zingaretti gelmini conte

VIA I SEGGI DALLE SCUOLE? ORA IL PD E IL GOVERNO FANNO RETROMARCIA! LA PROPOSTA DELLA FORZISTA GELMINI, ADESSO PIACE A ZINGARETTI E A CONTE: “BELLA IDEA. STUDIAMO ALTERNATIVE” - MARIO RUSCONI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRESIDI DI ROMA E DEL LAZIO. “DA 10-15 ANNI CHIEDIAMO DI TOGLIERE LE CABINE ELETTORALI DALLE SCUOLE, NON SIAMO STATI MAI ASCOLTATI” – E LA MINISTRA AZZOLINA...

Serena Coppetti per il Giornale

 

cabine aule scolastiche

Via le cabine elettorali dalle aule scolastiche. Se ne parla da anni. Ma ora la potente spallata del virus alla scuola, potrebbe essere la vera svolta. A dare ufficialità alla richiesta, ieri Nicola Zingaretti, segretario del partito Democratico.

 

«Viste le scelte di carattere elettorale che si stanno facendo - ha esortato riferendosi all'election day programmato per il 20 settembre - sarebbe bene uno sforzo, anche per tutelare la salute di tutti, che i seggi elettorali si tengano in luoghi il più possibile questa volta separati dalle scuole». Il suo è stato un appello a tutti quelli che hanno voce in capitolo: governo, ministero dell'Interno e dell'Istruzione, prefetture.

 

La risposta del premier Conte non si è fatta attendere: «È una buona idea. Con il ministro Lamorgese cercheremo di trovare delle soluzioni alternative». La cosa più sorprendente è che dopo tante polemiche che si consumano sulla scuola, su questo tema sono tutti d'accordo. Da sinistra a destra, passando pure per i sindacati e i presidi.

 

zingaretti

Che non sia davvero la volta buona per fare cessare questo rito arcaico di smontare classi e tirare su banchetti? È solo di qualche giorno fa la proposta di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che aveva incalzato il governo con la stessa richiesta.

 

Lo aveva fatto con un ordine del giorno al decreto elezioni, per «valutare concretamente alternative al voto nelle scuole». «Si possono trovare soluzioni diverse e sicure: in altri Paesi del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, vengono utilizzati anche altri luoghi sia pubblici sia privati. Non è impossibile organizzare una credibile alternativa», aveva detto. Peccato che il suo ordine del giorno sia stato cestinato proprio dal Pd.

 

ascani

«Il segretario dem ha cambiato idea? - domanda ora Gelmini - Siamo contenti per questo suo ripensamento. Adesso lavoriamo per portare a casa questo risultato». Insomma, a parte qualche balletto con passi non troppo sincronizzati, la smobilitazione delle classi per far posto alle cabine elettorali piace.

 

«Sono d'accordo con Zingaretti - ha cinguettato con tweet Anna Ascani, viceministro all'Istruzione - Dobbiamo fare tutti insieme uno sforzo affinché per i seggi elettorali si trovi, dove possibile, una soluzione alternativa alle classi, così da non interrompere le lezioni». Con il Covid tutti i nodi stanno venendo al pettine, come ha chiosato Mario Rusconi, presidente dell'associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio.

gelmini

 

«Da 10-15 anni chiediamo di togliere le cabine elettorali dalle scuole, non siamo stati mai ascoltati». Intanto oltre al «quando» prosegue il lavoro, per riprogrammare anche il «come» si tornerà a scuola a settembre.

 

Due i punti forti ribaditi ieri dal ministro Azzolina agli Stati generali sull'economia indicando le priorità di investimento per il rilancio della scuola: ridurre il numero di alunni in classe e l'innovazione della didattica per una scuola più agile e moderna. «Dobbiamo imparare dall'emergenza. Non serve un'altra riforma della scuola, ma le criticità di questo periodo ci dicono su cosa dobbiamo investire», ha motivato.

 

conte

E quindi: riduzione del numero di alunni per classe «che servirà anche a combattere la piaga della dispersione scolastica. Poi l'innovazione didattica, sfruttando le potenzialità del digitale, non a distanza ma in classe». Oltre alla formazione del personale «strutturale e obbligatoria. Serve personale preparato e, di conseguenza, anche più pagato». A settembre in classe? Sì ma non tutti, dubita il collega Gaetano Manfredi ministro dell'Università che ipotizza il ritorno alla normalità per febbraio.

 

«Si torna in aula a settembre, ma non tutti gli studenti. Gli stranieri avranno difficoltà a frequentare in Italia e forse ci saranno ancora limitazioni agli spostamenti anche per i fuori sede. In più, in alcune università ci possono essere problemi di affollamento, che non consentono a tutti di poter frequentare. A settembre alcuni continueranno a seguire a distanza. A febbraio si potrà tornare alla normalità».

AZZOLINA BOCCIATALUCIA AZZOLINALUCIA AZZOLINA AL MARE

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…