massimo ferrero viperetta

VIPERETTA CRIME STORY - PER FAR SPARIRE I LIBRI CONTABILI RELATIVI AL FALLIMENTO DELLA ELLEMME, FERRERO CONVINSE IL LIQUIDATORE DELLA SOCIETÀ A INSCENARE UN FURTO D'AUTO - SE DA UN LATO, "VIPERETTA" FRENAVA LE ESOSE RICHIESTE DELLA FIGLIA VANESSA ("IO ME POTEVO LEGA' TUTTI AL CAZZO, STANNO TUTTI ALLE DIPENDENZE MIE"), QUANDO C'ERA DA ACQUISTARE BENI DI LUSSO NON SI FACEVA SCRUPOLI, PUR SAPENDO DI NON POTERSELO PERMETTERE, MANDANDO IN TILT IL COMMERCIALISTA: "HAI 200 MILIONI DI DEBITI! NON SAI COME NE USCIRAI…" - PER IL GIP FERRERO AVEVA UN "DISEGNO CRIMINALE" CON L'AMBIZIONE DI...

Carlo Macrì per il "Corriere della Sera"

 

VANESSA MASSIMO FERRERO

«Un deus ex machina il cui disegno criminale era l'ambizione di soddisfare le sue esigenze personali dando al patrimonio una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni sociali, con conseguente danno per l'Erario e i creditori sociali». È l'immagine che il gip di Paola dà di Massimo Ferrero nelle 105 pagine dell'ordinanza che ha portato all'arresto del «Viperetta», per il quale è stato disposto il carcere. Uno spaccato che ha messo alla luce le modalità d'intervento di Ferrero, definito persona «spregiudicata, pervicace e scaltra».

 

VANESSA MASSIMO FERRERO

Come quando, il 23 dicembre 2013, nel tentativo di far sparire i libri contabili relativi al fallimento della Ellemme, convinceva il liquidatore della società a denunciare il furto di un'Audi SA8, all'interno della quale c'era una borsa con registri Iva, libro inventari, verbali d'assemblea e del Consiglio d'Amministrazione della Ellemme. Un suo ex dipendente della Eleven Finance, Dario Lemma, intercettato il 22 febbraio del 2021 mentre parlava con Vanessa Ferrero diceva: «Conosco bene i doppi giochi di Massimo».

VANESSA FERRERO

 

E la figlia: «...io mi potevo lega' tutti al c... perché praticamente stanno tutti alle dipendenze mie... sulla carta comando io!... non l'ho fatto perché sono troppo rispettosa e poi perché non mi è convenuto!... te sto a chiede' tutto quello che mi devi da' che non mi hai dato... cioè! lui un po' l'ha capito..., però non se credesse che co 'sti contentini che m' ha dato... cioè pagame la macchina... famme arriva' n'altra... e i mille euro! che m' ha sistemato?».

 

Se da un lato, però, Massimo Ferrero cercava di frenare le richieste della figlia, quando c'era da acquistare beni di lusso non si faceva scrupoli, pur sapendo di non poterselo permettere. Il 24 luglio 2008, l'ex presidente doriano stipula un contratto di leasing per l'utilizzo dell'imbarcazione Azimut pur in presenza di un debito tributario di 497.628 euro e con ricavi dichiarati e registrati nel 2007 per 285.658. Ferrero si impegna a pagare per i primi due anni 600 mila euro di rate per la barca e addirittura 950.304 per i successivi otto.

massimo ferrero viperetta

 

Ha manie di grandezza pur non avendo possibilità di spesa. Il 18 novembre 2020 il commercialista che cura gli aspetti economici delle varie società del gruppo parla con un certo Andrea Diamanti: «Ieri stavo a litigare con Massimo... perché mi dice... mo' c'ho da prendere 'sti soldi qua, perché con questi voglio ricomprarmi via Taramelli!... Ma sei scemo? Mi fa... non hai idea... è una cosa che vale... quando è messa a posto vale 4 milioni. Ma scusa Massimo mi fai quasi ridere! Hai 200 milioni di debiti! Non sai come ne uscirai e adesso pensi di uscirne in 'sta maniera?».

 

massimo ferrero (1)

Anche quando la situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo Ferrero era gravata da inequivocabili segnali di difficoltà - come emerge dal bilancio del 2008, con debiti bancari complessivi per 7.038.287 euro - Ferrero ha sottoscritto un contratto di prelazione per l'acquisto di sale cinematografiche di proprietà di Vittorio Cecchi Gori investendo subito 58,5 milioni euro, impegnandosi a versare in futuro altri 19,5 milioni euro, senza averne la disponibilità.

vanessa ferrero

 

La procura di Paola in questi anni ha riletto ogni atto delle quattro società di Ferrero finite sott' inchiesta: Ellemme Group, Blu line srl, Blu cinematografica e Maestrale. La Ellemme addirittura è stata svuotata della contabilità e i finanzieri per ricostruire le sue vicende sono dovuti ricorrere alla banca dati della Guardia di Finanza.

massimo ferrero con la figlia vanessamassimo ferrero (2)

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…