffa, di cui 5 indagate.

 

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Numeri destinati ad aumentare, precisa il tenente colonnello Gian Luca Berruti che segue gli accertamenti. Per emergere nelle ricerche, i truffatori usavano i servizi di indicizzazione a pagamento di Google, al quale la Gdf ha notificato un decreto di esibizione di atti. Il Procuratore Francesco Greco non nasconde di pensare alla «possibilità di estensione della responsabilità ai motori di ricerca» che «rischiano di essere coinvolti per favoreggiamento o concorso» per le mancate verifiche sui portali illegali. Greco è consapevole che si tratta di una «situazione complessa», di un problema avvertito anche dai giganti di internet, e che «c' è bisogno di norme specifiche».

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