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WUHAN, IL BUCO NERO DELLA CINA – I DIARI DELLA QUARANTENA DI FANG FANG, CHE IMBARAZZANO IL REGIME CINESE, ARRIVANO ANCHE IN ITALIA – LA SCRITTRICE HA INIZIATO A SCRIVERLO SU WEIBO, RIUSCENDO AD AGGIRARE LA CENSURA CON UNA FALLA NEL SISTEMA – HA RICEVUTO MINACCE DI MORTE ED È STATA ADDITATA DI ESSERE UNA TRADITRICE DA METTERE AL BANDO…

 

 

Marina Valensise per “il Messaggero”

 

fang fang il 22 febbraio 2020

È la prima volta, dalla rivolta in piazza Tienanmen nel 1989, che i cinesi si ritrovano una narrazione alternativa a quella ufficiale. Effetto del coronavirus, la cosa imprevedibile, oltre al favore telematico di massa, è che a proporla non è un dissidente, ma una scrittrice di 65 anni, figlia di una famiglia di letterati. Vivendo a Wuhan, Fang Fang, al secolo Wang Fang, ha iniziato un diario della quarantena, letto in mezzo mondo (in Italia dal 3 giugno), postandolo ogni sera sulla piattaforma digitale Weibo, poi sul blog della rivista online Caixin, e da lì su WeChat.

fang fang wuhan, diari da una citta' chiusa

 

Ex presidente dell' Associazione scrittori della Provincia di Hubei, Fang Fang ha una figlia che rientrata dal Giappone si è messa in isolamento, un ex marito dimesso da un ospedale di Shanghai per un raffreddore, tre fratelli universitari che sin dal 31 dicembre l' allertano sul primo caso sospetto di quel virus sconosciuto, e un vecchio cane con cui vive nel quartiere di Jiangxia.

 

LE NOTIZIE

coronavirus pechino

Appena inizia l' epidemia, si attacca al computer e ogni notte a mezzanotte inizia a postare le sue cronache lette da 20-30 milioni di internauti. Per due mesi, dal 25 gennaio al 24 marzo, descrive nel suo stile dimesso l' angoscia per le voci in circolazione, lo sgomento alle notizie dei primi morti, le visite in ospedale agli amici malati, l' ansia di non trovare le mascherine N95, o di trovarne uno stock privo di confezioni individuali, e decidere di non comprarle, perché il farmacista le smaneggia a mani nude, mettendole in vendita a un prezzo esorbitante.

fang fang e le minacce di morte

 

minacce di morte a fang fang

Confessa lo stupore di ritrovarsi confinata, con 11 milioni di abitanti, in una città fantasma avvolta nel silenzio, senza traffico, senza rumore, senza notizie. Confessa la paura, l' ossessione del contagio, il calcolo retroattivo delle probabilità di esserne entrata a contatto, l' alea dell' esistenza legata a una gocciolina invisibile. Descrive l' operosità dei concittadini che non si arrendono, chiudono il mercato del pesce abbandonando carcasse di bestiole puzzolenti, ma costruiscono ospedali in pochi giorni; racconta la generosità dei vicini di compound che si mobilitano per portarle panini caldi, e le sue prodezze di madre che esce di casa per portare da mangiare alla figlia, inabile alla cucina. Il suo diario di quarantena è la cronaca di un' esperienza ormai comune al mondo intero. L' unica differenza è l' allerta continua che corre lungo le sue pagine come un filo rosso.

fang fang

 

LA FALLA

Fang Fang ama ripetersi e pontifica volentieri: «L' umanità non può continuare a perdersi nell' arroganza, a pensare di essere il centro del mondo». Non risparmia i suoi connazionali: «I cinesi non hanno mai avuto la passione di ammettere i propri errori, non hanno un forte senso del pentimento e non sono molto propensi a alzarsi in piedi».

coronavirus wuhan il 31 marzo 2020

 

Ma ha il coraggio di sfidare a viso aperto la censura del regime comunista, aprendo una falla che rischia di minare dall' interno l' autocrazia cinese: «Weibo fa credere agli utenti che i loro post sono stati caricati con successo, mentre in realtà restano invisibili agli altri utenti. Una volta scoperto questo trucchetto di programmazione, ho capito che la tecnologia può anche essere dannosa come il contagio di un virus», nota nel primo post.

 

SERVITÙ VOLONTARIA

coronavirus wuhan

Da allora, non passa giorno senza denunciare il governo che nasconde la natura dell' epidemia e si autocelebra autorizzando assembramenti criminali. Inietta la sua dose quotidiana di critica al regime: «I funzionari in Cina hanno sempre emanato direttive scritte, così, privi di copione, sono completamente persi e non sanno come guidare la nave». E sottolinea senza riserve la «servitù volontaria» che è l' altra faccia del dispotismo cinese. È per questo che il suo libro disturba: osannata in America - e speriamo in Europa - Fang Fang in Cina passa per una traditrice da mettere al bando, come vorrebbero i nazionalisti che l' attaccano con virulenza, denunciando il complotto occidentale, e riversandole contro l' odio della rete.

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