andrologo visita prostata

TUMORE ALLA PROSTATA, SPERIMENTAZIONE E FARMACI ALLUNGANO LA VITA - GRAZIE ALLA DIAGNOSI PRECOCE E AI PROGRESSI SCIENTIFICI IL 90% DEI PAZIENTI E' ANCORA VIVO DOPO 10 ANNI DALLA DIAGNOSI - E DUE SPERIMENTAZIONI INDICANO CHE UNA NUOVA COMBINAZIONE DI MEDICINALI PUO' PROLUNGARE E MIGLIORARE LA QUOTIDIANITA' - ECCO TUTTE LE NOVITA' PRESENTATE AL CONVEGNO EUROPEO...

Vera Martinella per il Corriere.it

 

prostata

Allungare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita dei pazienti con una forma più aggressiva di tumore alla prostata che, con circa 36mila nuovi casi individuati nel 2020 in Italia, è il tipo di cancro più frequente fra i maschi del nostro Paese. Sono questi gli obiettivi a cui puntano molte ricerche presentate durante l'ultimo congresso della European Society of Medical Oncology (Esmo).

 

Grazie alla diagnosi precoce e ai progressi scientifici oggi il 90% dei pazienti è ancora vivo dopo 10 anni dalla diagnosi: un traguardo importante, soprattutto se si pensa che è una forma di cancro tipica dell’età avanzata e che la maggior parte dei malati ha più di 70 anni. In un’elevata percentuale di casi, però, la malattia evolve in una forma resistente alle terapie e metastatizza.

 

test del psa

Gli esiti di due sperimentazioni illustrate al convegno europeo indicano che una nuova combinazione di farmaci, già ampiamente conosciuti, può prolungare la vita degli uomini con un carcinoma prostatico sensibile agli ormoni e i risultati di un altro studio indicano come sia possibile, in chi ha invece una forma metastatica resistente alla terapia ormonale, arginare il dolore e ritardare peggioramenti nella quotidianità.

 

Quando la neoplasia arriva a uno stadio avanzato nel 90% dei pazienti compaiono metastasi alle ossa che possono determinare un aumentato rischio di fratture, forte dolore, immobilità e di conseguenza ridurre la qualità di vita.

 

test psa per la prostata

La cura standard per gli uomini con un carcinoma prostatico metastatico è stata per decenni la terapia ormonale: il testosterone prodotto dai testicoli maschili, infatti, stimola la crescita del tumore e l'ormonoterapia cerca di contrastare questa azione rallentando o bloccando la sintesi del testosterone (deprivazione androgenica). Nel 2015, poi, è stato dimostrato che aggiungere il chemioterapico docetaxel migliorava la sopravvivenza dei malati e nel 2017 allo stesso risultato si è arrivati somministrando, insieme all'ormonoterapia, un agente ormonale di nuova generazione, abiraterone.

 

risonanza magnetica

Ma quale, fra le diverse opzioni, fosse il mix migliore fino a ora non era chiaro. I risultati delle studio PEACE-1, presentati al congresso Esmo 2021, indicano che utilizzare tutti e tre i medicinali (deprivazione androgenica, più docetaxel, più abiraterone) è la soluzione migliore soprattutto per gli uomini con una neoplasia molto aggressiva, con metastasi multiple.

 

«Questo è il primo trial a indicare che ai pazienti con un carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni andrebbe offerta la tripletta, anche considerando che gli effetti collaterali sono stati per lo più lievi e la cura ben tollerata - ha commentato Karim Fizazi, oncologo medico dell'Institute Gustave Roussy di Villejuif, in Francia, e primo autore della ricerca -. In questo modo siamo riusciti ad aggiungere due anni e mezzo senza che la malattia progredisca: per la prima volta questi uomini possono aspettarsi di vivere oltre cinque anni dalla diagnosi, mentre prima la media era inferiore a tre».

 

test sulla prostata

Lo studio STAMPEDE si è invece concentrato su malati con un carcinoma prostatico sensibile agli ormoni e localizzato, cioè senza metastasi, ma ad alto rischio di svilupparle. Circa il 20% dei casi al momento della diagnosi è in questa situazione e generalmente gli uomini ricevono ormonoterapia per due o tre anni abbinata a radioterapia a prostata e pelvi per prolungare la sopravvivenza. Ricerche precedenti hanno indicato che l'aggiunta di chemioterapia con docetaxel allonta il momento in cui la malattia progredisce, ma non allunga la vita dei malati. Ai partecipanti alla sperimentazione, è stata somministrata l'ormonoterapia da sola oppure associata ad abiraterone e predinisone.

 

diagnosi cancro alla prostata

«Le conclusioni indicano che tutti i pazienti con questo tipo di tumore dovrebbero essere valutati per ricevere in aggiunta due anni di abiraterone - ha spiegato l'auore principale dello studio Gerhardt Attard, dell'Urological Cancer Research Center allo University College di Londra -. In questo modo si allungano sia il periodo precedente alla comparsa di metastasi sia la durata della vita dei malati. Ora dobbiamo valutare se la cura abbia gli stessi effetti somministrata per un periodo più breve oppure se, prendendola più a lungo, si possano ottenere risultati anche migliori».

 

uomini e prostata

Infine, una terza sperimentazione (VISION) ha coinvolto 831 malati con carcinoma della prostata progressivo metastatico resistente alla castrazione, che sono trattati con 177Lu-PSMA-617, nuova terapia mirata con radioligando, in aggiunta al miglior standard di cura. Numerosi pazienti con questo tipo di neoplasia lamentano disabilità fisiche e notevole dolore perché le metastasi alle ossa possono determinare un aumentato rischio di fratture, grande sofferenza, immobilità e di conseguenza ridurre la qualità di vita.

 

uomini e prostata 4

Gli esiti del trial indicano che, con il nuovo farmaco, migliora la quotidianità dei malati e si ritarda la comparsa dei sintomi più invalidanti. «Una componente non trascurabile del tumore alla prostata in stadio metastatico è la sintomatologia particolarmente debilitante e causa di ulteriori complicazioni per lo stato di salute e il benessere psico-fisico del paziente - ha commentato Giuseppe Procopio, responsabile dell'Oncologia medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Ad avvalorare l'importanza dei dati di questo studio presentati ad Esmo 2021 è il fatto che la terapia con radioligando apre una nuova prospettiva rivelandosi un’efficace opzione terapeutica, in grado di offrire ai pazienti, insieme a una buona tollerabilità, anche una prognosi favorevole in termini di durata e anche di qualità di vita».

 

uomini e prostata 2

All’ultimo congresso americano Asco erano stati presentati i dati di efficacia e sicurezza dello studio VISION, in cui la terapia oncologica con radioligando in aggiunta al miglior standard di cura ha ottenuto una riduzione sia del 38% del rischio di morte sia del 60% del rischio di progressione della malattia.

 

prostata

«Ora è possibile iniziare a pensare di personalizzare le scelte terapeutiche in modo estremamente preciso, consentendo una prognosi migliore anche ai pazienti più complessi, per i quali tutto questo si traduce in un aumento della durata e della qualità di vita - ha concluso Marcello Tucci, direttore dell'Oncologia all'Ospedale Cardinal Massaia di Asti -. Per i pazienti con carcinoma prostatico metastatico lo scenario è oggi del tutto diverso rispetto a pochissimo tempo fa ed è tuttora in continua, rapidissima evoluzione come in pochi altri settori dell’oncologia. Questi ultimi del trial VISION vanno a sottolineare i risultati positivi sulla qualità di vita, confermando le potenzialità di questo trattamento».

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