in coda per l acqua potabile a mykolaiv vladimir putin guerra in ucraina

LA VERA ARMA NUCLEARE DI PUTIN È L’ACQUA – “MAD VLAD” STA FACENDO MORIRE DI SETE GLI UCRAINI: LA CITTÀ DI MYKOLAIV, NEL SUD DEL PAESE, È SENZA FORNITURE IDRICHE DA MESI. DAI RUBINETTI ESCE SOLO UN LIQUIDO GIALLO E SALATO, E LE PERSONE SONO COSTRETTE A CAMMINARE CHILOMETRI PER DISSETARSI – CON GLI ULTIMI ATTACCHI A INFRASTRUTTURE STRATEGICHE, IL CREMLINO HA CAMBIATO STRATEGIA: ORA VUOLE LOGORARE I CITTADINI COSTRINGENDOLI ALLA RESA…

Francesca Mannocchi per “La Stampa”

 

mykolaiv in coda per un pasto caldo ph francesca mannocchi

Ludmila Yuliantseva ogni mattina esce di casa con un carrello e quattro taniche d’acqua vuote da dieci litri. Cammina per tre chilometri fino ad arrivare al più vicino punto di ritiro di acqua sanificata. Si mette in coda, di solito lunga già dalle prime ore del mattino, e aspetta. Ha sessantatré anni, un cappello rosso di lana che le copre il capo, il corpo minuto stretto in una giacca a vento rosa acceso. Sullo sfondo il panorama ingrigito di Mykolaiv, la città che da aprile vive senz’acqua potabile.

 

Ludmila è loquace, riempie il tempo dell’attesa parlando con chi, come lei, dalla città sotto attacco russo da mesi, ha deciso di non andare via. Ma non si lamenta, come sarebbe naturale aspettarsi nella ritualità rimodellata dalla guerra, ha piuttosto il pragmatismo di chi, non potendone più di vivere così, cerca soluzioni. Una è adattarsi: se in casa non c’è acqua corrente, ci si lava come una volta, scaldando l’acqua sul fuoco, riempiendo la vasca, condividendo lo stesso bagno con altri. L’altra soluzione, dice, «sarebbe scendere a patti».

 

vladimir putin

«Con chi, con gli orchi che ci hanno ridotto così?», le chiede una giovane donna, Olena, in coda un passo più avanti. Anche lei ha bisogno dell’acqua e la tanica l’ha sistemata sul passeggino della figlia di due anni. Viene a riempire le taniche più volte al giorno, a turno con suo marito, perché di figli ne hanno due e il più piccolo ha nove mesi. Deve lavarlo, preparargli da mangiare, pulire i suoi vestiti e a volte le è capitato di arrivare troppo tardi e tornare a casa a mani vuote, cioè senz’acqua. «Non con gli orchi - le risponde Ludmila - coi russi».

 

Olena si innervosisce, le grida di andare di là, dai suoi amici invasori, si volta e se ne va.

 

in coda per l acqua potabile a mykolaiv ph francesca mannocchi

Ludmila non si scompone, chiude il primo recipiente con il tappo che stringe in mano, e dice semplicemente: «Io sono russa». Parole che pronuncia senza tradire alcuna emozione. Non c’è sostegno, né giustificazione. Allo stesso tempo non c’è condanna né biasimo.

 

Ludmila è una russa che ha scelto di restare a vivere in una delle città più martoriate dagli attacchi delle truppe di Putin, l’ha scelto perché vive a Mykolaiv da sempre e, dice, la guerra chiede sacrifici e lei è pronta a farli: «Quanti altri sono pronti, come noi?».

 

Un uomo grida: «La gente vuole la pace, solo la pace».

 

ludmila yuliantseva ph francesca mannocchi

Ludmila continua a non scomporsi, come se il suo rassegnato realismo fosse diventata l’eco del sentire di tanti, più schivi di lei, sistema le taniche nel carrello, chiude la giacca a vento e si incammina verso casa.

 

L’acqua come arma

La guerra in Ucraina ha causato danni per miliardi di dollari, gli attacchi missilistici russi da mesi prendono di mira le infrastrutture civili, sono state distrutte linee ferroviarie, centrali elettriche e dighe. Attacchi che si sono intensificati nelle ultime due settimane, in una campagna di raid con droni che Putin ha definito una risposta legittima all’attacco al ponte Kerch che collega la Russia alla Crimea.

 

mykolaiv bombardata 2

Ancora ieri, dalle 7.30 di mattina, sono state colpite le regioni di Zhytomyr, Vinnitsya, Chernivtsi, Kharkiv, Odessa, Poltava, e la regione di Kyiv dove l’obiettivo era, di nuovo, un impianto energetico. Secondo il sindaco Vitalii Klitschko l’80% dei residenti della capitale da ieri è senza acqua. Mykolaiv vive senz’acqua da sei mesi, non era che l’inizio della strategia del Cremlino per fiaccare la popolazione privandola delle risorse vitali.

 

Ad aprile scorso il gasdotto - due tubi larghi 1,50 metri che si estendono settanta chilometri tra Mykolaiv e il fiume Dnipro - è stato danneggiato dagli attacchi russi provocando l’interruzione dell’approvvigionamento idrico per mezzo milione di persone che vivevano in città. Per mesi i funzionari ucraini hanno sostenuto che fosse difficile capire se l’esplosione era stata intenzionale o accidentale.

missili su mykolaiv ph francesca mannocchi

 

Una cautela determinata, forse, anche dall’ipotesi che i russi si stessero vendicando della chiusura della fornitura d’acqua dolce alla Crimea da parte degli ucraini, nel 2014.

 

Poi, due settimane fa, la Bbc ha pubblicato un’indagine sostenuta da immagini satellitari, secondo cui le forze russe avrebbero interrotto l’approvvigionamento idrico deliberatamente.

 

vladimir putin al club valdai di mosca 1

La Bbc ha mostrato le immagini di cui è entrata in possesso a esperti di sicurezza e esperti di medicina legale militare che concordano sul fatto che il danno alla condotta idrica sia stato intenzionalmente causato da esplosivi. Ipotesi avvalorata da un esperto delle Nazioni Unite che ribadisce che la fornitura di acqua è «indispensabile alla sopravvivenza della popolazione civile» e che dunque danneggiare e sabotare intenzionalmente le strutture che la forniscono costituirebbe una violazione del diritto umanitario internazionale.

 

mykolaiv bombardata 3

Riparare i danni, secondo Boris Dudenko, il direttore generale della Mykolaiv Vodokanal, la società responsabile della distribuzione dell’acqua della città, sarebbe stato semplice in termini pratici, ma è stato impossibile perché le condutture compromesse sono nell’area di Kherson occupata dalle forze russe, ma ai tecnici non è permesso attraversare le linee del fronte.

 

Dudenko ha dichiarato di aver provato a raggiungere un accordo coi russi insieme alla Croce Rossa e alle Nazioni Unite, ma ogni tentativo di negoziato è fallito. Costruire una conduttura nuova sarebbe stato costoso e avrebbe richiesto tempo e soldi e l’amministrazione non aveva né l’uno né l’altro.

 

vladimir putin visita un centro di addestramento

Il compromesso, da maggio, è stato attingere a una conduttura che preleva l’acqua dal fiume Bug, un estuario sul Mar Nero, così oggi dai rubinetti degli abitanti di Mykolaiv esce acqua gialla e salata. Per quella dolce e potabile sono stati allestiti 70 punti per ritirare l’acqua sanificata, alcuni gestiti dalla Croce Rossa che trasporta ogni giorno le autocisterne, alcuni da imprenditori locali che finanziano delle strutture di sanificazione sia per i civili che per i soldati. È l’unico modo per lavarsi, l’unico per cucinare, l’unico per garantirsi la minima igiene personale.

 

Con queste premesse si avvicina l’inverno nella martoriata città del Sud dell’Ucraina, area che secondo i dati forniti Vitaly Kim, il governatore militare della regione, ha subito 12 mila attacchi di razzi, missili e artiglieria in otto mesi. Tra gli obiettivi 89 ospedali e 30 impianti di distribuzione dell’acqua.

 

missili su mykolaiv 2

Peter Gleick, ricercatore del Pacific Institute, un think tank californiano che documenta l’impatto dei conflitti sulle risorse idriche in tutto il mondo, citato da Reuters, ha documentato che solo nei primi tre mesi di guerra, in più di sessanta casi sono state interrotte le forniture idriche civili, e sono state attaccate le dighe sia per l’acqua che per l’energia idroelettrica.

 

L’acqua, come l’energia elettrica, come il grano - dunque la fame - è diventata un'arma.

 

Restare con la paura di morire

Quattro notti fa sei missili hanno colpito la città e altri dieci sono stati intercettati dai sistemi di difesa ucraini. L’obiettivo era di nuovo l’azienda idrica locale. La sede è stata danneggiata, i missili russi hanno distrutto una fabbrica adiacente e un’abitazione civile.

 

VLADIMIR PUTIN IN SIBERIA

La mattina dopo i vigili del fuoco e i volontari si facevano spazio tra le macerie con l’automatismo di chi si è abituato a convivere con la paura di morire e a contare i morti, 135 dall’inizio della guerra, 700 feriti e centinaia di edifici distrutti.

 

Oggi a Mykolaiv resta meno della metà della popolazione prebellica, circa 200 mila persone. Ogni giorno seicento di loro si mettono in coda all’ora di pranzo per ricevere un pasto caldo a poche decine di metri da quello che un tempo era il mercato dei fiori e oggi è distrutto.

 

missili su mykolaiv 3

A gestire la struttura Maryana Ogirenko, quarant’anni. Prima, dice, la sua sola funzione nell’amministrazione comunale era sposare le coppie con rito civile. Oggi, dice ridendo, continua a sposarle e le sfama.

 

Perché la vita è tenace anche in guerra. Tenace anche se spaventata da una strategia del terrore lunga mesi. Tenace anche se la mancanza d’acqua, e la paura del freddo in arrivo rischiano di dividere gli animi, indebolire la pazienza, e trasformare il timore della privazione in rassegnato pragmatismo.

 

Così, spaventati ma saldi, ogni giorno gli abitanti di Mykolaiv escono con le loro taniche e restano in fila per ore. Vorrebbero restare chiusi nelle loro case, illudendosi che siano luoghi protetti, invece vivono in coda per mangiare, in coda per raccogliere l’acqua, e alzano lo sguardo al cielo al primo rumore, sperando che non arrivi un missile sopra la loro testa.

Ultimi Dagoreport

otto e mezzo lilli gruber roberto vannacci giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini

DAGOREPORT - E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI FOSSE…L’ULTRA-DESTRA DEL DUCIONE VANNACCI? - PIÙ CHE UN’OPPOSIZIONE IMBELLE, POTÉ L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE? - L’ALTRA FACCIA DELLA OSPITATA-SHOW DALLA GRUBER HA DIMOSTRATO CHE IL GENERALISSIMO, UNA VOLTA LIBERO DI IMPERVERSARE NEI TALK, METTE IN MUTANDE MELONI, SGRETOLA SALVINI E INDIGNA MARINA BERLUSCONI - CHE LA PERFORMANCE ABBIA LASCIATO UN SEGNO PROFONDO IN MELONI LO SI È VISTO IL GIORNO SUCCESSIVO: DOPO MESI IN CUI LA PREMIER SI ERA TENUTA ALLA LARGA DA COMMENTI SULLE MOSSE DEL GENERALE, DAI BANCHI DEL GOVERNO HA CARICATO A TESTA BASSA: "PER 6 VOLTE AVETE VOTATO CONTRO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE E RENZI" - ERA SUFFICIENTE SBIRCIARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO DI LADY GIORGIA PER RIVELARE UNA PREMIER STANCA E COLLERICA CHE NON VEDE L’ORA DI FAR APPROVARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E ANDARE AL VOTO ANTICIPATO - AFFRONTARE UN ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE, CON UNA MAGGIORANZA DI FATTO SPACCATA, TRA FORZA ITALIA IN MODALITÀ LIBERAL&MARINA E UNA LEGA CHE VANNACCI STA SMANTELLANDO COME UN LEGO, MANDA IL SISTEMA NERVOSO DI MELONI IN TILT. ANCHE PERCHÉ LA DUCETTA NON PUÒ NEMMENO CONTARE SU FRATELLI D’ITALIA… - VIDEO

francesco silvestro fulvio martusciello

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLEE CHI MEGLIO DELLA ''BANCA DI SISTEMA" PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI - SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...

ordina nazionale dei giornalisti scuole giornalismo carlo bartoli

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

roberto vannacci carlo freccero marina berlusconi otto e mezzo lilli gruber

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL'IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ - È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO - RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA - L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE - LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI" - VIDEO