henriette reker muezzin colonia moschea

VAI UN PO' PIU' ALLAH – POLEMICA PER LA DECISIONE DI HENRIETTE REKER, BORGOMASTRA SOCIALDEMOCRATICA DI COLONIA, CHE LASCERÀ CHE I MUEZZIN CHIAMINO A RACCOLTA I FEDELI ISLAMICI PER LA PREGHIERA DEL VENERDÌ: SARÀ PERMESSO TRA LE 12 E LE 15 E IL VOLUME DOVRÀ ESSERE REGOLATO IN BASE ALL’UBICAZIONE DEL LUOGO DI CULTO – MA I LIMITI NON HANNO PROTETTO LA SINDACA DALLE CRITICHE VISTO CHE LA GRANDE MOSCHEA CENTRALE È STATA ERETTA CON FONDI DEL GOVERNO TURCO ED È LEGATA ALLA DITIB, IL BRACCIO RELIGIOSO DI ERDOGAN…

Daniel Mosseri per “Libero Quotidiano”

muezzin 4

 

«Colonia è la città della libertà (religiosa) e della diversità. Chiunque arrivi alla stazione centrale dei treni viene accolto dalla cattedrale e accompagnato dalle campane della chiesa. Molti abitanti di Colonia sono musulmani: permettere la chiamata del muezzin è per me un segno di rispetto». Con questo messaggio su Twitter la borgomastra socialdemocratica (Spd) di Colonia, Henriette Reker, ha informato i cittadini del nuovo progetto della sua amministrazione: lasciare che i muezzin chiamino a raccolta i fedeli islamici per la JumuNa ,la preghiera del primo pomeriggio del venerdì, la più importante della settimana.

henriette reker 5

 

IL RICHIAMO TURCO

 Al progetto-pilota della durata di due anni potranno aderire su base volontaria i 35 luoghi di culto islamico della città sul Reno. Ogni quartiere dovrà essere informato dalla comunità musulmana tramite un'opera di volantinaggio e la chiamata alla preghiera sarà ammessa solo il venerdì tra le 12 ele 15 per un massimo di cinque minuti; ogni moschea dovrà inoltre nominare una persona di contatto che possa rispondere alle domande o ricevere reclami.

 

la moschea di ditib a colonia

Anche il volume del canto del muezzin dovrà essere regolato sulla base dell'ubicazione del luogo di culto nel quartiere. Regole e limiti che non hanno schermito la sindaca dalle critiche. «Fra tutte le persone, è una donna a permettere il richiamo del muezzin», ha commentato stupita alla Bild la turco-tedesca Necla Kelek, ritenuta un'autorità fra i sociologi dell'Islam in Germania. «Al richiamo Allahu akbar rispondono gli uomini sposati che lasciano le mogli a casa».

la moschea di ditib a colonia ed erdogan

 

Donne obbligate a indossare un velo qualora vogliano uscire dalla propria abitazione, ha spiegato la sociologa, secondo la quale il paragone con il suono delle campane delle chiese non sta in piedi perché il richiamo del muezzin «rinvia a un'ideologia, puntellata da slogan religiosi come 'Testimonio che non c'è Dio se non Allah' ma anche 'Allahu akbar', un grido da bandire dal nostro vocabolario perché lo stesso usato da terroristi islamici assassini».

la moschea di ditib a colonia

 

LE PROTESTE GAY

Per il capo-redattore della Bild, Daniel Cremer, la questione non è solo teologica. Perché fra i luoghi di culto islamico di Colonia si conta anche la grande moschea centrale Ditib, eretta con fondi del governo turco e legata alla Ditib, il braccio religioso del presidente Recep Tayyip Erdogan, «che non incarna esattamente i valori di Colonia, per i quali si batte la nostra democrazia liberale. Anzi».

fedeli islamici in preghiera 2

 

 E poi l'attacco: «Cara sindaca, per me come gay, come nativo di Colonia, le tue parole sono una beffa. E, a proposito, paragonare le campane delle chiese con il richiamo del muezzin è del tutto fuori luogo. Le campane sono prive di parole e servono anche a segnare l'ora, il muezzin invece grida "Allah è grande": c'è una bella differenza». In mesi recenti, era stato il governo regionale del moderato Armin Laschet, l'uomo appena bocciato dai tedeschi quale possibile successore di Angela Merkel, a ricevere le critiche questa volta della sinistra.

 

henriette reker 3

Nel varare un nuovo modello di ora di religione islamica in regione renana, la sua amministrazione ha invitato sei organizzazioni islamiche a stilare il programma scolastico. Anche qua ha fatto capolino la Ditib, fra le proteste di Verdi e socialdemocratici, secondo cui Laschet «ha portato Erdogan sui banchi di scuola».

henriette reker la moschea di ditib a colonia 2muezzinfedeli islamici in preghiera 1la moschea di ditib a colonia 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...