pronto soccorso

VERGOGNA ITALIANA: PRONTO SOCCORSO AL COLLASSO – TRA MALATI COVID, POSTI LETTO TAGLIATI E CARENZA DEI MEDICI LA SITUAZIONE E’ DRAMMATICA – A ROMA 40 AMBULANZE BLOCCATE DAVANTI AGLI OSPEDALI – SCENE DA LAZZARETTO MANZONIANO: LE PERSONE VENGONO ASSISTITE SULLE BARELLE DELLE AMBULANZE - IL GOVERNO CORRE AI RIPARI (TARDIVAMENTE): 15 MILA SPECIALIZZANDI PER TAMPONARE LA GRAVE CARENZA DI MEDICI…

Paolo Rosso per la stampa.it

 

PRONTO SOCCORSO

I pronto soccorso hanno già alzato bandiera bianca, gli altri reparti li seguiranno a ruota perché, tra malati Covid ancora da gestire e pazienti che reclamano un letto dopo essersi tenuti alla larga dalle corsie per paura del virus, i nostri ospedali sono prossimi al collasso.

 

Colpa dei posti letto tagliati con l’accetta, 40 mila negli ultimi dieci anni. Ma la prima causa è la carenza di medici. Per questo al ministero della Salute si sta studiando un piano per ripopolare i reparti. L’idea è assumere in pianta stabile gli specializzandi del terzo, quarto e quinto anno, «strappandoli» alle Università, che ovviamente fanno muro. Una forza lavoro di 15 mila giovani camici bianchi che potrebbe tappare più di una falla.

 

PRONTO SOCCORSO

«Per anni abbiamo avuto poche borse di studio per gli specializzandi ma ora ne abbiamo finanziate 30 mila in 24 mesi, il triplo di tre anni fa», ha ricordato il ministro Roberto Speranza ai medici dell’emergenza e urgenza di Simeu, la società scientifica con la quale il dicastero ha aperto un tavolo di confronto. «Affinché queste nuove risorse siano disponibili servono però ancora un po’ di anni, nel frattempo occorrerà lavorare utilizzando anche gli specializzandi per porre rimedio alle situazioni più complesse», ha aggiunto scoprendo le carte il titolare della Salute.

 

Quello che chiedono i camici bianchi «è che a partire dal terzo anno gli specializzandi entrino direttamente negli ospedali inquadrati come dirigenti medici in formazione», spiega il presidente Simeu, Fabio De Iaco. «Ovviamente a ciascuno verrà assegnato un ruolo rapportato al proprio grado di formazione raggiunta, ma i giovani devono poter lavorare anche al di fuori dei Policlinici universitari», aggiunge.

pronto soccorso del cardarelli di napoli 3

 

In via teorica e con molti limiti, come quello di dover essere affiancati da un tutor, sarebbe già così. Con il decreto Calabria e un successivo provvedimento voluto dal ministro Speranza - spiega il segretario nazionale dell’Anaao, Carlo Palermo - già ora i giovani specializzandi potrebbero essere utilizzati negli ospedali, facendo 32 ore di lavoro e 6 di formazione, previa approvazione da parte dell’Università dei progetti formativi». Ma tutto si è bloccato «perché gli Atenei non li stanno firmando per non perdere forza lavoro».

 

L’Anaao chiede ora di «superare queste pastoie» ma di far saltare anche i tetti di spesa per il personale che legano le mani a chi deve assumere. «Mi sto battendo per superare questi limiti», ha ripetuto Speranza davanti alla platea di camici bianchi dei pronto soccorso. Ma ora dovrà spuntarla con il Tesoro, che si tiene ancorato a quel riferimento alla spesa del 2004 diminuita dell’1,4%, «che è quantomeno anacronistico», commenta Palermo. Il quale punta l’indice anche contro un altro tetto, quello che congela ai livelli del 2017 il salario accessorio. Cose come straordinari, indennità notturne e di festività, premi. E Speranza sta combattendo per togliere anche questa tagliola, altrimenti sarà difficile porre un freno all’emorragia di medici.

 

pronto soccorso

Da 10 anni in mille se ne vanno all’estero attratti da stipendi che in Europa occidentale si aggirano sugli ottomila euro netti mensili contro i nostri tremila, che scendono a 2.500 a inizio carriera. Considerando che la formazione universitaria di ogni giovane dottore costa sui 150 mila euro è come se regalassimo ogni anno mille Ferrari ai nostri vicini. E dal 2019 al 2021, tra pensionamenti e autolicenziamenti, ad appendere il camice al chiodo sono stati in 20 mila, dicono i numeri dell’Anaao. Per fronteggiare la pandemia sono stati assunti novemila medici, ma di questi solo 1.350 a tempo indeterminato, ha certificato la Corte dei Conti. E tra i contratti in scadenza ci sono anche parecchi pensionati che torneranno liberi.

 

Nei pronto soccorso poi lasciano in 100 al mese, che è come se ne chiudessero ogni volta 4 o 5, documenta Simeu. Che chiede anche riconoscimenti economici per quei 12 mila che, tra una defezione e l’altra, devono fronteggiare 21 milioni di accessi all’anno nel girone infermale che sono diventati i dipartimenti di emergenza e urgenza dei nostri ospedali.

 

 

PRONTO SOCCORSO 

Da romatoday.it

 

PRONTO SOCCORSO

Parlare di emergenza sarebbe allarmistico, ma il dato - comunque preoccupante - resta. Nella giornata di ieri, lunedì 16 maggio, a Roma sono state segnalate oltre 40 ambulanze con pazienti a bordo in attesa di ricovero. Mezzi bloccati fuori dagli ospedali perché i pronto soccorso dei plessi della capitale erano pieni, in quello che i sindacati, che già ad aprile scorso avevano denunciato una questione simile, chiamano il fenomeno del 'blocco barella'.
 
Il 'blocco barella' è una la condizione in cui un pronto soccorso di un ospedale, non avendo più a disposizione posti letto per accogliere le persone trasportate dalle ambulanze di emergenza, inizia ad assistere le persone sulle barelle delle ambulanze come se fossero letti di ospedale. Una condizione, quindi, che trasforma i mezzi in punti di soccorso mobili e di fortuna, conseguenze a pronti soccorso pieni. Uno scenario visto già in epoca covid. I livelli attuali, fortunatamente, non raggiungono quei picchi ma il sindacato NurSind 118 non vuole abbassare la guardia: "In media abbiamo 10 o 15 mezzi bloccati in attesa, ogni giorno.
 

pronto soccorso del cardarelli di napoli 9

Ieri abbiamo si segnalato forti disagi nei pronto soccorso della Capitale con blocchi ambulanza praticamente in quasi tutti gli ospedali con picchi di circa 40 mezzi contemporaneamente bloccati in attesa della restituzione della barella o, addirittura, dell'accettazione del paziente. Criticità e disagi anche a Latina e provincia con numerose ambulanze bloccate.
 
Il fenomeno del "blocco barella" continua e purtroppo ancora nulla sembra essere cambiato", commenta il sindacalista Alessandro Saulini, segretario NurSind Ares 118. Le situazioni più "calde" quelle al Sant'Andrea, all'Umberto I, al Gemelli, al Pertini e San Giovanni. Solamente la settimana precedente, i carabinieri dei Nas hanno fatto visita per due e in alcuni casi tre giorni, nei plessi ospedalieri di Roma. Sei in possesso di patente D CQC? Cercasi 20 autisti di autolinee.
 

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Scopri come candidarti Vedi Annuncio Contenuto Sponsor "Tutto questo disagio comporta inevitabilmente gravi criticità e ripercussioni per il sistema 118 che di fatto si trova a gestire le numerose richieste di soccorso con un numero insufficiente di mezzi e personale". Secondo i sindacato servirebbero "assunzioni da effettuarsi attraverso procedure concorsuali urgenti e manifestazione di interesse ponte, in attesa del concorso stesso e che riconoscano le esperienze e le competenze professionali acquisite nel tempo da chi opera da anni".

 

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