sorelle meloni crosetto la russa – melillo - zaia

VINCENZO COVIELLO, IL 52ENNE EX DIPENDENTE DI BANCA INTESA CHE HA SPIATO I CONTI CORRENTI DI 7 MILA PERSONE (TRA CUI QUELLI DI GIORGIA E ARIANNA MELONI, MINISTRI, MILITARI, SPORTIVI E VIP), NON HA SCARICATO DEI DOCUMENTI DAL DATABASE NÉ LI HA SALVATI SU SUPPORTI INFORMATICI. INSOMMA: NESSUN DOSSIER DA CONDIVIDERE COME QUELLI DEL CASO STRIANO - PERO’ QUEI DOCUMENTI LI HA CONSULTATI, FORSE HA PRESO APPUNTI. E ORA GLI INVESTIGATORI VOGLIONO CAPIRE SE CI SONO DEI MANDANTI (CON EVENTUALI PAGAMENTI O ALTRE UTILITA’) E SE IL FUNZIONARIO HA AGITO DA SOLO O CON L'AIUTO DI QUALCUNO - E C'È CHI SI SPINGE A IPOTIZZARE IL COINVOLGIMENTO DI INVESTIGATORI PRIVATI - LA STORIA EVOCA QUELLA DI CARMELO MIANO, L'HACKER DI GELA CHE DALLA SUA CAMERA A ROMA, A 24 ANNI, HA VIOLATO I SERVER DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E HA MESSO LE MANI SU FASCICOLI COPERTI DA SEGRETO DI QUATTRO PROCURE - “LA STAMPA”: “C'È CHI IPOTIZZA UN GRANDE COMPLOTTO. E CHI PENSA A MANDANTI IMPEGNATI A INTERCETTARE LE PERSONE GIUSTE AL POSTO GIUSTO..."

SPIATI CONTI SORELLE MELONI, PERQUISIZIONI E SEQUESTRI

GIORGIA MELONI CON LA SORELLA ARIANNA

 (ANSA) - BARI, 11 OTT - È indagato, per accesso abusivo ai sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, l'ex dipendente della filiale di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) licenziato ad agosto per aver spiato i conti correnti di 3572 clienti dell'istituto, tra cui la premier Giorgia Meloni. Ieri, ufficiali di polizia giudiziaria incaricati dalla Procura di Bari hanno perquisito la casa dell'ex dipendente e sequestrato smartphone, tablet, hard disk e dispositivi informatici diversi che saranno oggetto di verifiche forensi.

 

1. LO STACANOVISTA CHE FACEVA I CONTI IN TASCA A TUTTI “MA IO SONO SOLAMENTE UN MANIACO DEL CONTROLLO”

GUIDO CROSETTO - VERTICE NATO

Estratto dell’articolo di Chiara Spagnolo per “la Repubblica”

 

Nel processo disciplinare si è difeso dicendo di essere «un maniaco del controllo» ma, a chi lo ha interrogato, ha dichiarato di avere agito di sua iniziativa e di «non aver divulgato a terzi le informazioni». Qualche collega, che lo ha conosciuto molti anni fa, lo ha definito «stacanovista». Vincenzo Coviello, 52enne di Bitonto che in una giornata è diventato famoso come lo spione di Banca Intesa, è quello che solitamente si definisce un impiegato modello. Sposato, con due figli, «impeccabile sul lavoro», è stato riferito da chi gli è stato professionalmente vicino.

 

DANIELA SANTANCHE

«Molto curioso» secondo chi lo frequenta. «Introverso ma anche egocentrico» ha detto un politico bitontino. Qualcun altro, invece, lo ha indicato come «pettegolo», per usare una semplificazione di paese, che però da sola non basta a spiegare il mistero di un anonimo impiegato di banca che è riuscito a violare i conti correnti di ministri e deputati, magistrati e forze dell’ordine, cittadini comuni e sportivi. Iniziando, a quanto sembra, da un’insana curiosità nei confronti della situazione patrimoniale di alcuni parenti e finendo a politici, magistrati e chi più ne ha più ne metta.

 

GIOVANNI MELILLO

Del suo caso, nell’istituto di credito per cui lavorava fino alla scorsa estate, si vociferava da tempo. Nel procedimento disciplinare di cui è stato protagonista […] sarebbe stato Coviello stesso a cercare di discolparsi dicendo di essere un maniaco del controllo. Il cinquantaduenne ha ammesso ciò che ha fatto, provando a limitare i danni: «Non ho più fatto interrogazioni da ottobre 2023, dopo essere stato richiamato dal direttore, in seguito ai primi controlli». Ma questa sarebbe una menzogna, perché è stato rilevato che ha continuato fino all’aprile scorso. Ha inoltre chiarito di «non avere mai scaricato documenti» e di non essere stato il terminale di nessuna richiesta dall’esterno.

 

IGNAZIO LA RUSSA CON UN CANE

Ma questo non è bastato ad evitargli i guai professionali, che si sommano a quelli penali collegati all’inchiesta che la procura di Bari sta conducendo per accesso abusivo a sistema informatico e ai dati finanziari delle istituzioni […] Coviello è molto conosciuto a Bitonto e anche a Bisceglie […] Si occupava di credito alle aziende del comparto alimentare, ufficialmente aveva accesso a conti milionari. […]

 

2. IL BANCARIO INSOSPETTABILE

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”

 

luca zaia sul palco di pontida foto lapresse

Insospettabile. Dietro il suo sportello di una filiale di Intesa Sanpaolo spiava i conti correnti di persone illustri. Illustrissime. La premier Giorgia Meloni, sua sorella Arianna, il suo ex compagno Giambruno. E ancora. I ministri Daniela Santanché e Guido Crosetto. Il procuratore della Direzione nazionale antimafia Giovanni Melillo e carabinieri e militari della Guardia di finanza. Quello di Vincenzo Coviello, cinquantenne di Bitonto, era un monitoraggio quotidiano. Settemila gli accessi abusivi effettuati dal 21 febbraio 2022 al 24 aprile 2024: trecento al mese, circa quindici al giorno, su oltre 3500 clienti portafogliati di 679 filiali sparse in tutta Italia. Sbirciava, questo è certo.

 

RAFFAELE FITTO - PARLAMENTO EUROPEO

Perché? Per chi? Difficile credere alla semplice ossessione. Alla raccolta spasmodica di dati solo per farsi "grande" con gli amici al bar. Secondo i primi accertamenti della procura di Bari, guidata da Roberto Rossi, Coviello avrebbe consultato conti correnti e anagrafiche. Ma quei dati non li avrebbe né scaricati né condivisi con altri della banca né salvati su supporti informatici. Insomma: nessun dossier mirato da condividere come quelli del caso Striano, l'ex tenente della finanza indagato per aver scaricato migliaia e migliaia di file segreti dalle banche dati della Dna e delle forze dell'ordine.

 

PASQUALE STRIANO

Vincenzo Coviello […]  «Quei dati li ho consultati perché è il mio lavoro farlo», avrebbe detto per giustificarsi. Eppure l'alert è scattato lo stesso. A banca Intesa Sanpaolo funziona così: il dipendente «autorizzato» gestisce i dati della clientela e i sistemi di controllo automatizzati monitorano i comportamenti e segnalano quelli anomali. Ad esempio, se una stessa persona viene cercata troppe volte. Insomma, se le consultazioni assumono un particolare rilievo quantitativo o qualitativo. A quel punto scatta l'allarme.

 

E così è stato per Coviello. Gli analisti informatici del mega centro di controllo che monitora i flussi telematici di tutto l'istituto bancario da Moncalieri, comune alle porte di Torino, riscontrano le anomalie. E la banca avvia un'indagine interna. A seguire il procedimento disciplinare, che è una procedura lunga e scrupolosa. Poi il licenziamento lo scorso 8 agosto.

 

michele emiliano

[…] Consultazioni random per mera curiosità? Dai primi accertamenti, risulta che Coviello abbia tenuto sotto controllo guadagni e spese di politici, magistrati, sportivi, esponenti delle forze dell'ordine. E l'elenco è davvero lungo. Compaiono, così raccontano le prime informazioni, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, l'ex ministro Raffaele Fitto, ora alla Commissione Ue, il governatore della Puglia Michele Emiliano e quello del Veneto Luca Zaia e il procuratore della Repubblica di Trani Renato Nitti.

 

Vincenzo Coviello era seriale. Non ha scaricato o copiato nulla, è vero. Ma quei dati, in gran segreto, nascosto dietro il computer e dietro quella teca di vetro che separa i dipendenti dai clienti, li ha consultati. Forse appuntati. E ora gli investigatori dei carabinieri della procura di Bari stanno cercando di ricostruire la questione. Di risalire ai possibili mandanti. E di capire se il funzionario ha agito da solo o con l'aiuto di qualcuno.

CARMELO MIANO AL COMPUTER NEL SUO APPARTAMENTO

 

I numeri di questa sorta di spy story sembrano enormi. E lo sono, se messi a confronto di un insospettabile funzionario. […] E c'è chi si spinge a ipotizzare un coinvolgimento degli investigatori privati.

 

Faro degli inquirenti, che hanno acquisito documenti e file e continuano ad ascoltare testimoni, anche su eventuali pagamenti o altre utilità. E la storia, con i dovuti distinguo, ricorda anche quella di Carmelo Miano, l'hacker di Gela che dalla sua camera a Roma, a 24 anni, ha violato i server del ministero della Giustizia e ha messo le mani su fascicoli coperti da segreto di quattro procure. «Ho rubato le email dei pm perché avevo attacchi d'ansia», avrebbe detto agli investigatori della procura di Napoli.

 

Ansia. Curiosità. Poi c'è chi ipotizza un grande complotto. E chi pensa a diversi mandanti impegnati a intercettare le persone giuste al posto giusto. Per ottenere le informazioni che desiderano.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?