martin bashir lady diana intervista bbc

TUTTE LE BUGIE CON CUI MARTIN BASHIR CONVINSE LADY DIANA A RILASCIARE L’INTERVISTA BOMBA ALLA BBC – IL GIORNALISTA, CHE SI DIMESSO A POCHI GIORNI DAL VERDETTO DELLA COMMISSIONE PUBBLICA D'INCHIESTA, ALIMENTÒ LE PARANOIE DI DIANA CON UNA SERIE DI BUGIE: LE DISSE CHE IL SUO STAFF LA SPIAVA A FAVORE DEI GIORNALI E DEI SERVIZI SEGRETI, CHE C'ERA UN COMPLOTTO ORDITO DALLE SUE GUARDIE DEL CORPO E CHE CARLO AVEVA UNA RELAZIONE CON LA LORO BABY-SITTER. ARRIVÒ A FALSIFICARE DOCUMENTI BANCARI PER… - VIDEO

Luigi Ippolito per il "Corriere della Sera"

 

LADY DIANA MARTIN BASHIR 4

Sono trascorsi 26 anni ma la clamorosa intervista di Diana alla Bbc continua ad assestare scosse e tremori. Stasera sarebbe dovuta andare in onda, sulla stessa emittente britannica, un' inchiesta su come il giornalista Martin Bashir riuscì a estorcere quella confessione: ma il programma è stato rinviato a data destinarsi perché sono emersi «significativi problemi legati alla possibilità di danneggiare qualcuno».

 

In altre parole, l' argomento è troppo scottante per essere affrontato senza le dovute cautele.

Nella decisione della Bbc avrà pesato il fatto che nei prossimi giorni è atteso il verdetto della commissione pubblica d' inchiesta, guidata da uno dei più autorevoli giudici britannici, sulle circostanze che condussero alla celebre intervista: all' indagine, che si è conclusa da poco, hanno pienamente cooperato sia Bashir che la Bbc .

diana insieme a martin bashir

 

Ma a ciò si aggiunge il fatto che proprio la scorsa settimana il giornalista si è dimesso dall' emittente pubblica per gravi problemi di salute: il conduttore 58enne, che era diventato caporedattore per gli affari religiosi, nei mesi scorsi ha contratto il Covid, ha avuto impiantato un quadruplo bypass e poi ha subito un secondo intervento al cuore.

Certo è che quel programma continua a perseguitare la memoria della famiglia reale.

Gli occhi luccicanti sottolineati dall' eyeliner, il capo leggermente reclinato, la voce sommessa: ma le parole di Diana pesarono come pietre.

 

principe carlo e camilla

«Eravamo in tre in quel matrimonio, dunque era un po' affollato»: l' atto d' accusa finale della principessa contro il marito Carlo (e la monarchia tutta), squadernato di fronte ai sudditi in quella che diventò subito una delle interviste più discusse di tutti i tempi.

Ma dietro quei 60 minuti a cuore aperto si celavano segreti inconfessabili, che adesso sono tornati a galla. E che mesi fa avevano provocato lo straordinario intervento del principe William a difesa della memoria di sua madre: il duca di Cambridge si era schierato a favore dell' inchiesta sulla Bbc , accusata di aver circuito la principessa con una rete di menzogne pur di ottenere l' intervista che condusse al divorzio da Carlo.

lady diana

 

Fu una disarmante confessione quella concessa da Diana nel 1995 a Martin Bashir: la principessa puntò il dito contro l' infedeltà del marito per la sua lunga la relazione con Camilla Parker-Bowles e rivelò al mondo tutta la sua infelicità, incluse la depressione, l' autolesionismo e la bulimia.

Di conseguenza, la regina Elisabetta, che in privato aveva definito l' intervista «una cosa spaventosa», ordinò che Carlo e Diana, che erano già separati da tre anni, andassero immediatamente al divorzio, che venne ufficializzato l' anno successivo.

 

LADY DIANA CARLO

Ma ciò che è emerso poi è che Bashir convinse Diana a dare l' intervista con una serie di menzogne destinate ad alimentare la paranoia della principessa: le disse che il suo staff la spiava a favore dei giornali e dei servizi segreti, che c' era un complotto ordito dalle sue guardie del corpo e che Carlo aveva una relazione con la loro baby-sitter. Addirittura, il giornalista arrivò a falsificare documenti bancari, con l' aiuto dei grafici della Bbc , per indurre il fratello di Diana, il conte Spencer, a intercedere presso la sorella.

L' effetto fu dirompente. Diana infranse il codice non scritto della famiglia reale ( Never complain, never explain , mai lamentarsi, mai spiegare), decise di raccontare la sua versione della storia e arrivò a mettere in dubbio che suo marito fosse adatto a fare il re. E l' onda d' urto di quelle parole venne solo amplificata dalla tragica morte della principessa nel 1997.

 

Ora quella pagina si riapre.

LADY DIANA MARTIN BASHIR

E con la monarchia destabilizzata dalla fuga di Harry e Meghan e vicina a una svolta dopo la scomparsa del principe Filippo, l' ombra di Diana rischia di nuovo di dare fuoco alle polveri.

intervista lady dianalady diana 2lady diana 1lady dianaLADY DIANA CARLOLADY DIANA CARLOLADY DIANAlady diana 1

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?