salah abdeslam

LA VITA DI ABDESLAM PRIMA DELLA JIHAD - IL 32ENNE, UNICO SOPRAVVISSUTO ALLA STRAGE DEL BATACLAN NEL 2015 A PARIGI, HA PARLATO DAVANTI AI GIUDICI CON TONI PACATI: "QUANDO NON MI ERO ANCORA CONVERTITO VIVEVO COME UN LIBERTINO". CIOÈ ANDANDO IN DISCOTECHE GAY PER SPENNARE I CLIENTI, FUMANDO SPINELLI, CORRENDO IN AUTO E FACENDO RAPINE - IL SUO EX AVVOCATO: "ERA UN ESECUTORE D'ORDINI PIÙ CHE UNO CHE DECIDEVA. HA L'INTELLIGENZA DI UN POSACENERI VUOTO"

Leonardo Martinelli per "La Stampa"

 

Salah Abdeslam in tribunale

Negli ultimi giorni appariva già con i capelli rasati in testa e una barba sempre più folta. Quel look da fondamentalista non augurava niente di buono: Salah Abdeslam, 32 anni, l'unico sopravvissuto dei dieci jihadisti del commando, che sparse l'orrore a Parigi la sera del 13 novembre 2015, doveva rispondere ieri alle domande dei giudici e degli avvocati, al processo in corso nell'aula bunker, nel cuore di Parigi.

 

Per gridare ancora, come fece il primo giorno, lo scorso settembre, aggressivo e vendicativo, «sono un soldato dello Stato islamico»? No, ieri, in realtà, al di là delle apparenze, l'uomo ha assunto toni tranquilli.

 

Ambiguo, la sua è stata probabilmente una strategia difensiva. Ostentare il volto umano e rilassante di un terrorista. Contraddittorio Abdeslam lo è stato fin dagli inizi. Quella sera, prima che i suoi complici si fiondassero al Bataclan, lui ne accompagnò tre allo Stade de France, che si fecero saltare in aria.

 

salah abdeslam 4

La sua cintura esplosiva, invece, fu ritrovata nella periferia Sud in un cestino dell'immondizia. Non poté fare il martire, perché era difettosa? O non l'azionò per codardia? Dovrà spiegarsi anche su questo, ma in gennaio.

 

salah abdeslam 3

Ieri, invece, l'udienza riguardava la sua vita e personalità. Salah ha parlato, forse anche un po' recitato. È originario di Molenbeek, il quartiere di Bruxelles, da dove provengono gran parte degli altri tredici imputati, accusati di complicità.

 

salah abdeslam 2

Papà conducente di tram, mamma casalinga, di origini marocchine, Abdeslam dice che da bambino era «calmo e gentile. In famiglia c'era una buona atmosfera». Dopo la maturità tecnica, andò a lavorare come meccanico nella società del padre, a riparare i convogli.

 

salah abdeslam 1

Ma dopo un anno e mezzo si licenziò, inanellando una serie di lavoretti. Finché una sera fu arrestato per tentativo di rapina in un garage («mi ci ritrovai in mezzo, senza volerlo»), assieme al suo amico da sempre, Abdelhamid Abaaoud, altro giovane perso di Moleenbek.

 

Ieri non lo ha ricordato, ma anni dopo, guardando i video postati da Abaaoud dalla Siria, mentre al volante di un Suv trascinava nella polvere i cadaveri dei giustiziati dello Stato islamico, Abdeslam si convincerà che anche per lui era arrivata l'ora della jihad.

 

salah abdeslam processo bataclan

Prima era stato condannato più volte, anche per guida senza patente o sotto l'effetto di stupefacenti. «Amo la velocità», ha commentato ieri. Abaaoud, mente operativa degli attentati del 13 novembre, lo utilizzò nei mesi precedenti per scorrazzare in tutta Europa su auto di grosse cilindrata: andava a cercare tra l'Austria e l'Ungheria gli altri terroristi del commando, arrivati dalla Siria come migranti qualunque.

 

La sua radicalizzazione risale al 2014, giusto un anno prima del Bataclan. In precedenza (ma, secondo varie testimonianze, anche pochi giorni prima gli attentati) Abdeslam beveva, andava in discoteca (pure gay, per attirare omosessuali adulti e poi spennarli), si faceva le canne nel bar del fratello (lui martire davvero il 13 novembre).

 

salah abdeslam

Ieri ha voluto ridimensionare quel Salah lì («Spinelli? Una volta ogni tanto»). Per poi riassumersi così: «Sono nato in Belgio, sono cresciuto lì, impregnato dei valori occidentali». Che vuol dire «vivere come un libertino, senza preoccuparsi di Dio. Fare, bere e mangiare quello che si vuole».

 

salah abdeslam 1

Da cinque anni e mezzo vive isolato nella sua cella, con la possibilità due volte al giorno di andare in un altro spazio a fare sport. Si è lamentato del fatto di vivere relegato in nove metri quadrati. Ma il presidente della corte gli ha fatto notare che a Fleury-Mérogis, la prigione dove si trova, al Sud di Parigi, ci sono anche due o tre persone in ogni cella, delle stesse dimensioni, a causa della sovrappopolazione carceraria.

 

LA FUGA DI ABDESLAM SALAH

«In ogni caso ho rifiutato i sostegni psicologici che mi hanno proposto - ha detto lui, sicuro -, non ne ho bisogno». Che enigma Abdeslam. O forse no. Sven Mary, suo ex avvocato in Belgio, lo descriveva così: «Era un esecutore d'ordini più che uno che decideva. Ha l'intelligenza di un posaceneri vuoto».

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)