bullismo

GLI UNICI BOCCIATI SONO I PROF – SENTENZA STORICA DEL TAR DELLA SARDEGNA CHE HA PROMOSSO UNA 12ENNE BOCCIATA PER AVER SUPERATO IL TETTO DI ASSENZE, SOLO CHE EVITAVA LA SCUOLA PER COLPA DEI BULLI - LA RAGAZZINA, CON LA MEDIA DEL 9, ERA STATA PRESA DI MIRA DALLE COMPAGNE CHE LA TORTURAVANO CON MESSAGGI PERCHÉ ERA TROPPO BRAVA - PER I GIUDICI C’È STATA UNA GRAVE NEGLIGENZA VISTO CHE I PROF SAPEVANO…

Gianfranco Locci per “la Stampa”

 

bullismo 5

I messaggini arrivavano in continuazione, su quel telefono che oramai generava solo rabbia e paura. Oltre 300, archiviati dai genitori di Chiara (il nome è di fantasia) per dimostrare a tutti quel malessere che covava da tempo. «Ecco perché disertava le lezioni, aveva il terrore di incontrare le sue compagne, quelle che la prendevano in giro perché era la più brava della classe», sussurrano da quella scuola media che questa 12enne sarda non voleva più raggiungere e che ne ha decretato la bocciatura per le troppe assenze.

 

bullismo 4

Adesso, però, il Tar della Sardegna ha riscritto tutto. «Ha promosso la ragazza in terza media, con una sentenza storica», dice Gianfranco Oppo, esperto di bullismo e politiche giovanili: «Finalmente si è tenuto conto del benessere emotivo dei ragazzi. Perché, invece, la scuola è stata negligente? Questo ricorso conforta parecchio, è una pietra miliare».

 

Chiara ha sempre avuto una passione smodata per i libri.

bullismo 2

Una sete di conoscenza fuori dal comune, testimoniata da una pagella tutt' altro che ordinaria, quella del primo quadrimestre. Due materie con il 10, sette con il 9, tre con l'8. In pratica, la media del 9. Peccato, però, che alla fine dell'anno scolastico la studentessa sia stata bocciata per le troppe assenze, causate da una sfilza di «malesseri psicosomatici (stati d'ansia, dolori allo stomaco e alla testa, difficoltà respiratorie)». Impossibile, a detta dei professori, non considerare quelle 342 ore maturate in un anno e in cui la giovane avrebbe disertato le lezioni.

 

«Il giudizio di non ammissione contestato si rivela illegittimo per difetto di motivazione», scrive il Tar, quel collegio presieduto dal giudice Marco Buricelli che ha accolto il ricorso presentato dai genitori della ragazza con gli avvocati Salvatore Dettori e Ivana Felicetti, del foro di Roma.

 

bullismo 1

«La decisione presa dal Tar Sardegna non può che essere condivisa in modo totale - sentenzia Gianfranco Oppo -, è stata chiaramente valutata una grossa negligenza da parte della scuola che non ha adottato tutte le misure necessarie in questa circostanza così particolare». Ovvero, verdetto alla mano, nel decretare la bocciatura della studentessa il consiglio di classe non avrebbe tenuto conto del grave disagio subito a causa dei continui atti di bullismo. Oltretutto, la madre di Chiara aveva segnalato alla scuola la difficile situazione della figlia già dallo scorso ottobre. «Ribadisco, siamo davanti a una sentenza che reputo davvero una pietra miliare - spiega Oppo -. Non ricordo in passato situazioni analoghe.

adolescenti e bullismo 5

 

 La cosa assurda è che la ragazza sia stata bocciata, in un primo momento, senza che nessuno abbia tenuto conto del suo essere brava. Le assenze hanno prevalso, mentre i gravissimi fatti di bullismo sono stati ignorati. Adesso tutto è stato riposto nella giusta dimensione». «Ove l'alunno, che riporti numerose assenze, non evidenzi tuttavia problemi sul piano del profitto, il presupposto della presenza scolastica non va interpretato, in presenza di conclamate cause di giustificazione, con troppa severità». Concetti chiari, alla base della sentenza del Tar Sardegna e che ammette Chiara alla classe terza.

ragazzina depressa 5

 

Adesso i giudici hanno ordinato un nuovo scrutinio, da tenersi nelle prossime due settimane. Luca Pisano, direttore dell'Osservatorio regionale Cyber crime, puntualizza: «Ogni giorno assistiamo a situazioni di questo tipo perché le scuole sono sprovviste di una procedura anti-bullismo. Chi sono le vittime, chi sono i bulli? Tra ragazzi e docenti, in sostanza, manca il dialogo e il confronto».

ragazzina depressa 4ragazzina depressa

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…