venezia sott'acqua

VIDEO! APOCALISSE A VENEZIA – “PERCHÉ CONTE VIENE QUI?”, LA RABBIA DI ARRIGO CIPRIANI (HARRY’S BAR): "TUTTI I POLITICI ITALIANI SONO ANDATI A VISITARE IL MOSE E NON CAPIVANO CHE ERA UN'OPERA ASSURDA, SERVITA SOLO PER RUBARE" - LA CRIPTA DI SAN MARCO SOMMERSA: GRAVI DANNI - IL PROCURATORE: “ERAVAMO A UN PASSO DAL DISSESTO ABBIAMO RISCHIATO PROBLEMI ALLE…” – ORA SI PENSA DI CREARE UNA BARRIERA SPECIALE - VIDEO

 

Francesco Battistini per il Corriere della Sera

 

venezia acqua alta e maltempo 7

«Fàghe spassio». Quand' è l' alba d' una notte da far tremare i santi, e tutt' intorno c' è solo Acqua Granda come non si vedeva dal '66 e la cripta dei Patriarchi è diventata una piscina profonda un metro e venti e il nartece coi tornelli dei turisti sta sotto ormai da quasi un giorno e la prima luce ci fa specchiare tutti di vergogna nei mosaici fradici del pavimento, alle sette del mattino monsignor Angelo Pagan chiede di fare un po' di spazio.

 

Va nel retro della Basilica di San Marco, all' altare più protetto di San Teodoro. Sistema i crisantemi gialli. Mette in ginocchio tre-fedelissimi-tre, i soli puntuali e presenti alla messa del mattino, per nulla spaventati da quest' apocalisse. E inizia a celebrare: «Quello spassio, è la cappella invernale. È venuto utile. Eravamo in quattro, ma è stato come se pregasse tutta Venezia».

venezia acqua alta e maltempo 6

 

Acqua benedetta, maledetta acqua. Nella cattedrale della nostra New Orleans, colpita al cuore da un Big One che tutti prima o poi s' aspettavano e che nessuno ha saputo impedire, s' entra con gli stivali affondati all' anca. Un cartello galleggia, patetico, e invita i visitatori a mantenere silenzio e rispetto. Non c' è bisogno. Il rispetto, l' ha già ottenuto il mare offeso dall' impazzimento climatico. E là sotto, dove l' uragano a un certo punto ha sfondato i vetri e inondato il riposo degli antichi cardinali, nel silenzio tombale piangono solo le idrovore che tentano d' asciugare le lapidi patriarcali di La Fontaine, Cé, Milesi, Agostini, Trevisanato «Da martedì mattina avevamo istituito i turni di presidio - racconta il professor Mario Piana, che nella Basilica è il proto e l' architetto d' ogni restauro -, ma noi eravamo pronti a un' acqua alta poco più che normale, non a questa roba».

 

venezia acqua alta e maltempo 5

«Un' apocalisse», la definisce Pierpaolo Campostrini, procuratore della Basilica: «Siamo stati a un pelo dal dissesto, abbiamo rischiato problemi statici alle colonne».

 

«Alla prima sirena stavamo a 145 centimetri e non mi sono preoccupato troppo - dice monsignor Pagan, il vicario -, poi è arrivata la seconda, la terza, l' allerta sms, 160, 170, 180 Io vivo qua sopra, alle undici di sera sono sceso in Basilica. C' era il proto con due uomini, nel buio ho dato una mano: abbiamo sollevato le panche del '600, spostato in alto le cose più preziose.

 

Ma l' acqua che saliva era impressionante, spingeva da sotto: ho visto muoversi i tasselli mosaicali del pavimento». Nel momento della furia, racconta un operaio, s' è provato a far barriera con quel che capitava fra le mani. E pareva ci si riuscisse: «Poi il mare ha fatto un giro strano ed è entrato da dietro, dalle finestre. Allagando tutto».

 

piazza san marco venezia

Cavalloni da mangiarsi i leoni di San Marco. «C' erano onde che sembrava d' essere in riva al mare - arriva per un' ispezione il patriarca, Francesco Moraglia -, mai vista una cosa del genere».

 

Nel palazzo di fronte, il direttore della Biblioteca Marciana guardava impotente dalla finestra.«I muri tremavano dalle raffiche di vento», è ancora impressionato Stefano Campagnolo: arrivato un anno fa da Cremona, s' è già beccato due fra le peggiori alluvioni della storia veneziana. I suoi tesori, dal testamento di Marco Polo ai manoscritti dell' Iliade, li ha messi in salvo ai piani superiori: «Ma sono stato sveglio tutta notte, c' era da aver paura anche solo ad affacciarsi. Appena ho potuto, sono sceso col led del telefonino a controllare i danni: per fortuna, s' è bagnato solo qualche facsimile ottocentesco». The day after, i segni visibili del disastro sono apparentemente pochi: le vetrate a pezzi, gli stracci bagnati sotto i ritratti dei patriarchi fatti Papi, Roncalli e Luciani.

acqua alta a san marco

 

Nell' archivio della Cappella Marciana, la contralto Martinica Philipp stende come può gli spartiti inzuppati di mottetti e messe, una copia della «Bataille» cinquecentesca di Janequin: «Come tutti a Venezia, abbiamo imparato a tenere vuoti gli scaffali bassi».

 

Veneziani gran signori, ma qualche conticino bisogna pur presentarlo al premier Conte. «Perché viene qui?», s' incazza dall' altra parte della piazza Arrigo Cipriani: a mezzogiorno riaccende le luci del suo Harry' s Bar e non gli piace il catastrofismo, «restai aperto anche nel '66, all' acqua alta siamo abituati, al cambiamento climatico non credo». La visita del premier non gli va giù, «aveva come ministro quel Toninelli che non ha fatto niente», e nemmeno gli altri: «In due minuti, Renzi ci ha tolto il magistrato delle acque».

 

Il disastro però c' è, anche se non si vede: «La Basilica ora sembra integra - spiega il proto Piana -, ma questa non è stata un' alluvione tipo Firenze, che travolge e distrugge. San Marco è come un paziente rimasto esposto alle radiazioni: il primo giorno, sembra non sia successo nulla; tra un po', cadranno denti e capelli». Le radiazioni sono l' acqua salata: «Non c' è stato il rischio d' un crollo della cripta. Ma la salsedine disgrega sempre più la materia delle colonne.

venezia palazzo gritti

 

Marmi tipo il rosso Verona o il verde antico ne soffrono, così come la matrice argillosa: con l' acqua si gonfiano, asciugandosi si restringono, e i danni si vedranno, eccome se si vedranno». Impossibile prevedere la durata della terapia: «Se uno fa una radiografia, basta un po' di latte.

Ma se uno sta esposto a Chernobyl, e queste alluvioni ripetute sono Chernobyl, i danni s' accumulano nella loro enormità».

Con Piana, da anni, una quindicina d' esperti controlla ogni giorno le fessure nella Basilica, i tasselli caduti, i muri sbriciolati: «L' apocalisse di San Marco è già iniziata», assicura. Sotto le navate c' è da spostare un bancone, pesantissimo. «Fàghe spassio». Ci provano in otto, nove col monsignore: Apocalypse Now, domani boh.

 

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LA CRIPTA DELLA BASILICA FINISCE SOMMERSA

Enrico Tantucci per la Stampa

 

 La Basilica di San Marco nuovamente violata dall' acqua, è il simbolo di quanto accaduto a Venezia. Le immagini della cripta allagata hanno fatto il giro del mondo, facendo crescere la preoccupazione per le sorti di uno dei monumenti più amati. L' acqua alta eccezionale di martedì sera, infatti, non ha risparmiato ancora una volta la Basilica, andata sotto di circa un metro senza che nulla potesse - a queste altezze - la parziale impermeabilizzazione del nartece all' ingresso della chiesa, con il blocco delle valvole, che funziona però solo fino a quota 88 centimetri. Ma questa volta a essere inondata dall' acqua è stata anche la cripta marciana, sotto il presbiterio.

 

venezia maltempo e acqua alta

Superato il metro e 65 centimetri l' acqua è entrata nella Basilica, ha allagato il pavimento e rompendo una delle finestre è entrata nella cripta, allagandola, fino alle colonne, che reggono la basilica.

 

Danni complessivamente limitati, anche perché all' interno della cripta non vengono custoditi oggetti preziosi, a parte alcuni paramenti e oggetti sacri per le celebrazioni.

Lievemente danneggiate anche le tombe dei Patriarchi di Venezia, mentre c' è preoccupazione per le possibili infiltrazioni d' acqua.

 

venezia maltempo e acqua alta 9

A verificare la situazione della cripta ieri mattina il patriarca Francesco Moraglia e il sindaco Luigi Brugnaro. Per fronteggiare quella che rischia di essere una situazione sempre più frequente, si comincia a pensare alla sua autodifesa e oggi saranno già in sopralluogo in Basilica gli ispettori inviati dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per verificare la situazione e dare il via libera successivamente all' erogazione dei finanziamenti richiesti, circa 3 milioni di euro. I Beni Culturali hanno attivato ieri anche un' unità di crisi rivolta in particolare proprio a Venezia per verificare i danni al suo patrimonio artistico.

venezia maltempo acqua alta

 

Rischi troppo alti «Siamo contenti di questa nuova attenzione verso la Basilica - ha sottolineato ieri il primo procuratore di San Marco Carlo Alberto Tesserin - con la possibilità di essere finalmente aiutati nei costi del suo restauro, ma anche fortemente preoccupati per la situazione generale di Venezia rispetto al problema dell' acqua alta, che tocca anche San Marco.

 

Dobbiamo sperare che il Mose entri finalmente in funzione quanto prima e sia realmente efficace, ma non possiamo neppure aspettare in modo indefinito il suo arrivo, i rischi per la conservazione della Basilica e del patrimonio straordinario che conserva sono troppo alti. Per questo stiamo elaborando un nostro progetto di messa in sicurezza idraulica anche dalle acque alte eccezionali della Basilica, valutando diverse possibilità e anche su questo chiediamo il contributo del Ministero dei Beni Culturali».

 

venezia maltempo e acqua alta 5

Il riserbo su questo punto è massimo, anche perché una scelta definitiva non è stata ancora compiuta e si punta a una soluzione che sia il meno impattante possibile, ma l' idea sarebbe comunque quella di "circondare" la Basilica marciana con una sorta di barriera che costituisca appunto una fascia protettiva dalle acque alte, sulla scorta di quanto in fondo già accade per le paratìe utilizzate dai negozi per proteggersi parzialmente dalle alte maree. Un intervento dunque che non sarebbe particolarmente costoso né di difficile attuazione, ma certamente impattante perché isolerebbe anche visivamente la Basilica marciana dal resto della Piazza.

 

«Quello che è certo - conclude Tesserin - è che se in tempi ragionevoli il Mose non dovesse effettivamente entrare in funzione, qualcosa saremmo costretti a fare per proteggere il patrimonio che ci è stato affidato».

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