bimbo guida motoscafo a napoli

VENTIMILA STRONZI SOPRA I MARI – FOLLIA A NAPOLI DOVE UN PAPÀ HA MESSO ALLA GUIDA DI UN MOTOSCAFO IL FIGLIO PICCOLO, OBBLIGANDOLO A RIMANERE FERMO PER CONTINUARE A GIRARE UN VIDEO - IL BIMBO CONTINUAVA A INSISTERE SUL FATTO CHE NON RIUSCIVA A VEDERE OLTRE IL TIMONE, MA L’UOMO LO INCITAVA: “VAI CAPITANO SEI IL PIÙ FORTE. E IO SONO IL TUO MARINAIO…” - VIDEO

 

Da www.leggo.it

 

bimbo guida motoscafo a napoli 8

Non è la prima volta, e probabilmente non sarà nemmeno l'ultima: ancora un bambino alla guida di un motoscafo a Napoli, con tanto di video diventato poi virale su TikTok. La denuncia arriva dal consigliere regionale della Campania Francesco Emilio Borrelli, che già qualche settimana fa postò altri due video simili, ma a quanto pare c'è chi continua a divertirsi in questo modo. In questo caso il bimbo viene addirittura 'obbligato' dal padre a guidare, per consentirgli di finire il video per poi pubblicarlo: «Vai capitano sei il più forte. E io sono il tuo marinaio», le parole del papà.

 

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«Purtroppo nel corso di questa estate - afferma Borrelli, consigliere di Europa Verde - abbiamo ricevuto numerosi video postati sui social di bambini alla guida di potenti motoscafi. A questo campionario di irresponsabilità e assoluta incapacità genitoriale se ne aggiunge un altro, realizzato da un autore con chiaro accento partenopeo, che mi ha colpito particolarmente. Stavolta il giovanissimo pilota guida a tutto gas spingendo un motore di 40 cavalli ma si lamenta di non riuscire a vedere niente davanti perché arriva a stento a superare il timone. Nonostante questo il padre lo obbliga a rimanere seduto perché deve finire di realizzare il video con il cellulare. Siamo oramai al delirio totale».

 

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«La necessità di immortalare questa vergognosa scena, senza alcuna colpa del minore, ha la priorità sull'importanza di evitare drammatici episodi in mare. Non importa se davanti c'è un'altra imbarcazione, un sub, un kayak. Quello che conta è finire il video», dice ancora Borrelli. Secondo il consigliere regionale, «di fronte a questi episodi l'unica cosa da fare è risalire ai protagonisti e segnalare agli assistenti sociali il caso per verificare se i minori coinvolti non vengano obbligati anche in altri contesti a tenere comportamenti pericolosi per la loro incolumità per il mero divertimento degli adulti». 

 

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