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VI SIETE CHIESTI PERCHÉ INSTAGRAM HA RESO INVISIBILE IL NUMERO DI LIKE SOTTO A OGNI POST? SE CREDETE ALLA STR**ZATA CHE IL COLOSSO NON VUOLE FERIRE L’AUTOSTIMA DI MILIONI DI UTENTI AFFLITTI PER I POCHI "MI PIACE", È IL MOMENTO DI CONOSCERE LA VERITÀ – INSTAGRAM HA DICHIARATO GUERRA AGLI INFLUENCER CHE GUADAGNANO I MILIONI, MENTRE AL SOCIAL ARRIVANO POCHI SPICCI: QUESTA MOSSA CONSENTIRÀ…(VIDEO)

DAGONEWS

 

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Vi siete chiesti perché Instagram ha reso invisibile il numero di like a un post? Levatevi dalla testa il fatto che si tratti di una soluzione per aiutare gli utenti e la loro salute mentale. A rivelare cosa si nasconde dietro questa decisione ci sono gli esperti di marketing che spiegano come in realtà si tratti solo di una trovata per monetizzare.

 

La settimana scorsa il gigante dei social media ha interrotto il conteggio che appare sotto a ogni post per impedire agli utenti di misurare ossessivamente il loro valore sulla base di un numero.

giulia de lellis 7

«Speriamo che questo test rimuova la pressione su quanti “Mi piace” riceverà un post, così potete concentrarvi sulla condivisione delle cose che amate - hanno detto da Instagram - Stiamo ripensando l'intera esperienza di Instagram per affrontare i problemi legati alla salute e per garantire che la comunità di Instagram abbia un'esperienza positiva sulla nostra piattaforma».

 

giulia de lellis 6

Tuttavia, gli esperti di marketing sostengono che si tratta di una farsa per indurre le aziende a spendere in pubblicità, facilitando la concorrenza con gli influencer. «Fermiamo la stronzata che questo recente cambiamento riguarda la riduzione dell'incidenza della salute mentale tra i loro utenti - ha detto il capo di Murmur, Dave Levett - Si tratta di aumentare le entrate pubblicitarie per la piattaforma e rendere Instagram più attraente per le piccole imprese». Levett ha affermato che gli influencer stanno facendo i milioni vendendo di tutto, dai cosmetici ai frullati proteici, ma questo non influisce sulle entrate di Instagram.

 

 

chiara ferragni

«Il social vuole che le aziende spendano denaro sulla sua piattaforma anziché sugli influencer. È tutto fatto per i soldi» ha continuato Levett. Più di 25 milioni di aziende hanno profili Instagram, ma solo due milioni acquistano pubblicità, spesso perché il loro investimento è sminuito da ragazze bikini e blogger di fitness.

 

«Le piccole e medie imprese non pubblicano o acquistano annunci perché non vogliono far vedere che i loro post hanno un basso engagement. Se i loro annunci o post ottengono solo pochi “Mi piace” è un aspetto negativo. Questi inserzionisti ora vedranno probabilmente un aumento dell’ engagement, un aumento della percentuale di clic, un aumento delle vendite e quindi pomperanno più dollari nella piattaforma».

 

giulia de lellis 5

Levett ha affermato che se Instagram fosse seriamente intenzionato a mitigare gli impatti sulla salute mentale che la piattaforma ha sugli utenti, avrebbe introdotto le raccomandazioni di un recente rapporto della “British Royal Society for Public Health”, tra le quali c’era quella di includere pop-up che avvisavano gli utenti sull’utilizzo intenso ed evidenziavano quando le foto sono state manipolate digitalmente.

 

Max Markson, che gestisce decine dei più grandi influencer australiani, ha convenuto che il cambio di funzionalità di Instagram è stato solo un modo per guadagnare. «Instagram è consapevole che gli influencer stanno facendo soldi e lui no». Gli influencer con 3.000-20.000 follower guadagnano tra i 75 e i 300 dollari per post, quelli tra i 100.000 e i 250.000 circa 550-800 dollari, ma c’è anche chi guadagna migliaia di dollari per un singolo post. Per non parlare di come gli influencer abbiano trovato il modo anche per monetizzare le stories.

 

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Il problema reale sorge per i nuovi influencer che stavano costruendo il loro seguito e che non saranno più dei volti appetibili per le aziende: i marchi continueranno a puntare sui nomi conosciuti, stroncando le loro carriere sul nascere. Potrebbe essere l’inizio della china per quello che sembrava essere il lavoro del futuro.

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